venerdì 1 febbraio 2013

Monte Pisanino (dalla Bagola Bianca) EE+ / F

Salita molto impegnativa alla vetta del monte Pisanino attraverso la Bagola Bianca (solo per escursionisti molto esperti con attitudini alpinistiche).

DATA: 29 luglio 2012

PARTENZA: Con l’autostrada A 15 Parma-La Spezia usciamo a Aulla e seguiamo le indicazioni per Casola in Lunigiana e Minucciano. Lasciato quest’ultimo paesino, la strada attraversa una galleria per poi scendere al paese di Gramolazzo, noi invece andiamo a destra iniziando a entrare nella valle di Orto di Donna (indicazioni per i rifugi alpini). Lasciamo l’auto nel parcheggio di fianco al rifugio Val Serenaia.


Visualizza Monte Pisanino (dalla Bagola Bianca) in una mappa di dimensioni maggiori




Stralcio della cartografia interattiva del sito http://www.webmapp.it


ITINERARIO: Rifugio Val Serenaia q.1060 (Dal parcheggio del rifugio attraversiamo il torrente, generalmente asciutto, che gli sta sotto e iniziamo a percorrere un esile traccia che inizia a salire nell’alto paleo, nessun cartello o segni, poi si vira a sinistra per portarci sulla dorsale ovest che scende dalla Bagola Bianca. Arrivati sulla dorsale, la iniziamo a risalire fedelmente, la salita si fa sempre più ripida e faticosa, ma la traccia è sempre abbastanza evidente)      -      Parete q.1595 (Il paleo ha lasciato posto a dei tratti lastricati di roccia. Il versante sud della dorsale, cioè quella rivolta al rifugio Val Serenaia, ha assunto una pendenza davvero considerevole, dalla parte opposta, nord, precipita verticalmente. Superiamo un tratto affilatissimo di crinale caratterizzato da lastre di roccia verticali e in breve si arriva a una parete di roccia che sbarra e taglia il sottile crinale, siamo nel punto più difficile della salita alla Bagola Bianca. Evitiamo di aggirare quest’ostacolo scendendo a destra sul terreno lastricato che, anche se sembra più logico, si arriva a un punto di non ritorno. Invece risaliamo fino allo spigolo della parete, lo aggiriamo a sinistra con fatica e in piena esposizione salendo aggrappandoci al paleo che in questo punto è quasi verticale fino a riportarci sulla dorsale)     -     Sella q.1613 (Si prosegue risalendo per traccia il ripido paleo della dorsale)    -   Bagola Bianca q.1809 (Omino sulla vetta. Iniziamo a percorrere il crinale che ci separa dal Pisanino che sembra irraggiungibile, direzione sud/est, in breve si fa molto affilato con esposizione totale sul versante della Val Serenaia, anche se dall’altra parte non si scherza. In seguito il crinale si alza verticalmente, una traccia, almeno così sembrava, si mantiene a mezzacosta nel paleo sul lato sinistro, est, poi inizia a risalire ripidamente tornando sul filo di cresta, traccia incerta, ormai prossimi alla vetta. Questo tratto è ripidissimo e risaliamo aggrappandoci con le mani nel paleo, vietatissimo scivolare !!)     -    Monte Pisanino q.1947 (Statuetta della Madonna e libro di vetta all’interno di una nicchia di sassi. Ora si prosegue sul crinale, direzione sud/est, con la via normale evidenziata da segni azzurri)     -     Canale delle Rose q.1918 (Dopo avere percorso un tratto di crinale aereo, la via normale inizia a scendere con ripida traccia attraverso il Canale delle Rose. Sotto di noi c’è un bellissimo panorama sul crinale degli Zucchi di Cardeto)     -    Foce dell’Altare q.1733 (Molte guide lo quotano a 1750 m. e separa il Pisanino dagli Zucchi di Cardeto, la via normale ora prosegue per sentierino a mezzacosta nell’opposto versante, lato est)    -    Sella q.1702 (Caratterizzata da una piccola statuetta della Madonna e da una targa in memoria. La via normale continua sempre a mezzacosta, in breve si attraversa un tratto roccioso esposto dove bisogna prestare attenzione)    -    CAI 178 q.1597 (Dopo che la via normale aveva perso quota, si risale ripidamente fino ad innestarci sul sentiero CAI 178 che prendiamo a destra)   -    Foce di Cardeto q.1642 (Stretto valico posto tra il Pizzo dell’Altare e il monte Cavallo, scendiamo dalla parte opposta)     -     Bivio q.1620 (Bivio con cartelli appena sotto la Foce di Cardeto: a sinistra c’è il CAI 179 per il rifugio Orto di Donna, noi teniamo il CAI 178 dritto in discesa)     -     Bivio q.1300 (Cartelli all’interno del bosco: a sinistra c’è il CAI 180, noi a destra teniamo il CAI 178)       -    Casetta q.1090 (Piccola casetta in sasso recintata, ora proseguiamo con il CAI 178 o con lo stradello di accesso che in breve ci portano ad un ponticello di legno, dalla parte opposta inizia una pista cementata che costeggia il camping Val Serenaia)     -    Asfaltata q. 1066 (Innesto sulla strada asfaltata, la prendiamo a destra in vista del rifugio)    -   Rifugio Val Serenaia q.1060
 
DISLIVELLO TOTALE: 1050 m
QUOTA MASSIMA: monte Pisanino q.1947
LUNGHEZZA: 7,3 Km
DIFFICOLTA : EE+ /F

 
NOTE:

- E’ sicuramente una delle escursioni più difficili delle Alpi Apuane, assolutamente da non percorrere con terreno bagnato o umido. La devono fare solo escursionisti molto esperti con attitudini alpinistiche, non tanto per i passaggi tecnici che si fermano al 1° grado, ma alla costante esposizione e al ripido paleo (il famoso manto erboso apuano.)

I punti critici del giro riassumendoli sono:

1- La parete q.1565 che sbarra la nostra salita sulla dorsale della Bagola Bianca: viene aggirata a sinistra per lo spigolo nord risalendo in seguito il paleo quasi verticale e con forte esposizione.

2- Il tratto di affilatissimo crinale che separa la Bagola Bianca dal Pisanino, tecnicamente non difficile ma che necessita di piede fermo e assenza di vertigini.

3- La risalita finale verso la vetta del Pisanino dopo che abbiamo lasciato il filo del crinale per stare sul lato sinistro, est : è una decisione presa al momento causa il forte vento che c'era sul crinale, il paleo è ripidissimo, stimo che possa avere una pendenza di 55-60°, e l’unico modo per farci sicura è aggrapparci con le mani all’erba alta (vietatissimo scivolare !!) 


                                                                           
TEMPI RILEVATI:
Tempo
      Totale
      (ore)
Rifugio Val Serenaia
0,00
Parete q.1565
1,20
Sella q.1613
1,40
Bagola Bianca
2,05
Pisanino
2,50
Canale delle Rose
3,00
Foce dell’Altare
3,26
Sella q.1702
3,31
CAI 178 q.1597
4,20
Foce di Cardeto
4,25
Bivio q.1620
4,29
Bivio q.1300
5,20
Casetta q.1090
5,47
Asfaltata q.1066
5,55
Rifugio Val Serenaia
5,58


Partenza dal rifugio Val Serenaia
Partenza dal rifugio Val Serenaia
Il rifugio Val Serenaia sotto di noi
Saliamo per traccia nell’alto paleo per portarci sulla dorsale ovest della Bagola Bianca
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca

Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca (tratto di affilato crinale che precede l’arrivo alla parete q.1565)
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca (tratto di affilato crinale che precede l’arrivo alla parete q.1565)

Parete q.1565
Parete q.1565 (la risaliamo a sinistra per superare lo spigolo)
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca 
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca
Sella q.1613


Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca 
Salita sulla dorsale ovest della Bagola Bianca (alla nostra destra spunta la cima del Pisanino)
Arrivo alla vetta della Bagola Bianca
Sulla vetta della Bagola Bianca q.1809
Sulla vetta della Bagola Bianca q.1809 (panorama sul Pisanino e dell’affilato crinale che dobbiamo percorrere)


Sulla vetta della Bagola Bianca q.1809
 (dietro c’è la vetta del Pisanino)
Sulla vetta della Bagola Bianca q.1809
Sulla vetta della Bagola Bianca q.1809 (panorama sulle “gobbe” del monte Cavallo)
Sulla vetta della Bagola Bianca q.1809 (panorama sul Pizzo d’Uccello)

Lasciamo la vetta della Bagola Bianca e iniziamo a percorrere l’affilato crinale che ci separa dal Pisanino
Lasciamo la vetta della Bagola Bianca e iniziamo a percorrere l’affilato crinale che ci separa dal Pisanino
L’affilato crinale che separa la Bagola Bianca dal Pisanino
L’affilato crinale che separa la Bagola Bianca dal Pisanino 
L’affilato crinale che separa la Bagola Bianca dal Pisanino 
L’affilato crinale che separa la Bagola Bianca dal Pisanino 

Panorama dall’affilato crinale che separa la Bagola Bianca dal Pisanino  
(dietro di noi c’è la vetta della Bagola Bianca e la dorsale ovest che abbiamo risalito dal rifugio Val Serenaia a valle)
L’affilato crinale che separa la Bagola Bianca dal Pisanino 
Salita finale alla vetta del Pisanino
Salita finale alla vetta del Pisanino
Monte Pisanino q.1947

Monte Pisanino q.1947
Monte Pisanino q.1947
Ritorno per la via normale 
Ritorno per la via normale 
Discesa per il Canale delle Rose alla sottostante Foce dell’Altare
Discesa per il Canale delle Rose alla sottostante Foce dell’Altare

Discesa per il Canale delle Rose alla sottostante Foce dell’Altare
Discesa per il Canale delle Rose alla sottostante Foce dell’Altare
Arrivo alla Foce dell’Altare
Foce dell’Altare (davanti a noi gli Zucchi di Cardeto)
Dalla Foce dell’Altare la via normale prosegue per sentierino a mezzacosta sull’opposto versante.
Sella q.1702 (piccola statuetta della Madonna e targa a ricordo)

Ripido passaggio della via normale poco sotto il Pizzo Maggiore
Ripido passaggio della via normale poco sotto il Pizzo Maggiore
Ripido passaggio della via normale poco sotto il Pizzo Maggiore
Via normale
Via normale
Via normale

Via normale
Via normale
 (davanti a noi monte Cavallo e il passo della Focolaccia)
Zoomata sulla cava al passo della Focolaccia
Innesto sul CAI 178 q.1597 ( indicazioni per intraprendere la via normale di salita al Piasanino)
Foce di Cardeto
Discesa dalla Foce di Cardeto

Discesa dalla Foce di Cardeto
Sul CAI 178
Sul CAI 178 (zoomata sul rifugio Orto di Donna)
Sul CAI 178

Caratteristiche venature della roccia sul CAI 178.
Casetta q.1090

5 commenti:

  1. Andrea da Arezzo21 marzo 2013 15:03

    davvero un articolo ben fatto, ricco di descrizioni dettagliate e tante, tante foto! bravi continuate così!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le relazioni delle nostre escursioni mi richiede parecchio tempo,è un lavoro che ho sempre fatto per me e che ora voglio mettere a disposizione di tutti attraverso questo Blog. I complimenti testimoniano che la nostra piccola esperienza può aiutare altri amanti della montagna. Christian

      Elimina
  2. Ciao Christian, innanzitutto complimenti per la quantità di informazioni che fornisci nel tuo blog. Voglio però farti un appunto, che mi sembra doveroso, perchè la tua relazione, in quanto pubblica, può essere presa come oro colato da escursionisti che non conoscono il Pisanino.
    I punti critici di cui parli, almeno due su tre ,possono essere oltrepassati in maniera molto meno rischiosa.
    Nel primo (q.1565), la placca triangolare è più semplice aggirarla da dx, seguendo la cengia erbosa che finisce su una traccia che porta ad un terrazzino. Da li , con minore esposizione e qualche passaggio in cui si usano le mani si arriva direttamente alla sella a q.1613.
    Nel terzo, (risalita finale al Pisanino) una volta che si lascia la cresta affilata proveniente dalla Bagola, invece di buttarsi a sx. sul paleo è molto più semplice e meno esposto salire a dx delle rocce, seguendole fino in cima e rimanendo sul versante della Val Serenaia.
    Spero che queste aggiunte servano a chi vuol tentare questa non semplice ascensione, per evitare di cacciarsi in situazioni da cui è difficile uscire.
    Mirco Mori GAE, Piazza al Serchio

    RispondiElimina
  3. Pubblico il tuo appunto con qualche perplessità :
    1- Inanzi tutto sotto il titolo ho specificato in maniera eloquente che si tratta di una salita molto impegnativa per escursionisti esperti che inoltre abbiano attitudini alpinistiche (EE+) e ribadito nella tabella "NOTE"
    2- Cliccando sulla pagina INFO Escursionismo a 360° dichiaro che si tratta di relazioni frutto della mia personale esperienza e fornisco qualche ulteriore dettaglio su come leggere le relazioni
    3- Lo stesso gestore del rifugio Donegani mi disse a proposito della placca triangolare che era assolutamente da aggirare a sinistra anche se a destra sembrava più invitante, lo stesso mi confermò una persona che aveva risalito diverse volte dalla Bagola Bianca e il giorno dopo andava a salire il Cavallo (quindi sicuramente una persona molto esperta di Alpi Apuane)
    4- La risalita finale sul paleo invece è stata una decisione presa al momento cercando di scegliere la soluzione più semplice e meno pericolosa da arrivare in vetta (ma anche quì al punto 3 nella tabella NOTE ritengo di avere segnalato bene la difficoltà tecnica) Christian

    RispondiElimina
  4. Ciao Christian, da conoscitore della Bagola Bianca, ti confermo l'esistenza delle due varianti "facili" a dx citate da Mirco nel proprio intervento; alcune gite cai cui ho partecipato le hanno utilizzate ed in effetti limitano un po' le difficoltà.
    Preciso altresì che la "vera Bagola Bianca" prevede il superamento della placca a sx (come avete fatto voi) e la salita diretta della cresta finale; quest'ultima è più logica e meno difficile di quanto possa sembrare, si sale un breve camino che non arriva al II° grado e poi un pendio erboso ripido ma non difficile.
    In ogni caso, l'accuratezza della descrizione dell'itinerario che hai fatto rendono appieno le difficoltà della salita, che rimangono tali anche seguendo le suddette varianti.

    RispondiElimina