mercoledì 29 aprile 2026

Cima di Paraine (cresta S-SE) – Corna Ceresola – M. Campuccio (EE/F-)

Partiamo dal paese di Vobarno e saliamo fino alla chiesetta della Madonna dei Ronchi, su esile traccia raggiungiamo la cresta S-SE della cima Paraine che arrampichiamo con facili passaggi alpinistici, proseguiamo camminando la cresta parzialmente coperta di arbusti fino alla Corna Ceresola, poi per sentiero guadagnando anche la vetta del monte Campuccio. (Prealpi Bresciane, Lombardia)

DATA: 14 dicembre 2025 

PARTENZA: Con l’autostrada A4 usciamo al casello di Brescia Est, ci dirigiamo verso Brescia poi teniamo le indicazioni per Salò che ci portano a percorrere la SS.45bis della Gardesana Occidentale. Dopo 19 km seguiamo le indicazioni per Madonna di Campiglio e la Val Sabbia sulla SS.45TER fino a prendere l’uscita per Vobarno (altri 4,3 km), continuiamo in direzione della Val Sabbia e arriviamo in breve al paese di Collio, lo attraversiamo e immediatamente segue quello di Vobarno. Senza portarci nella parte del paese al di là del fiume Chiese (ponte sulla sinistra), continuiamo sulla strada provinciale fino pervenire a una piccola rotatoria, svoltiamo a destra per la via Forno (indicazioni per la Sorgente Funtani) e dopo pochi metri sulla destra saliamo la via Ronchi con i primi cartelli del CAI 288, ci fermiamo dopo 200 metri notando sulla destra un’area parcheggio libera presso dei condomini (26,6 km dal casello autostradale). 


ITINERARIO: Parcheggio q.275 (Dal piccolo parcheggio in via dei Ronchi, iniziamo a camminare continuando a salire la strada asfaltata)      Bivio q.300 (Alla nostra sinistra c’è una minuscola area parcheggio e sopra un’abitazione, a destra una via senza uscita e altre abitazioni, davanti la stradina invece si biforca, il CAI 288 anche Sentiero Cristoforo Campanardi segue quella dritto a sinistra. In breve arrivati presso un grande cancello di una residenza, la stradina asfaltata si esaurisce e si continua su sterrata)     Bivio q.355 (La sterrata costeggia la recinzione della residenza fino arrivare presso una grande casa abbandonata dove il percorso si biforca, cartelli: dritto a sinistra la sterrata si abbassa per poi successivamente rialzarsi verso la Madonna dei Ronchi, noi andiamo dritto a destra in salita di fianco la casa abbandonata che è CAI 288 su ampia mulattiera)     Bivio q.400 (Biforcazione della mulattiera e cartelli: dritto a destra continua il CAI 288 e sarà il nostro ritorno, stiamo dritto a sinistra su largo sentiero CAI senza numerazione per la Madonna dei Ronchi e cima Paraine)     Bivio q.426 (Il largo sentiero nel bosco si biforca, dritto a destra sale, andiamo dritto a sinistra)    Bivio q.448 (Arriviamo presso due piccoli e vecchi cancelli, evitiamo quello a destra e andiamo dritto uscendo dal sottobosco, in alto ci appare l’edificio della Madonna dei Ronchi)   Madonna dei Ronchi q.453 (Il sentiero transita in piano sotto l’edificio della Madonna dei Ronchi, quindi ci innestiamo nella sua sterrata d’accesso che saliamo fino a raggiungere la chiesetta con casa annessa, dietro ci alziamo fino al rudere isolato e senza oltrepassarlo andiamo a sinistra in piano sul grande terrazzamento erboso, rientrando nel sottobosco continuiamo su esile sentierino a mezzacosta sporco di foglie, direzione ovest, successivamente compaiono alcuni vecchi segni CAI)     Cresta S-SE Cima Paraine q.505 (L’esile sentiero procede a mezzacosta finché intravediamo tra gli arbusti trasparire i primi contrafforti rocciosi sopra di noi. Lasciamo la traccia a mezzacosta che prosegue svoltando a destra, cominciamo a risalire tra gli arbusti seguendo vecchi segni CAI e altri azzurri, poi dopo circa cinque minuti cominciamo arrampicare iniziando la cresta rocciosa poco definita)   Cima Paraine q.704 (Sulla piccola cima c’è un’asta con bandiera, una tabella in memoria e degli omini di sassi, ora c’incamminiamo per traccia evidenziata da bolli rossi lungo la sua elementare cresta NE, pianeggiante e caratterizzata da arbusti e rocce)     Bivio q.701 (Dopo la prima parte pianeggiante, la cresta perde circa trenta metri di quota, poi rialzandosi arriviamo al bivio con cartelli: rimaniamo sulla cresta che continua in ascesa, a destra scende un sentierino che riporta alla Madonna dei Ronchi)    Bivio q.738 (Il bivio può passare inosservato: a destra scende una traccia non indicata destinata a collegarsi al CAI 288, rimaniamo sulla cresta portandoci velocemente sotto la sagoma della Corna Ceresola, poi il sentierino si sposta a sinistra e prende a inerpicarsi ripidamente alternando tratti a mezzacosta con cresta)   Corna Ceresola q.865 (La ripida salita si conclude sulla anonima cima circondata dagli arbusti dove troviamo un omino di sassi. Continuiamo su crinale alberato, poi ci abbassiamo alla sua sinistra continuando a perdere quota per bypassare alla base di un grande affioramento roccioso)   Rudere q.806 (Senza toponimo ma quotato 806 m dalla mappa IGM Lombardia. Il grande rudere è probabilmente utilizzato occasionalmente come rimessa e dispone di una fatiscente teleferica, continuiamo percorrendo il vialetto sul crinale sottostante andando a superare in breve un capanno di caccia)   Passo Ceresola q.810 (Crocevia e cartelli nel bosco: a sinistra scende il CAI 287 per San Alessandro e il paese di Cecino, a destra scende il CAI 288 anche Sentiero Cristoforo Campanardi per la Madonna dei Ronchi e Vobarno dal quale faremo ritorno più tardi, dritto il crinale sale con traccia non segnata al Dosso delle Puse, andiamo dritto in falsopiano che è CAI 287/CAI 288 per Gardoncello e Cascina Pozze)    Traliccio Enel q.958 (Il sentiero si mantiene a mezzacosta sotto il versante nord occidentale del Dosso delle Puse, poi dopo circa dodici minuti curvando a gomito risale riportandosi sul crinale dove è collocato un grande traliccio dell’Enel dismesso. A destra il crinale scende al Dosso delle Puse e al passo Ceresola, il CAI 287/CAI 288 lo tiene a sinistra in salita)  Bivio q.1013 (Ben presto il CAI 287/CAI 288 lascia il crinale e spostandosi a destra procede a mezzacosta sotto il versante meridionale del monte Campuccio. Nel punto in cui curva a sinistra per continuare sotto il suo versante orientale, a destra scende un sentiero con segni gialli che evitiamo)   Gardoncello q.1047 (Il sentiero esce dal bosco e rapidamente ci conduce sopra la grande e vecchia casa dove c’è il bivio con cartelli. Noi saliamo a sinistra all’indietro in direzione della vasta sella erbosa poco distante, andando dritto il sentierino transita sopra la casa e s’innesta subito nella sterrata nella quale s’intravvedono altri cartelli)  –   Monte Campuccio q.1089 (Dalla vasta sella erbosa seguiamo a sinistra il crinale e siamo sul promontorio panoramico del monte Campuccio, anonimo e privo d’indicazioni, ritorniamo sui nostri passi)   Gardoncello q.1047     Bivio q.1013   –  Traliccio Enel q.958 (Lasciamo il CAI 287/CAI 288 dal quale siamo venuti che scende a destra, dal traliccio dismesso andiamo avanti rimanendo sul crinale per sentierino evidenziato da qualche segno giallo)   Dosso delle Puse q.952 (Il punto è attraversato dai cavi della linea elettrica, in loco c’è un enorme traliccio dell’Enel, ora il sentierino che nel periodo estivo potrebbe essere un po’ infrascato comincia a perdere quota verso il passo Ceresola)    Passo Ceresola q.810 (Tornati al crocevia scendiamo a sinistra sul CAI 288 verso Madonna dei Ronchi e Vobarno)     Capanno q.710 (Capanno in lamiera verde ad uso dei cacciatori)     Bivio q.673 (Per il nostro senso di marcia il bivio potremmo non vederlo. Appena prima di uscire nel prato della Cascina del Los, a sinistra all’indietro c’è un sentierino abbandonato che tralasciamo)    Cascina del Los q.657 (Il sentiero aggira la recinzione della vecchia casa ristrutturata, grazie alla presenza dei proprietari passiamo nel suo cortile e ne usciamo iniziando la sua sterrata d’accesso che in questo frangente è su fondo cementato, siamo sul CAI 288)    Deviazione q.625 (Quando termina il tratto cementato la sterrata curva a gomito a sinistra, noi invece seguiamo il CAI 288 indicato dal cartello che ora curva a destra e si sviluppa su sentierino andando a superare un fatiscente capanno)     Bivio q.610 (Il bivio passa inosservato: stiamo sul CAI 288, a destra sale una traccia di passaggio che riconduce alla Cascina del Los)   Sella q.595 (Arriviamo a una selletta boschiva, evitiamo di percorrere l’invitante crinalino mentre il CAI 288 scende il solco a destra, attenzione ai pochi segni CAI)   Incrocio q.523 (Quota da mappa IGM Lombardia. Tralasciamo sulla destra il sentierino non segnato e dopo pochi metri siamo al bivio ufficiale con cartelli CAI: dritto è sentiero CAI senza numerazione per la Madonna dei Ronchi, scendiamo a sinistra rimanendo sul CAI 288 verso Vobarno)   Scagna q.456 (Senza toponimo ma quotata 456 m dalla mappa IGM Lombardia. Grande casa abbandonata, il CAI 288 curva a gomito e scendendo si allarga a mulattiera)     Bivio q.400 (Chiudiamo l’anello, a destra c’è il sentiero salito in mattinata per la Madonna dei Ronchi, continuiamo scendendo verso Vobarno)   Bivio q.355     Bivio q.300    Parcheggio q.275 (Arrivo al parcheggio in via dei Ronchi) 

NOTE

        LUNGHEZZA: 9,4 km

        DIFFICOLTA: EE/F-

DISLIVELLO TOTALE: 880 m

QUOTA MASSIMA: M. Campuccio q.1089

Sentieri

Itinerario solitario consigliato nel periodo autunno/invernale.

Cresta S-SE di cima Paraine: Raggiungiamo l’attacco della cresta partendo dalla chiesetta della Madonna dei Ronchi andando a percorrere una esile traccia a mezzacosta e in piano con direzione ovest, pochi segni CAI li vediamo a sentiero inoltrato. Nell’immediato la cresta si presenta poco delineata, si risale l’ottima e solida roccia calcarea seguendo gli abbondanti segni CAI in comproprietà con vecchi segni azzurri, in questo frangente non ci sono difficoltà e si alternano passaggi max.1°. A metà percorso affrontiamo un breve tratto aereo di cresta, esposto sul versante occidentale mentre su quello orientale è modesto, poi ne segue una rampa discretamente esposta ma attrezzata con corda e spit, dopo la quale ci attende la parte più impegnativa nella quale dobbiamo arrampicare pochi passaggi di 2° (Passaggi non obbligati) fino a conquistare la vetta camminando su traccia di passaggio tra gli arbusti. 

Rifugi-Bivacchi

Il Rudere q.806 che incontriamo scendendo dalla Corna Ceresola verso il passo omonimo, può offrire un riparo temporaneo. 

Fonti

Assenti

Tracce GPS

 

TEMPI RILEVATI NETTI (ore)

Parcheggio

0,00

Gardoncello

/

Bivio q.300  

0,01

Bivio q.1013

/

Bivio q.355

0,08

Traliccio Enel q.958

3,03

Bivio q.400  

0,14

Dosso delle Puse

3,05

Bivio q.426

/

Passo Ceresola

/

Bivio q.448

0,20

Capanno q.710

3,32

Madonna dei Ronchi

0,23

Bivio q.673

3,36

Cresta S-SE C. Paraine

0,32

Cascina del Los

3,38

Cima Paraine

1,15

Deviazione q.625

3,42

Bivio q.701

1,30

Bivio q.610

3,46

Bivio q.738 

1,37

Sella q.595

3,48

Corna Ceresola

1,55

Incrocio q.523

3,58

Rudere q.806

2,02

Scagna

4,06

Passo Ceresola

2.06

Bivio q.400  

4,12

Traliccio Enel q.958

2,23

Bivio q.355  

/

Bivio q.1013

2,32

Bivio q.300  

/

Gardoncello

2,41

Parcheggio

4,25

Monte Campuccio

2,45

 

 


Parcheggio q.275 (Dal piccolo parcheggio in via Ronchi, iniziamo a camminare continuando a salire la strada asfaltata)

  Bivio q.300 (La stradina si biforca, il CAI 288 anche Sentiero Cristoforo Campanardi segue quella dritto a sinistra) 

 In breve, arrivati presso un grande cancello di una residenza, la stradina asfaltata si esaurisce e si continua su sterrata

Bivio q.355 (La sterrata costeggia la recinzione della residenza fino arrivare presso una grande casa abbandonata dove il percorso si biforca, cartelli: dritto a sinistra la sterrata si abbassa per poi successivamente rialzarsi verso la Madonna dei Ronchi, noi andiamo dritto a destra in salita di fianco la casa abbandonata che è CAI 288 su ampia mulattiera) 

Panorama sulle cime che dobbiamo salire

 

   Bivio q.400 (Biforcazione della mulattiera e cartelli: dritto a destra continua il CAI 288 e sarà il nostro ritorno, stiamo dritto a sinistra su largo sentiero CAI senza numerazione per la Madonna dei Ronchi e cima Paraine) 

   Bivio q.426 (Il largo sentiero nel bosco si biforca, dritto a destra sale, andiamo dritto a sinistra) 

Sul sentiero non segnato che ci direziona verso la Madonna dei Ronchi

   Bivio q.448 (Arriviamo presso due piccoli e vecchi cancelli, evitiamo quello a destra e andiamo dritto uscendo dal sottobosco) 

L’edificio accanto alla chiesetta della Madonna dei Ronchi

Chiesetta della Madonna dei Ronchi


Affresco sulla facciata della chiesetta

La casa annessa alla chiesetta

Madonna dei Ronchi q.453 (Ci alziamo dietro la chiesetta fino al rudere isolato e senza oltrepassarlo andiamo a sinistra in piano sul grande terrazzamento erboso) 

Entrando nel sottobosco continuiamo su esile sentierino a mezzacosta sporco di foglie, direzione ovest, successivamente compaiono alcuni vecchi segni CAI

Entrando nel sottobosco continuiamo su esile sentierino a mezzacosta sporco di foglie, direzione ovest, successivamente compaiono alcuni vecchi segni CAI

Cresta S-SE Cima Paraine q.505 (L’esile sentiero procede a mezzacosta finché intravediamo tra gli arbusti trasparire i primi contrafforti rocciosi sopra di noi. Lasciamo la traccia a mezzacosta che prosegue svoltando a destra, cominciamo a risalire tra gli arbusti seguendo vecchi segni CAI e altri azzurri)


Nell’immediato la cresta si presenta poco delineata …

… si risale l’ottima e solida roccia calcarea seguendo gli abbondanti segni CAI in comproprietà con vecchi segni azzurri, in questo frangente non ci sono difficoltà e si alternano passaggi max.1°.

Cresta S-SE di cima Paraine

Cresta S-SE di cima Paraine

Cresta S-SE di cima Paraine

Cresta S-SE di cima Paraine

 

Cresta S-SE di cima Paraine

A metà percorso affrontiamo un breve tratto aereo di cresta, esposto sul versante occidentale mentre su quello orientale è modesto

A metà percorso affrontiamo un breve tratto aereo di cresta, esposto sul versante occidentale mentre su quello orientale è modesto

A metà percorso affrontiamo un breve tratto aereo di cresta, esposto sul versante occidentale mentre su quello orientale è modesto

Ne segue una rampa discretamente esposta ma attrezzata con corda e spit

Ne segue una rampa discretamente esposta ma attrezzata con corda e spit


Rampa discretamente esposta ma attrezzata con corda e spit

Rampa discretamente esposta ma attrezzata con corda e spit

Dopo la rampa attrezzata con corda e spit, ci attende la parte più impegnativa nella quale dobbiamo arrampicare pochi passaggi di 2° (Passaggi non obbligati)

Dopo la rampa attrezzata con corda e spit, ci attende la parte più impegnativa nella quale dobbiamo arrampicare pochi passaggi di 2° (Passaggi non obbligati)

Cima Paraine q.704 (Sulla piccola cima c’è un’asta con bandiera, una tabella in memoria e degli omini di sassi) 


Tabella in memoria sulla cima Paraine

Dalla cima Paraine c’incamminiamo per traccia evidenziata da bolli rossi lungo la sua elementare cresta NE, pianeggiante e caratterizzata da arbusti e rocce

Sulla cresta NE di cima Paraine, pianeggiante e caratterizzata da arbusti e rocce

Sulla cresta NE di cima Paraine, pianeggiante e caratterizzata da arbusti e rocce

Sulla cresta NE di cima Paraine, pianeggiante e caratterizzata da arbusti e rocce (Retrospettiva)

Sulla cresta NE di cima Paraine, pianeggiante e caratterizzata da arbusti e rocce (Vista sulle altre cime che dobbiamo raggiungere) 

 

Bivio q.701 (Dopo la prima parte pianeggiante, la cresta perde circa trenta metri di quota, poi rialzandosi arriviamo al bivio con cartelli: rimaniamo sulla cresta che continua in ascesa, a destra scende un sentierino che riporta alla Madonna dei Ronchi) 

Sulla cresta che sale alla Corna Ceresola

Sulla cresta che sale alla Corna Ceresola

Sulla cresta che sale alla Corna Ceresola

Sulla cresta che sale alla Corna Ceresola

 

Sulla cresta che sale alla Corna Ceresola

Sulla cresta che sale alla Corna Ceresola

Corna Ceresola q.865: La ripida salita si conclude sulla anonima cima circondata dagli arbusti dove troviamo un omino di sassi …

.…continuiamo su crinale alberato …

…. poi ci abbassiamo alla sua sinistra continuando a perdere quota per bypassare alla base di un grande affioramento roccioso

…. poi ci abbassiamo alla sua sinistra continuando a perdere quota per bypassare alla base di un grande affioramento roccioso

 

Rudere q.806 (Il grande rudere è probabilmente utilizzato occasionalmente come rimessa e dispone di una fatiscente teleferica) 

Rudere q.806 (Il grande rudere è probabilmente utilizzato occasionalmente come rimessa e dispone di una fatiscente teleferica) 

Rudere q.806

Rudere q.806

Continuiamo percorrendo il vialetto sul crinale sottostante …

… andando a superare in breve un capanno di caccia


Passo Ceresola q.810 (Crocevia e cartelli nel bosco: a sinistra scende il CAI 287 per San Alessandro e il paese di Cecino, a destra scende il CAI 288 anche Sentiero Cristoforo Campanardi per la Madonna dei Ronchi e Vobarno dal quale faremo ritorno più tardi, dritto il crinale sale con traccia non segnata al Dosso delle Puse, andiamo dritto in falsopiano che è CAI 287/CAI 288 per Gardoncello e Cascina Pozze)  

Il sentiero si mantiene a mezzacosta sotto il versante nord occidentale del Dosso delle Puse

  Traliccio Enel q.958 (Traliccio dell’Enel dismesso) 

Gardoncello q.1047 (Il sentiero esce dal bosco e rapidamente ci conduce sopra la grande e vecchia casa dove c’è il bivio con cartelli. Noi saliamo a sinistra all’indietro in direzione della vasta sella erbosa poco distante)

 

Monte Campuccio q.1089 (Anonimo promontorio panoramico privo d’indicazioni) 

Dosso delle Puse q.952: Il punto è attraversato dai cavi della linea elettrica, in loco c’è un enorme traliccio dell’Enel ….

… ora il sentierino comincia a perdere quota verso il passo Ceresola.

Passo Ceresola q.810 (Tornati al crocevia scendiamo a sinistra sul CAI 288 verso Madonna dei Ronchi e Vobarno) 

Sul CAI 288 verso Madonna dei Ronchi e Vobarno

Capanno q.710 (Capanno in lamiera verde ad uso dei cacciatori)

 

Arrivo alla Cascina del Los

Cascina del Los

La sterrata d’accesso alla cascina del Los che in questo frangente è su fondo cementato

Deviazione q.625 (Quando termina il tratto cementato la sterrata curva a gomito a sinistra, noi invece seguiamo il CAI 288 indicato dal cartello che ora curva a destra e si sviluppa su sentierino andando a superare un fatiscente capanno)

Sella q.595 (Arriviamo a una selletta boschiva, evitiamo di percorrere l’invitante crinalino mentre il CAI 288 scende il solco a destra, attenzione ai pochi segni CAI) 

Scagna q.456 (Grande casa abbandonata)