domenica 13 settembre 2026

Balzo Nero (Valico di Pierone, cengia ovest, via degli Scappi) EE/F-

Partiamo dal paese di Vico Pancellorum e saliamo al Balzo Nero attraverso lo sconosciuto valico di Pierone, dalla vetta scendiamo la cresta del Balzo dei Colombi fino a intercettare la cengia ovest che ci conduce alla sella degli Scappi, facciamo ritorno sull'antico sentiero della via degli Scappi. Itinerario per escursionisti esperti e capacità alpinistiche, si svolge in un ambiente molto selvaggio dove si procede a vista, per intuito o su labili tracce, una buona conoscenza del territorio può fare la differenza per la riuscita della gita (Dolomiti della Val di Lima, Toscana)

DATA: 26 febbraio 2026 

PARTENZA: Dal valico tosco/emiliano del passo dell’Abetone scendiamo nel versante toscano per circa 18 km arrivando al paese de La Lima, da qui andiamo a destra percorrendo la SS.12 per Bagni di Lucca fino alla località Pontecoccia (9 km da La Lima), quindi lasciamo la statale e risaliamo a destra la stradina che conduce e termina al paese di Vico Pancellorum (Oltrepassata la pieve di San Paolo e in prossimità del ristorante Baldabò, dobbiamo tenere la stradina a sinistra che aggira l’abitato e conduce fino alla parte alta del paese presso un parcheggio e punto di fermata del bus, esattamente 4,2 km dalla SS.12). 

 

ITINERARIO: Vico Pancellorum q.656 (Nell’area parcheggio di Vico Pancellorum Alta, a destra inizia il vicolo “via Fosso” che è interdetto al transito delle auto e conduce all’interno del paese, a sinistra c’è una stradina asfaltata e subito sopra il sentiero per la Croce di Castello che prendiamo indicato da un vecchio cartello, segni assenti. Inizialmente passa tra le recinzioni di due vecchie case, poi risalendo s’inoltra nel bosco)      Bivio q.713 (Località San Marco. Arriviamo a una tabella, a sinistra curva a U e c’è un sentiero abbandonato delimitato da staccionata, noi continuiamo dritto sul sentiero a mezzacosta non segnato ma ben marcato, direzione nord/est)   Bivio q.872 (In loco tavolo e panche, a sinistra il sentiero sale alla Croce di Castello indicata da un cartello, continuiamo sul sentiero a mezzacosta, segni assenti)     Bivio q.895 (Arriviamo a uno slargo e rimaniamo sul sentiero che ora curva a gomito a sinistra e comincia perdere quota, a sinistra in salita nel bosco inizia il sentierino degli Scappi contrassegnato da bolli rossi dal quale faremo ritorno, cartelli assenti)  -  Rave q.900 (Il sentierino alto della Capriana attraversa una grande distesa detritica)   -   Solco detritico sentierino alto della Capriana che stavamo percorrendo e saliamo faticosamente a sinistraq.855  -   Solco detritico q.838   -   Solco detritico q.845  -  Rave di Pierone q.825 (Lasciamo il senza traccia obbligata tenendoci sul bordo della grande distesa detritica, poi nella parte also il quale ci si dirige insistendo a salire la rave di Pierone, e VP- Valico di Pierone.ta ci spostiamo sul bordo destro)   -  Deviazione q.960 (Se siamo stati sul bordo destro della distesa detritica, possiamo scorgere la sbiadita scritta rossa su roccia PE-Piaggione dell’Edera voer Seguiam quest’ultimo, quindi lasciamo la distesa detritica e andando a destra intraprendiamo una sottile traccia non segnata che si sviluppa a mezzacosta in leggera ascesa, infida e u è possibile proseguire, poco prima dobbiamo inerpicare molto faticosamente a sinistra senzn po' esposta, direzione E)  -   Valico di Pierone q.1030 (La traccia a mezzacosta si esaurirebbe al raggiungimento di uno spallone o sottile cresta al di là della quale precipita e nona traccia alcuna il ripidissimo invaso coperto da una rada boscaglia fino alla sua conclusione ai piedi di una verticale bastionata di roccia, terra e paleo apparentemente invalicabile. Qui troviamo una corda che ci aiuta nell’arrampicata molto delicata, circa 1+/2° su terreno umido e scivoloso, poi nella parte alta dove termina la corda ci aspetta un breve traverso abbastanza esposto ma su buona roccia, 1° con segni rossi che ci guidano e finiscono immediatamente al conseguimento dell’ampia cresta sommitale di paleo e gradoni rocciosi. La risaliamo senza segni o traccia obbligata con direzione NO, successivamente virando naturalmente a sinistra, est, la cresta si modifica in un vasto crinale boschivo)  -  Via normale al Balzo Nero q.1225 (Continuando a salire con direzione NO senza traccia alcuna nel sottobosco, ci innestiamo d’obbligo sul sentiero che è la via normale al Balzo Nero con segnatura sporadica/assente, lo seguiamo a sinistra)  -  Balzo Nero q.1315 (Il sentiero ha la sua conclusione tra rocce eterogenee di breccione scuro che ne caratterizzano la vetta dove troviamo la caratteristica scritta in metallo e la cassetta con il libro delle firme. Dalla targa in metallo caliamo a destra traversando con passaggio roccioso portandoci velocemente sull’aperto pendio sottostante, insistiamo a perdere quota senza traccia o segno alcuno con direzione ovest attraversando una piccola e rada macchia boschiva, poi tenendo la successiva cresta rocciosa del Balzo dei Colombi)  -  Deviazione q.1150 (Continuando incessantemente a scendere, vediamo più in basso sulla nostra cresta del Balzo dei Colombi un piccolo dente roccioso inclinato a destra che prendiamo come riferimento, appena prima di arrivarci c’è un bollo rosso e un omino di sassi, quindi lasciamo la cresta e andiamo a sinistra traversando verso un terrazzo roccioso con omino di sassi iniziando di fatto la cengia occidentale del Balzo Nero)  -  Ago roccioso q.1158 (La cengia traversa circa 10/15 metri sopra un maestoso e isolato ago roccioso naturale)  -  Deviazione q.1204 (Nella parte conclusiva la cengia attraversa un grande anfiteatro oltre il quale possiamo già intravvedere sopra di noi la cresta che dobbiamo raggiungere. Insistiamo ancora sulla cengia finché non è possibile avanzare perché è interrotta da un salto di svariati metri, è d’obbligo risalire a sinistra direzionandoci verso la soprastante cresta, inizialmente costeggiando il precipizio che non ci aveva permesso di continuare, poi prestando attenzione ai bolli rossi che fin qui ci hanno guidato, dobbiamo individuare la sottile cengia che sfrutta l’unico punto debole per calare a destra e continuare a salire fino alla cresta)  -   Sella degli Scappi q.1245 (Inerpicando faticosamente senza una traccia obbligata, conquistiamo la cresta presso la sella degli Scappi: a destra la cresta si direziona verso l’intaglio della Fessa e il monte Alto, a sinistra sale verso il Balzo Nero, noi scavalliamo nel versante opposto iniziando la via degli Scappi indicata da una grande scritta rossa sulla roccia. Si scende nel ripido valloncello orientale con traccia sdrucciolevole stando sul bordo destro, bolli rossi visibili solo per chi sale)  -   Borrino degli Scappi q.1150 (Scendendo il bordo destro del valloncello, arriviamo all’ingresso del Borrino degli Scappi, un angusto “corridoio” roccioso dentro il quale discendiamo, quando ne usciamo tralasciamo il proseguo nel seguente canalino detritico e ci spostiamo a sinistra nel più agevole crinalino che lo delimita)  –   Cima q.1095 (Seguendo la traccia arriviamo a una ampia sella boschiva, con un andata/ritorno guadagniamo velocemente la soprastante cima panoramica senza toponimo quotata 1095 metri oltre la quale non è possibile avanzare. Tornati alla sella caliamo a sinistra nel sottobosco su traccia molto incerta, i bolli rossi posizionati in senso opposto al nostro senso di marcia non ci vengono in aiuto, direzione SO)  –  Canale detritico q.1030   -  Rave q.1000 (Arriviamo in un canale detritico, ramo secondario della rave principale dentro la quale ci immettiamo immediatamente continuando perdere quota)  -   Deviazione q.960 (Dopo pochi minuti lasciamo la distesa detritica, sulla destra la via degli Scappi continua su marcato sentierino che si allontana)  –   Bivio q.895 (La discesa termina ritornando sul sentiero alto della Capriana dove chiudiamo l’anello, andiamo a destra ripercorrendolo fino a Vico Pancellorum)  –  Bivio q.872  –   Bivio q.713  -  Vico Pancellorum q.656  

NOTE

        LUNGHEZZA: 7,5 km

        DIFFICOLTA: EE/F-

DISLIVELLO TOTALE: 800 m

QUOTA MASSIMA: Balzo Nero q.1315

Sentieri

Itinerario per escursionisti esperti, si svolge in un ambiente molto selvaggio dove si procede a vista, per intuito o su labili tracce, una buona conoscenza del territorio può fare la differenza per la riuscita della gita (obbligatorio l’uso del GPS). La difficoltà F- viene data solo per il superamento del Valico di Pierone (passaggio di 1+/2° attrezzato con corda e successivo traverso esposto di 1° non attrezzato, per il resto difficoltà EE. 

Sentiero alto della Capriana: Il sentiero si presenta largo anche se privo di segnatura solo fino al bivio per la salita alla Croce di Castello, ad oltranza diventa un sottile sentierino a mezzacosta palesemente poco frequentato, in diversi punti è stato coinvolto da smottamenti del terreno e ostruito da alberi caduti. 

Valico di Pierone: Il superamento del valico, la parte più difficile della gita, comporta un’arrampicata su terreno scivoloso misto rocce, terra e paleo di 1+/2° attrezzato con corda alla fine della quale ne segue un traverso esposto non protetto ma su buona roccia di 1° (segni rossi solo in questo punto) 

Cengia occidentale del Balzo Nero: la cengia ha inizio dalla cresta del Balzo dei Colombi a circa 1150 metri di quota e si sviluppa in direzione del monte Alto, è sufficientemente larga e ben delineata per il passaggio di una persona, non ci sono difficoltà di rilievo se non quelle della notevole esposizione anche se mai opprimente, tutta la via è segnata con bolli rossi e omini di sasso fino alla Sella degli Scappi. 

Via degli Scappi: Antico percorso riscoperto e segnato con bolli rossi visibili solo nel senso di salita, alterna una buona traccia a tratti incerti, l’ambiente è selvaggio e poco frequentato.

Rifugi-Bivacchi

Assenti

Fonti

Fontana alla partenza dal parcheggio alto di Vico Pancellorum

Tracce GPS


TEMPI RILEVATI NETTI (ore)

Vico Pancellorum

0,00

Deviazione q.1150

2,52

Bivio q.713

0,06

Ago roccioso

2,57

Bivio q.872

0,25

Deviazione q.1204

3,25

Bivio q.895

0,34

Sella degli Scappi

3,38

Rave q.900

0,36

Borrino degli Scappi

3,50

Solco detritico q.855

0,45

Cima q.1095

4,03

Solco detritico q.838

0,50

Canale detritico q.1030

/

Solco detritico q.845

0,55

Rave q.1000

4,30

Rave di Pierone q.825

1,03

Deviazione q.960

4,34

Deviazione q.960

1,22

Bivio q.895

4,44

Valico di Pierone

1,45

Bivio q.872

/

Via normale al B. Nero

2,17

Bivio q.713

/

Balzo Nero

2,30

Vico Pancellorum

5,10

  

 

Vico Pancellorum q.656

Vico Pancellorum q.656 (Nell’area parcheggio di Vico Pancellorum Alta, a sinistra c’è una stradina asfaltata e subito sopra il sentiero per la Croce di Castello che prendiamo indicato da un vecchio cartello, segni assenti) 

Bivio q.713 (Località San Marco. Arriviamo a una tabella, a sinistra curva a U e c’è un sentiero abbandonato delimitato da staccionata, noi continuiamo dritto sul sentiero a mezzacosta non segnato ma ben marcato, direzione nord/est) 

 Bivio q.872 (In loco tavolo e panche, a sinistra il sentiero sale alla Croce di Castello indicata da un cartello, continuiamo sul sentiero a mezzacosta, segni assenti) 

   Bivio q.895 (Arriviamo a uno slargo e rimaniamo sul sentiero che ora curva a gomito a sinistra e comincia perdere quota, a sinistra in salita nel bosco inizia il sentierino degli Scappi contrassegnato da bolli rossi dal quale faremo ritorno, cartelli assenti) 

 Rave q.900 (Il sentierino alto della Capriana attraversa una grande distesa detritica) 


Solco detritico q.855 

Solco detritico q.855 

   Solco detritico q.838  

Solco detritico q.838  

  Solco detritico q.845 

  Rave di Pierone q.825 (Lasciamo il sentierino alto della Capriana che stavamo percorrendo e saliamo faticosamente a sinistra senza traccia obbligata tenendoci sul bordo della grande distesa detritica, poi nella parte alta ci spostiamo sul bordo destro)

 

Rave di Pierone

Rave di Pierone

La testata della rave di Pierone che non dobbiamo raggiungere dalla quale partirebbe la traccia per il Piaggione dell’Edera

  Deviazione q.960 (Se siamo stati sul bordo destro della distesa detritica, possiamo scorgere la sbiadita scritta rossa su roccia PE-Piaggione dell’Edera verso il quale ci si dirige insistendo a salire la rave di Pierone, e VP- Valico di Pierone. Seguiamo quest’ultimo, quindi lasciamo la distesa detritica e andando a destra intraprendiamo una sottile traccia non segnata che si sviluppa a mezzacosta in leggera ascesa, infida e un po' esposta, direzione E)

  

Deviazione q.960 (Se siamo stati sul bordo destro della distesa detritica, possiamo scorgere la sbiadita scritta rossa su roccia PE-Piaggione dell’Edera verso il quale ci si dirige insistendo a salire la rave di Pierone, e VP- Valico di Pierone. Seguiamo quest’ultimo, quindi lasciamo la distesa detritica e andando a destra intraprendiamo una sottile traccia non segnata che si sviluppa a mezzacosta in leggera ascesa, infida e un po' esposta, direzione E)

Valico di Pierone q.1030: la traccia a mezzacosta si esaurirebbe al raggiungimento di uno spallone o sottile cresta al di là della quale precipita e non è possibile proseguire, poco prima dobbiamo inerpicare molto faticosamente a sinistra senza traccia alcuna il ripidissimo invaso coperto da una rada boscaglia fino alla sua conclusione ai piedi di una verticale bastionata di roccia, terra e paleo apparentemente invalicabile

…. qui troviamo una corda che ci aiuta nell’arrampicata molto delicata, circa 1+/2° su terreno umido e scivoloso

Una corda ci aiuta nell’arrampicata molto delicata, circa 1+/2° su terreno umido e scivoloso

Una corda ci aiuta nell’arrampicata molto delicata, circa 1+/2° su terreno umido e scivoloso


Nella parte alta dove termina la corda ci aspetta un breve traverso abbastanza esposto ma su buona roccia con passaggi di 1°

Nella parte alta dove termina la corda ci aspetta un breve traverso abbastanza esposto ma su buona roccia con passaggi di 1°

Nella parte alta dove termina la corda ci aspetta un breve traverso abbastanza esposto ma su buona roccia con passaggi di 1°

Nella parte alta dove termina la corda ci aspetta un breve traverso abbastanza esposto ma su buona roccia con passaggi di 1°

 

Al termine del traverso esposto

Al termine del traverso esposto

Il traverso esposto e i segni rossi finiscono al conseguimento dell’ampia cresta sommitale di paleo e gradoni rocciosi.

Spunta la vetta del Balzo Nero

Risaliamo senza segni o traccia obbligata con direzione NO, successivamente virando naturalmente a sinistra, est, la cresta si modifica in un vasto crinale boschivo

Il sentiero della via normale al Balzo Nero


Le rocce sommitali del Balzo Nero

Le rocce sommitali del Balzo Nero

Arrivo in vetta

La targa di metallo in vetta al Balzo Nero

La casetta del libro delle firme in vetta al Balzo Nero

In vetta al Balzo Nero

 

Balzo Nero q.1315: dalla targa in metallo caliamo a destra …

… traversando con passaggio roccioso

Insistiamo a perdere quota senza traccia o segno alcuno con direzione ovest attraversando una piccola e rada macchia boschiva …

… poi tenendo la successiva cresta del Balzo dei Colombi

Deviazione q.1150: continuando incessantemente a scendere, vediamo più in basso sulla nostra cresta del Balzo dei Colombi un piccolo dente roccioso inclinato a destra che prendiamo come riferimento ….

…. appena prima di arrivarci c’è un bollo rosso e un omino di sassi …


… quindi lasciamo la cresta e andiamo a sinistra (retrospettiva)

… quindi lasciamo la cresta e andiamo a sinistra

… traversando verso un terrazzo roccioso con omino di sassi iniziando di fatto la cengia occidentale del Balzo Nero

Sul terrazzo roccioso

Sulla cengia ovest del Balzo Nero

 

  Ago roccioso q.1158 (La cengia traversa circa 10/15 metri sopra un maestoso e isolato ago roccioso naturale)

Sulla cengia ovest del Balzo Nero

Sulla cengia ovest del Balzo Nero

 

Sulla cengia ovest del Balzo Nero

Sulla cengia ovest del Balzo Nero

Sulla cengia ovest del Balzo Nero (Panorama sull’intaglio della Fessa e la Punta della Madonnina)

Zoomata sull’intaglio della Fessa

Sulla cengia ovest del Balzo Nero


Nella parte conclusiva la cengia attraversa un grande anfiteatro

Nella parte conclusiva la cengia attraversa un grande anfiteatro

Deviazione q.1204 (Insistiamo ancora sulla cengia finché non è possibile avanzare perché è interrotta da un salto di svariati metri, è d’obbligo risalire a sinistra direzionandoci verso la soprastante cresta, inizialmente costeggiando il precipizio che non ci aveva permesso di continuare, poi prestando attenzione ai bolli rossi che fin qui ci hanno guidato, dobbiamo individuare la sottile cengia che sfrutta l’unico punto debole per calare a destra e continuare a salire fino alla cresta) 

 

Sella degli Scappi q.1245 (Scavalliamo nel versante opposto iniziando la via degli Scappi indicata da una grande scritta rossa sulla roccia) 

Si scende nel ripido valloncello orientale …

… con traccia sdrucciolevole stando sul bordo destro, bolli rossi visibili solo per chi sale

L’ingresso del Borrino degli Scappi

Entriamo nel Borrino degli Scappi

 

Discesa del Borrino degli Scappi

Discesa del Borrino degli Scappi

Panorama dopo essere usciti dal Borrino degli Scappi


Seguendo la traccia arriviamo a una ampia sella boschiva, con un andata/ritorno guadagniamo velocemente la soprastante cima panoramica senza toponimo quotata 1095 metri oltre la quale non è possibile avanzare. Tornati alla sella caliamo a sinistra nel sottobosco su traccia molto incerta, i bolli rossi posizionati in senso opposto al nostro senso di marcia non ci vengono in aiuto

Cima q.1095

Tornati alla sella caliamo a sinistra nel sottobosco su traccia molto incerta, i bolli rossi posizionati in senso opposto al nostro senso di marcia non ci vengono in aiuto

Rave q.1000: arriviamo in un canale detritico, ramo secondario della rave principale dentro la quale ci immettiamo immediatamente continuando perdere quota

Rave


Deviazione q.960 (Dopo pochi minuti lasciamo la distesa detritica, sulla destra la via degli Scappi continua su marcato sentierino che si allontana) 

  Bivio q.895 (La discesa termina ritornando sul sentiero alto della Capriana dove chiudiamo l’anello, andiamo a destra ripercorrendolo fino a Vico Pancellorum)