domenica 20 settembre 2020

Creste della Mirandola, Pisanino, Bagola Bianca, La Forbice (F+)

Itinerario grandioso che si sviluppa principalmente in cresta e che ha come meta il monte Pisanino, la vetta più alta delle Alpi Apuane (Toscana). Saliamo il selvaggio monte Mirandola e continuiamo fino raggiungere il monte Pisanino, proseguiamo percorrendo in discesa l'affilata cresta nord/ovest toccando le cime della Bagola Bianca e La Forbice fino ai Prati del Pisanino dove un sentiero abbandonato nel bosco ci riporta all'auto. La gita è riferita solo a escursionisti molto esperti con attitudini alpinistiche e conoscitori del territorio.

DATA: 26 luglio 2020

PARTENZA:e seguendo le indicazioni per Casola in Lunigiana e Minucciano 35 km), seguiamo le indicazioni per il lago e Gorfigliano. Dopo appena 1,2 km arriviamo all’incrocio presso la borgata di Molino, scartiamo a sinistra la stradina per il lago e il campeggio, risaliamo a destra la stradina che immediatamente oltrepassa il cimitero e senza entrare nell’abitato continua con indicazioni della “Chiesa Vecchia”. Alla biforcazione dopo 500 metri tralasciamo la stradina che a destra scende alla “Chiesa Vecchia” e procediamo dritto in salita esattamente per altri 2,2 km iniziando a percorrere una stretta e malmessa carrozzabile raggiungendo l’anonima località di Pianellaccio priva di ogni indicazione (Minuscola piazzola alla nostra destra per 2/3 posti auto, i 2,2 km di carrozzabile sono percorribili solo tramite fuoristrada)







Traccia reale del GPS sullo stralcio della mappa interattiva webmapp tratta dal sito http://www.webmapp.it/

ITINERARIO: Pianellaccio q.945 (Parcheggiamo l’auto nella minuscola piazzola alla nostra destra, la carrozzabile continua e sarà il nostro ritorno, a sinistra notiamo la traccia nell’alto manto erboso che immediatamente ci porta a salire nel bosco con direzione est, segni o indicazioni assenti)   –   Sella q.1004 (Sella boscosa quotata 1004,1 da CTR Toscana. Il buon sentierino raggiunge il punto alto, a sinistra in breve esce dal bosco nell’ampio e tozzo promontorio del monte Calamaio, noi ora dobbiamo risalire a destra con direzione sud/ovest iniziando di fatto la cresta nord/est del monte Mirandola. Purtroppo questa parte iniziale è infrascata e priva di qualsiasi traccia o segno, si procede a vista e per intuito)   –   Cima q.1442 (La ripida ascesa alterna rada macchia boschiva a passaggi di 1° su affioramenti rocciosi e culmina sull’anticima nord orientale del monte Mirandola che ora si manifesta imponente di fronte a noi. Continuiamo sulla cresta ben delineata e aerea ma priva di difficoltà)   –   Monte Mirandola q.1565 (Omino di sassi sulla cima con il panorama che spazia a 360°. Procediamo poche decine di metri e risulta evidente l’impossibilità di andare oltre perché la cresta rocciosa precipita, quindi scendiamo a destra la parete occidentale che è l’unico punto debole. In loco c’è un anello di corda per calarsi in doppia, noi scendiamo in libera e a vista con passaggi su paleo e roccette affioranti di 1°, tecnicamente facile ma il pendio è molto ripido e discretamente esposto, la discesa è da fare con molta cautela e terreno asciutto. Giunti alla base perdendo 45/50 metri di quota, appare naturale il proseguo aggirando i piedi dell’enorme torrione quotato 1543,6 da CTR Toscana mantenendo la direzione sud/ovest su ripido paleo misto roccia)   –   Anfratto q.1590 (Procedendo logicamente ai piedi della cresta rocciosa, faticosamente ma senza difficoltà, ci appare alla nostra sinistra l’anfratto naturale utile come riparo temporaneo. Manteniamo la direzione in ripida ascesa portandoci sulla cresta superando arditi passaggi su paleo a tratti esposto, solo un occhio molto scrupoloso può cogliere esili segni di passaggio)   –   Cresta sud/est del Pisanino q.1914 (Risalendo la ripida cresta con direzione sud/ovest, si manifesta la grande verticalità del suo versante meridionale che precipita sulle cave Pungitopo e Barcolaia, quindi giungiamo al termine innestandoci sulla via normale del monte Pisanino evidenziata da segni azzurri, risaliamo l’aerea cresta a destra)   –   Monte Pisanino q.1947 (Sulla vetta è situata una nicchia di sassi con statuetta della Madonna, ora iniziamo scendere intraprendendo la sua affilata cresta nord/ovest verso la Bagola Bianca, attenzione che se i passaggi non superano il !° l’esposizione è notevole soprattutto sul versante della Val Serenaia, segni e indicazioni assenti)   –   Bagola Bianca q.1806 (Un ultimo tratto di cresta pianeggiante ma molto affilata ed esposta, ci fa raggiungere la cima della Bagola Bianca facilmente identificabile per le chiare placche di roccia del suo versante occidentale, sulla cima c’è un omino di sassi. Manteniamo la cresta con direzione nord, ora meno affilata ma sempre in buona esposizione, nel proseguo dobbiamo disarrampicare facili passaggi di 1° su roccia mal sicura e molto friabile, da fare con molta cautela)  –   La Forbice q.1677 (Arriviamo sulla cima biforcuta, appare palese che non possiamo proseguire in cresta per superare lo stretto intaglio che si presenta davanti a noi, torniamo sui nostri passi per pochi minuti fino a riportarsi sull’ampia e verde sella che precede la vetta, scendiamo a sinistra senza via obbligata il dolce pendio orientale su paleo per individuare circa 20 metri più sotto la marcata traccia non segnata al margine della macchia boschiva che ci fa riprendere la direzione nord transitando di fatto sotto l’intaglio della Forbice, poi in seguito entrando nel bosco guadagniamo quota per riportarci in cresta)   –   Crinale q.1625 (Bypassato l’inconveniente dell’intaglio de La Forbice, usciamo dal bosco e siamo di nuovo in cresta che ora ci appare come un ampio e verde crinale, lo percorriamo facilmente in discesa continuando a tenere la direzione nord. Dopo circa dieci minuti dobbiamo prestare attenzione perché l’ampio crinale ci fa virare a sinistra verso la Val Serenaia, il nostro obiettivo invece è quello di portarci sulla evidente crestina rocciosa che notiamo alla nostra destra, la raggiungiamo a vista senza traccia obbligata attraversando un breve tratto di bosco infrascato)   –   Cresta q.1523 (Ci siamo portati sulla aerea e breve cresta rocciosa, la iniziamo a percorrere e solo passo dopo passo ci appare meno difficile del previsto perché si trasforma in un sottile crinale di paleo che perde ripidamente quota con direzione nord/ovest ai sottostanti Prati del Pisanino)   –   Prati del Pisanino q.1270 (Nella parte finale, il sottile e ripido crinalino di paleo si esaurisce nell’ampia prateria dei Prati del Pisanino. Teniamo la direzione nord/ovest a vista e senza traccia raggiungendo i primi isolati alberi, facciamo riferimento alla quota. Ora dobbiamo modificare nettamente la direzione, viriamo a destra mantenendo rigorosamente la traiettoria est e la quota di 1270 m, purtroppo si cammina a vista e con disagio tra alte distese di piante di lamponi che potrebbe scoraggiare, in lontananza possiamo vedere il lago di Gramolazzo)  -   Pianellaccio q.945.

   
NOTE:
LUNGHEZZA: 8,8 km
DIFFICOLTA: F+
DISLIVELLO TOTALE: 1150 m
QUOTA MASSIMA: M. Pisanino q.1947











Sentieri



- La lunga e faticosa ascesa al monte Pisanino tramite la cresta della Mirandola avviene in un ambiente solitario e molto selvaggio, si procede a vista e per intuito principalmente su ripido paleo e rocce affioranti, i rari passaggi non superano il 2° ma il terreno è molto infido e alcune manovre sono da fare con molta cautela e terreno asciutto. La discesa sull’affilata/esposta cresta Bagola Bianca- La Forbice e il ritorno dai Prati del Pisanino sempre in ambiente molto selvaggio, ne fanno un itinerario per escursionisti molto esperti con attitudini alpinistiche in ottima forma fisica.

- Poco piacevole la parte iniziale che precede l’anticima del monte Mirandola (Cima q.1442) dove la vegetazione di bassa quota ci può ostacolare nell’ascesa e nell’orientamento, in seguito il panorama si manifesterà in tutta la sua bellezza.

- Se la salita al monte Mirandola dalla sua anticima non presenta problemi, particolare attenzione dobbiamo prestarla nella discesa che avviene nella parete occidentale. Oltrepassata la vetta individuiamo dopo pochi metri un anello di corda per discesa in doppia, noi scendiamo in libera con facili passaggi che non superano il 1°, il pendio di paleo/ roccette è molto ripido e ovviamente il terreno deve essere perfettamente asciutto per evitare spiacevoli conseguenze.

- La discesa dal monte Pisanino la facciamo per la sua cresta nord/ovest che conduce alla Bagola Bianca, generalmente è percorsa in salita da escursionisti molto esperti, si presenta molto affilata ed esposta soprattutto sul versante della val Serenaia, i passaggi probabilmente non superano il 1+ ma le difficoltà sono ampliate dalla discesa in equilibrio precario.

- Le difficoltà nella cresta tra la Bagola Bianca e La Forbice diminuiscono, comunque dobbiamo superare un tratto roccioso, affilato e discretamente esposto con roccia sdrucciolevole che se percorso in discesa invita alla cautela (passaggi 1°/1°+)
 
- Allo stato attuale (2020) l’esile sentiero abbandonato che collega i Prati del Pisanino alla buca della Speluca, è interrotto da alcuni alberi caduti che ci costringono a brevi deviazioni.


Rifugi-Bivacchi
- Assenti

Fonti
- Assenti




TEMPI RILEVATI NETTI (ore):
Pianellaccio
0,00
Sella q.1004
0,08
Cima q.1442 (Anticima)
1,25
Monte Mirandola
1,55
Anfratto
2,35
Cresta sud/est del Pisanino
4,00
Monte Pisanino
4,10
Bagola Bianca
4,47
La Forbice
5,17
Crinale q.1625
5,30
Cresta q.1523
/
Prati del Pisanino
6,16
Sentiero q.1270
6,30
La Speluca
7,07
Bivio q.1030
7,23
Carrozzabile q.983
7,29
Capanno
7,38
Pianellaccio
7,55
 



Pianellaccio q.945 (La carrozzabile continua e sarà il nostro ritorno, a sinistra notiamo la traccia nell’alto manto erboso che immediatamente ci porta a salire nel bosco con direzione est, segni o indicazioni assenti)
Il sentierino che sale da Pianellaccio
Sella q.1004 (Sella boscosa quotata 1004,1 da CTR Toscana. Il buon sentierino raggiunge il punto alto, a sinistra in breve esce dal bosco nell’ampio e tozzo promontorio del monte Calamaio, noi ora dobbiamo risalire a destra con direzione sud/ovest iniziando di fatto la cresta nord/est del monte Mirandola)
Purtroppo questa parte iniziale è infrascata e priva di qualsiasi traccia o segno, si procede a vista e per intuito
Purtroppo questa parte iniziale è infrascata e priva di qualsiasi traccia o segno, si procede a vista e per intuito
Sulla cresta che sale alla Cima q.1442 (Anticima)

Sulla cresta che sale alla Cima q.1442 (Anticima)
Sulla cresta che sale alla Cima q.1442 (Anticima)
Sulla cresta che sale alla Cima q.1442 (Anticima)
Sulla cresta che sale alla Cima q.1442 (Anticima)
Vista sul Grondalpo
Panorama sul monte Cavallo e le cave della Focolaccia

Sulla Cima q.1442 (Anticima del monte Mirandola)
Dalla Cima q.1442 continuiamo sulla cresta ben delineata e aerea ma priva di difficoltà verso il monte Mirandola
Sulla cresta tra la Cima q.1442 e il monte Mirandola

Monte Mirandola q.1565
Vista dalla cima del monte Mirandola sullo sviluppo del percorso per salire al monte Pisanino
Dalla vetta del monte Mirandola scendiamo a destra la parete occidentale che è l’unico punto debole.
Scendiamo in libera e a vista con passaggi su paleo e roccette affioranti di 1°, tecnicamente facile ma il pendio è molto ripido e discretamente esposto

Appena scesi dal monte Mirandola
Giunti alla base perdendo 45/50 metri di quota, appare naturale il proseguo aggirando i piedi dell’enorme torrione quotato 1543,6 da CTR Toscana mantenendo la direzione sud/ovest su ripido paleo misto roccia
Si procede tra roccette e paleo
Si procede tra roccette e paleo
Le cave Pungitopo e Barcolaia visibili sotto la cresta
Si procede tra roccette e paleo

Alle nostre spalle la sagoma del monte Mirandola
La parete occidentale del monte Mirandola dalla quale siamo scesi
Si procede tra roccette e paleo

Anfratto q.1590 (Procedendo logicamente ai piedi della cresta rocciosa, faticosamente ma senza difficoltà, ci appare alla nostra sinistra l’anfratto naturale utile come riparo temporaneo)
Manteniamo la direzione in ripida ascesa portandoci sulla cresta superando arditi passaggi su paleo a tratti esposto, solo un occhio molto scrupoloso può cogliere esili segni di passaggio
Panorama dalla cresta della Mirandola
Zoomata sulla cava della Focolaccia all’omonimo passo
Passaggi ripidi tra roccia e paleo
Passaggi ripidi tra roccia e paleo

Passaggi ripidi tra roccia e paleo
Passaggi ripidi tra roccia e paleo
Cresta sud/est del Pisanino q.1914 (Innesto sulla via normale del monte Pisanino evidenziata da segni azzurri)
Sulla via normale verso la vetta del monte Pisanino

Monte Pisanino q.1947
Monte Pisanino q.1947
Sulla vetta è situata una nicchia di sassi con statuetta della Madonna
Il monte Mirandola dal quale siamo saliti visto dalla vetta del monte Pisanino

Monte Pisanino q.1947 (Panorama sugli Zucchi di Cardeto, il monte Cavallo e il monte Tambura)
Monte Pisanino q.1947 (Panorama sul Pizzo d’Uccello)  
Dal monte Pisanino iniziamo scendere intraprendendo la sua affilata cresta nord/ovest verso la Bagola Bianca
Dal monte Pisanino iniziamo scendere intraprendendo la sua affilata cresta nord/ovest verso la Bagola Bianca

Dal monte Pisanino scendiamo l’affilata cresta nord/ovest verso la Bagola Bianca
Dal monte Pisanino scendiamo l’affilata cresta nord/ovest verso la Bagola Bianca
Dal monte Pisanino scendiamo l’affilata cresta nord/ovest verso la Bagola Bianca

Dal monte Pisanino scendiamo l’affilata cresta nord/ovest verso la Bagola Bianca
Dal monte Pisanino scendiamo l’affilata cresta nord/ovest verso la Bagola Bianca
Arrivo alla cima della Bagola Bianca, facilmente identificabile per le chiare placche di roccia del suo versante occidentale
Il monte Pisanino dal quale siamo scesi visto dalla Bagola Bianca

Il Pizzo d’Uccello e la Cresta di Nattapiana visti dalla Bagola Bianca
Dalla Bagola Bianca manteniamo la cresta con direzione nord, ora meno affilata ma sempre in buona esposizione
Dalla Bagola Bianca manteniamo la cresta con direzione nord, ora meno affilata ma sempre in buona esposizione
Nel proseguo dobbiamo disarrampicare facili passaggi di 1° su roccia mal sicura e molto friabile, da fare con molta cautela
Verso La Forbice

Le vette del Pisanino e della Bagola Bianca viste in prossimità della Forbice
Arrivo a La Forbice
La Forbice q.1677
Sulla traccia nel pendio orientale che ci consente di bypassare l’intaglio della Forbice
Sulla traccia nel pendio orientale che ci consente di bypassare l’intaglio della Forbice

Sulla traccia nel pendio orientale che ci consente di bypassare l’intaglio della Forbice
Crinale q.1625 (Bypassato l’inconveniente dell’intaglio de La Forbice, usciamo dal bosco e siamo di nuovo in cresta che ora ci appare come un ampio e verde crinale, lo percorriamo facilmente in discesa continuando a tenere la direzione nord)
Dopo circa dieci minuti dobbiamo prestare attenzione perché l’ampio crinale ci fa virare a sinistra verso la Val Serenaia, il nostro obiettivo invece è quello di portarci sulla evidente crestina rocciosa che notiamo alla nostra destra, la raggiungiamo a vista senza traccia obbligata attraversando un breve tratto di bosco infrascato
Un breve tratto di bosco infrascato
Arrivo alla Cresta q.1523

La iniziamo a percorrere e solo passo dopo passo ci appare meno difficile del previsto perché si trasforma in un sottile crinale di paleo che perde ripidamente quota con direzione nord/ovest ai sottostanti Prati del Pisanino
Il sottile crinale che scende ai Prati del Pisanino
Prati del Pisanino
Prati del Pisanino q.1270 (Scesi ai Prati del Pisanino presso i primi isolati alberi dobbiamo modificare nettamente la direzione, viriamo a destra mantenendo rigorosamente la traiettoria est e la quota di 1270 m, purtroppo si cammina a vista e con disagio tra alte distese di piante di lamponi che potrebbe scoraggiare)
Purtroppo si cammina a vista e con disagio tra alte distese di piante di lamponi che potrebbe scoraggiare, in lontananza possiamo vedere il lago di Gramolazzo
Sentiero q.1270 (Se abbiamo mantenuto la quota e la direzione camminando in linea retta tra le distese di lamponi, arriviamo al margine del bosco dove sorprendentemente cominciano dei bolli rossi che ci guidano nel sentierino abbandonato che si sviluppa nel suo interno)

Sul sentierino abbandonato che collega i Prati del Pisanino all’inghiottitoio della Speluca
Sul sentierino abbandonato che collega i Prati del Pisanino all’inghiottitoio della Speluca
Sul sentierino abbandonato che collega i Prati del Pisanino all’inghiottitoio della Speluca
Sul sentierino abbandonato che collega i Prati del Pisanino all’inghiottitoio della Speluca
La Speluca q.1172 (L’area recintata delimita l’inghiottitoio “Speluca della Fanaccia”)