L'intera gita risulta molto impegnativa dal punto di vista fisico, la ferrata si sviluppa discontinua alternando tratti facili ad altri difficili ed esposti in un contesto ambientale magnifico, da sottolineare la possibilità di scegliere una variante estremamente difficile (appennino Umbro)
DATA: 19 aprile 2026
PARTENZA: Sulla circonvallazione della Via Flaminia, risaliamo una delle tante vie che entrano nella città di Gualdo Tadino (in provincia di Perugia, Umbria), con l’obiettivo di portarci sul lato destro della rinomata Rocca Flea guidando sulla via V Luglio, dalla quale dobbiamo individuare sulla destra la via Santo Marzio che prendiamo. La percorriamo fedelmente ignorando qualsiasi via trasversale, gradualmente ci allontaniamo dalla città e dopo cinquecento metri quando si restringe seguiamo a destra la carrozzabile CAI 208 indicata dai cartelli fermandoci dopo cinquanta metri presso una presa d’acqua e a una villa recintata.
Per la carta escursionistica scala 1:25000 Foglio 09 – Monte Giuoco del Pallone e monte Penna, si ringrazia Monti Editore https://www.iga-cartografia.it/ via Roversano 1119, 47521 Cesena (FC) info@iga-cartografia.it - tel. 328-2279646
ITINERARIO: Partenza q.583 (Iniziamo a camminare seguendo la carrozzabile via di Marzio di fianco la villa che in questo tratto è ridotta e delimitata da una staccionata di legno) – Bivio q.581 (Innesto sulla fatiscente via della Rocchetta, il CAI 208 la tiene a sinistra in salita costeggiando le barriere paramassi) – Bivio q.592 (A sinistra c’è la sterrata chiusa da sbarra CAI 213 per l’Eremo di Santo Marzio, rimaniamo sulla stradina asfaltata CAI 208 superando una piazzola con presa d’acqua sulla nostra destra) – Sorgenti della Rocchi metri curva a gomito a sinistra tra i cespugli diA ginestre) – Area pic-nic q.675 (Piazzola pic-nic e palestra di roccia, continuiamo sul sentiero CI 208 parallelo al torrente asciutto dovechetta q.610 (Termina la stradina asfaltata, sulla destra ci sono gli edifici dismessi e un piccolo bacino, il CAI 208 continua su sentierino di ghiaia, facciamo attenzione che dopo po notiamo delle tubazioni) – Ferrata del Gheppio q.725 (Località Coda del Diavolo. Evitiamo alla sinistra del sentiero di intraprendere il cavo d’acciaio e le due cambre per il settore alpinistico Big Wall, la nostra ferrata parte pochi metri più avanti contrassegnata da un grande bollo rosso con al centro il gheppio in volo. Arrampicato i primi metri guadagniamo la cresta rocciosa con il cartello della via) – Dorsale erbosa q.894 na grande croce di legno e la possibilità di abbandonare la via. Dall’aperta dorsale erb(La cresta rocciosa è terminata e con essa la prima parte della ferrata, poco distante notiamo uosa dobbiamo calare a sinistra e transitare a mezzacosta sotto la stessa, segni rossi) – 1° Traverso roccioso q.886 (Traverso roccioso estremamente esposto e attrezzato con cavo) – Invaso erboso q.890 (Alla fine dell’espostissimo traverso roccioso termina la seconda parte della ferrata, ora risaliamo il ripido pendio erboso e prima di ritornare sulla dorsale erbosa dove c’è la croce di legno, la nostra via continua a sinistra su traccia a mezzacosta stretti tra la bastionata rocciosa e la vegetazione che annulla l’esposizione. È comprensibile come questo traverso espostissimo a mezzacosta appena fatto era eventualmente evitabile rimanendo sulla verde dorsale fino alla croce di legno, poi da qui abbassarci pochi metri nel pendio erboso) – 2° Traverso roccioso q.921 (Riprende la terza parte della ferrata, l’esile traccia si esaurisce per farci continuare sempre a mezzacosta su esposto traverso roccioso attrezzato con cavo, simile al precedente) – Spigolo q.918 (Quando si esaurisce il traverso a mezzacosta, arrampichiamo l’esposto spigolo roccioso che sbalza leggermente in fuori, richiede forza di braccia ma alcune cambre ci vengono in aiuto, sopra lo spigolo ha origine la lunga cresta ariosa che andremo a percorrere) – Bivio q.940 (Al termine della lunga e sottile cresta rocciosa arriviamo al bivio con cartello, andando dritto si sceglie la Variante Facile, noi andiamo a destra per la Variante Difficile. Si traversa a mezzacosta in ascesa tra rocce e arbusti su traccia non attrezzata ma segnata con bolli rossi) – Diedro q.972 (Arriviamo alla base di un enorme diedro verticale alto circa venti metri, su roccia povera d’appigli e attrezzato solo con un sottile cavo metallico molto lasco, questo tratto è da considerarsi “estremamente difficile”. Ne usciamo in una vasta dorsale sommitale di erbe e cespugli che camminiamo con direzione nord in falsopiano seguendo i bolli rossi) – Bivio q.1010 (Potremmo non vederlo, dalla nostra sinistra proviene l’uscita della “Variante Facile”, continuiamo ad avanzare in falsopiano) – Bivio q.1025 (Scritte su un sasso: a destra continua una traccia indicata come via di fuga consentendo di andarsi a raccordare sul sentiero CAI 208, andiamo a sinistra traversando un verde pendio erboso attrezzato con una corda corrimano, prendere in considerazione in tal caso che per la fine della via del Gheppio manca ancora 1,30 ore. Successivamente il proseguo si sviluppa su esile cengia naturale stretta tra la vegetazione, si alternano tratti non attrezzati o protetti con corda/cavo metallico) – Punto basso q.960 (La cengia naturale si sviluppa in piano, poi perde rapidamente quota su traccia a zig-zag e costeggiata la parete rocciosa con un passaggio ostruito dall’albero siamo sul punto basso nel sottobosco. Ora si procede arrampicando un canalino roccioso verticale attrezzato al quale fa seguito una sottile cengia stretta tra la parete rocciosa e la vegetazione, nel proseguo evitiamo la salita a una caverna superiore accessibile grazie a numerose cambre nella parete) – Arco naturale q.1015 (La traccia terrosa sale per entrare dentro un arco roccioso e continuare in ascesa sopra lo stesso) – Bivio q.1055 (Arriviamo all’inizio di una cengia erbosa che contorna la vistosa parete verticale di roccia, il bivio può passare inosservato ma sulla destra all’indietro sale una traccia terrosa poco sicura perché non attrezzata che consente di abbandonare la via, attenzione perché è un po’esposta) – Libro delle firme q.1065 (Alla fine della cengia erbosa, scendiamo una parete verticale attrezzata con delle cambre e guadagniamo l’enorme cengia rocciosa inclinata nella quale troviamo il libro delle firme che però non sancisce la fine della via. Seguiamo il cengione fino al suo esaurimento, poi risaliamo il ripido pendio erboso per portarci alla base della lunga muraglia rocciosa soprastante. Un diedro verticale attrezzato con cavo e tre cambre permette di salire, richiede grande forza di braccia, ne segue il lungo traverso ascendente in grande esposizione per raggiungere la parte alta della muraglia e il termine della ferrata) – Fine ferrata q.1095 (Risolta la lunga muraglia rocciosa giungiamo nella prateria soprastante dove termina la ferrata del Gheppio. Risaliamo il prato virando a sinistra senza traccia obbligata puntando ai cartelli CAI che vediamo in lontananza) – Balza di Mezzogiorno q.1127 (Località Balza di Mezzogiorno, il punto è quotato 1127 m da IGM Umbria. Crocevia e cartelli: a destra è sentiero CAI 208 che ci potrebbe riportare verso le sorgenti della Rocchetta, dritto il verde crinale continua come CAI 224 per l’Eremo di Serra Santa, andiamo a sinistra sul sentiero CAI 215 per la Valsorda. Dopo pochi metri il sentiero si biforca, evitiamo quello dritto a destra CAI 215 e stiamo a sinistra su quello più basso che è CAI 206/CAI 224, segni assenti) – Bivio q.1086 (Continuiamo dritto in discesa sul CAI 206/CAI 224, a destra c’è un sentiero senza indicazioni) – Bivio q.1077 (Dopo pochi metri dal bivio precedente siamo alla biforcazione: dritto a destra è CAI 224 o Sentiero Razzipante, prendiamo quello dritto a sinistra in discesa che è CAI 206 o Sentiero della Spina) – Bivio q.976 (Andando dritto il sentiero è privo d’indicazioni, il nostro CAI 206 o Sentiero della Spina curva a gomito a sinistra) – Incrocio q.672 (Crocevia di sentierini nella boscaglia, indicazioni assenti: lasciamo il CAI 206 che continua dritto, a destra sale un sentierino poco evidente, prendiamo quello a sinistra. Questo sentiero è in stato di abbandono e a tratti confuso ma permette di tagliare il tragitto, eventualmente si può continuare sul CAI 206) – Sterrata q.604 (Il sentierino abbandonato continua a scendere fino a innestarsi sulla sterrata CAI 213, andiamo a sinistra) – Strada asfaltata q.592 (Subito ci innestiamo sulla strada asfaltata che sale all’Eremo di San Marzio, la teniamo a sinistra per pochi metri e a sinistra vediamo una piazzola con una presa d’acqua. Sul ciglio destro della strada solo affacciandoci possiamo scorgere nella fitta vegetazione la marcata traccia nascosta che dobbiamo scendere) – Arrivo q.583 (La traccia scendendo passa accanto a una presa d’acqua circondata dalla vegetazione e subito esce sulla carrozzabile dove abbiamo lasciato l’auto).
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NOTE |
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LUNGHEZZA: 7,2 km DIFFICOLTA: EEA |
DISLIVELLO TOTALE: 660 m QUOTA MASSIMA: B. di Mezzogiorno q.1127 |
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Sentieri Ferrata del Gheppio: Lunghissima ferrata discontinua, alterna facili passaggi con cavo corrimano ad altri difficili ed esposti, la variante “Difficile” che scegliamo al Bivio q.940 è da considerarsi Estremamente Difficile e richiede notevole forza di braccia. Tutta la via ferrata è attrezzata con un sottile cavo metallico generalmente lasco che non aiuta nella presa con le mani e aumenta il grado di difficoltà, solo in pochi tratti ci sono delle cambre. Tutta la via è da percorrere con terreno asciutto, le parti non attrezzate sono per traccia su fondo terroso potenzialmente pericoloso in caso di scivolamento. Al termine della ferrata siamo ben lontani dalla vetta del monte Serra Santa, comunque dopo 4 ore non se ne sente la necessità di raggiungerne la cima e la gita risulta completa e appagante. AGGIORNAMENTO OTTOBRE 2026: Si tratta di una via ferrata Non Omologata e come tale non soggetta a controlli, chiunque la percorre lo fa a proprio rischio e pericolo, dalle ultime notizie sembra sia parzialmente smantellata. |
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Rifugi-Bivacchi Assenti |
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Fonti Assenti |
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TEMPI RILEVATI NETTI (ore) |
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Partenza |
0,00 |
Bivio q.1025 |
2,13 |
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Bivio q.581 |
0,04 |
Punto basso |
2,45 |
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Bivio q.592 |
0,05 |
Arco naturale |
3,05 |
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Sorgente della Rocchetta |
0,07 |
Bivio q.1055 |
3,20 |
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Area pic-nic |
0,14 |
Libro
delle firme |
3,33 |
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Ferrata del Gheppio |
0,23 |
Fine ferrata |
3,50 |
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Dorsale erbosa |
1,13 |
Balza di Mezzogiorno |
3,54 |
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1° Traverso roccioso |
1,15 |
Bivio q.1086 |
4,04 |
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Invaso erboso |
1,25 |
Bivio
q.1077 |
4,05 |
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2° Traverso roccioso |
1,30 |
Bivio q.976 |
4,15 |
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Spigolo |
/ |
Incrocio q.672 |
5,05 |
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Bivio q.940 |
1,50 |
Sterrata q.604 |
5,16 |
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Diedro
|
1,57 |
Strada
asfaltata |
5,18 |
|
Bivio
q.1010 |
/ |
Arrivo |
5,20 |
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Partenza q.583: iniziamo a camminare seguendo la carrozzabile via di Marzio di fianco la villa … |
… che in questo tratto è ridotta e delimitata da una staccionata di legno |
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Bivio q.581: innesto sulla fatiscente via della Rocchetta, il CAI 208 la tiene a sinistra in salita … |
… costeggiando le barriere paramassi |
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Sorgenti della Rocchetta q.610 (Sulla destra ci sono gli edifici dismessi e un piccolo bacino) |
Sorgenti della Rocchetta: termina la stradina asfaltata, sulla destra ci sono gli edifici dismessi e un piccolo bacino, il CAI 208 continua su sentierino di ghiaia |
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Sul sentiero CAI 208 parallelo al torrente asciutto dove notiamo delle tubazioni |
Ferrata del Gheppio q.725 (La nostra ferrata parte contrassegnata da un grande bollo rosso con al centro il gheppio in volo) |
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Arrampicato i primi metri guadagniamo la cresta rocciosa con il cartello della via |
Ferrata del Gheppio |
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Ferrata del Gheppio |
Ferrata del Gheppio |
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Ferrata del Gheppio |
Ferrata del Gheppio |
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Ferrata del Gheppio |
Vista sulla città di Gualdo Tadino |
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Ferrata del Gheppio |
Ferrata del Gheppio |
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Dorsale erbosa q.894 (La cresta rocciosa è terminata e con essa la prima parte della ferrata, poco distante notiamo una grande croce di legno e la possibilità di abbandonare la via. Dall’aperta dorsale erbosa dobbiamo calare a sinistra e transitare a mezzacosta sotto la stessa) |
Transitiamo a mezzacosta sotto la Dorsale erbosa q.894 |
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1° Traverso roccioso q.886 (Traverso roccioso estremamente esposto e attrezzato con cavo) |
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1° Traverso roccioso q.886 (Traverso roccioso estremamente esposto e attrezzato con cavo) |
1° Traverso roccioso q.886 (Traverso roccioso estremamente esposto e attrezzato con cavo) |
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Invaso erboso q.890: alla fine dell’espostissimo traverso roccioso termina la seconda parte della ferrata, ora risaliamo il ripido pendio erboso e prima di ritornare sulla dorsale erbosa dove c’è la croce di legno …. |
… la nostra via continua a sinistra su traccia a mezzacosta |
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2° Traverso roccioso q.921 (Riprende la terza parte della ferrata, l’esile traccia si esaurisce per farci continuare sempre a mezzacosta su esposto traverso roccioso attrezzato con cavo, simile al precedente) |
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2° Traverso roccioso |
2° Traverso roccioso |
Spigolo q.918 (Quando si esaurisce il traverso a mezzacosta, arrampichiamo l’esposto spigolo roccioso che sbalza leggermente in fuori, richiede forza di braccia) |
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Sopra lo spigolo ha origine la lunga cresta ariosa che andremo a percorrere |
Sopra lo spigolo ha origine la lunga cresta ariosa che andremo a percorrere |
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Sotto di noi vediamo la dorsale erbosa con la croce dove era cessata la parte iniziale della ferrata, sotto c’è il 1°Traverso roccioso espostissimo |
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Cresta ariosa |
Cresta ariosa |
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Bivio q.940 (Al termine della lunga e sottile cresta rocciosa arriviamo al bivio con cartello, andando dritto si sceglie la Variante Facile, noi andiamo a destra per la Variante Difficile) |
Verso la Variante Difficile |
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In vista del diedro verticale della Variante Difficile |
Diedro q.972 (Enorme diedro verticale alto circa venti metri, su roccia povera d’appigli e attrezzato solo con un sottile cavo metallico molto lasco, questo tratto è da considerarsi “estremamente difficile”) |
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Enorme diedro verticale alto circa venti metri, su roccia povera d’appigli e attrezzato solo con un sottile cavo metallico molto lasco, questo tratto è da considerarsi “estremamente difficile” |
Enorme diedro verticale alto circa venti metri, su roccia povera d’appigli e attrezzato solo con un sottile cavo metallico molto lasco, questo tratto è da considerarsi “estremamente difficile” |
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Ne usciamo in una vasta dorsale sommitale di erbe e cespugli che camminiamo con direzione nord in falsopiano seguendo i bolli rossi |
Ne usciamo in una vasta dorsale sommitale di erbe e cespugli che camminiamo con direzione nord in falsopiano seguendo i bolli rossi |
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Bivio q.1025 (Scritte su un sasso: a destra continua una traccia indicata come via di fuga consentendo di andarsi a raccordare sul sentiero CAI 208, andiamo a sinistra traversando un verde pendio erboso attrezzato con una corda corrimano) |
Il proseguo si sviluppa su esile cengia naturale stretta tra la vegetazione, si alternano tratti non attrezzati o protetti con corda/cavo metallico |
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Il proseguo si sviluppa su esile cengia naturale stretta tra la vegetazione, si alternano tratti non attrezzati o protetti con corda/cavo metallico |
Il proseguo si sviluppa su esile cengia naturale stretta tra la vegetazione, si alternano tratti non attrezzati o protetti con corda/cavo metallico |
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Tratto non attrezzato su traccia con fondo terroso |
Ferrata del Gheppio |
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Punto basso q.960: la cengia naturale si sviluppa in piano, poi perde rapidamente quota su traccia a zig-zag … |
… e costeggiata la parete rocciosa con un passaggio ostruito dall’albero siamo sul punto basso nel sottobosco …. |
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…. ora si procede arrampicando un canalino roccioso verticale attrezzato. |
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Nel proseguo evitiamo la salita a una caverna superiore accessibile grazie a numerose cambre nella parete |
Ferrata del Gheppio |
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Arco naturale q.1015 |
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La traccia terrosa sale per entrare dentro un arco roccioso e continuare in ascesa sopra lo stesso |
La traccia terrosa sale per entrare dentro un arco roccioso e continuare in ascesa sopra lo stesso |
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La traccia terrosa sale per entrare dentro un arco roccioso e continuare in ascesa sopra lo stesso |
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Bivio q.1055 (Arriviamo all’inizio di una cengia erbosa che contorna la vistosa parete verticale di roccia, il bivio può passare inosservato ma sulla destra all’indietro sale una traccia terrosa poco sicura perché non attrezzata che consente di abbandonare la via, attenzione perché è un po’esposta) |
Ferrata del Gheppio |
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Panoramica sullo sviluppo finale della ferrata |
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Alla fine della cengia erbosa, scendiamo una parete verticale attrezzata con delle cambre e guadagniamo l’enorme cengia rocciosa inclinata |
Alla fine della cengia erbosa, scendiamo una parete verticale attrezzata con delle cambre e guadagniamo l’enorme cengia rocciosa inclinata |
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L’enorme cengia rocciosa inclinata |
L’enorme cengia rocciosa inclinata |
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Il libro delle firme |
Dal libro delle firme seguiamo il cengione fino al suo esaurimento, poi risaliamo il ripido pendio erboso per portarci alla base della lunga muraglia rocciosa soprastante. Un diedro verticale attrezzato con cavo e tre cambre permette di salire, richiede grande forza di braccia, ne segue il lungo traverso ascendente in grande esposizione per raggiungere la parte alta della muraglia e il termine della ferrata |
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Un diedro verticale attrezzato con cavo e tre cambre permette di salire, richiede grande forza di braccia |
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Ne segue il lungo traverso ascendente in grande esposizione per raggiungere la parte alta della muraglia e il termine della ferrata |
Ne segue il lungo traverso ascendente in grande esposizione per raggiungere la parte alta della muraglia e il termine della ferrata |
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Nella prateria termina la ferrata del Gheppio, risaliamo il prato virando a sinistra senza traccia obbligata puntando ai cartelli CAI che vediamo in lontananza in località Balza di Mezzogiorno. Crocevia e cartelli: a destra è sentiero CAI 208 che ci potrebbe riportare verso le sorgenti della Rocchetta, dritto il verde crinale continua come CAI 224 per l’Eremo di Serra Santa, andiamo a sinistra sul sentiero CAI 215 per la Valsorda. |
Dopo pochi metri il sentiero si biforca, evitiamo quello dritto a destra CAI 215 e stiamo a sinistra su quello più basso che è CAI 206/CAI 224 |
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Bivio q.1077 (Biforcazione: dritto a destra è CAI 224 o Sentiero Razzipante, prendiamo quello dritto a sinistra in discesa che è CAI 206 o Sentiero della Spina) |
Bivio q.976 (Andando dritto il sentiero è privo d’indicazioni, il nostro CAI 206 o Sentiero della Spina curva a gomito a sinistra) |
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Panorama dal CAI 206 sulla grande cengia dove c’è il libro delle firme |
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Incrocio q.672 (Crocevia di sentierini nella boscaglia, indicazioni assenti: lasciamo il CAI 206 che continua dritto, a destra sale un sentierino poco evidente, prendiamo quello a sinistra) |
Questo sentiero è in stato di abbandono e a tratti confuso ma permette di tagliare il tragitto |
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Sterrata q.604 (Il sentierino abbandonato continua a scendere fino a innestarsi sulla sterrata CAI 213, andiamo a sinistra) |
Strada asfaltata q.592: subito ci innestiamo sulla strada asfaltata che sale all’Eremo di San Marzio, la teniamo a sinistra per pochi metri …. |
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…. e a sinistra vediamo una piazzola con una presa d’acqua … |
…. sul ciglio destro della strada solo affacciandoci possiamo scorgere nella fitta vegetazione la marcata traccia nascosta che dobbiamo scendere fino all’auto. |


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