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domenica 22 marzo 2026

P.gio delle Capanne, Castrum Alpium, fosso Manenti (EE/F-)

Breve itinerario ma completamente fuori sentiero, in ambiente solitario e selvaggio (Alpe di Serra, Emilia Romagna)

DATA: 12 ottobre 2025 

PARTENZA: Con la superstrada E45 Cesena-Perugia usciamo a Bagno di Romagna, attraversiamo il paese e lo lasciamo arrivando subito al bivio della strada: a destra sale la SP142 per il passo Mandrioli e Badia Prataglia, noi andiamo dritto sulla SP137 con indicazioni per Verghereto passando più volte sotto il viadotto della superstrada, ci fermiamo quando notiamo sulla sinistra all’indietro la carrozzabile CAI 175 che sale per le case di Pian delle Riti di Sotto, sulla destra invece scende il sentierino CAI 175 dall’ingresso poco evidente e mal segnato (9 km dalla E45, 3,1 km dal bivio con la SP142 per il passo Mandrioli). 

 

Per la carta escursionistica scala 1:25000 Foglio19-Bagno di Romagna, si ringrazia Monti Editore https://www.iga-cartografia.it/  Via Uberti, 9 – 47521  Cesena (FC)    info@iga-cartografia.it - tel. 328-2279646 

ITINERARIO: SP137 q.697 (Dalla strada asfaltata, circa 100 metri prima di arrivare al grande ponte sul fosso di Malagamba, a sinistra sale la carrozzabile CAI 175 ben segnalata per Riti di Sotto, noi invece dobbiamo individuare sulla destra il sentierino CAI 175 dall’ingresso poco evidente che scende)   Fiume Savio q.562 (Attraversiamo il largo fiume povero d’acqua, dalla parte opposta spostandosi a sinistra riprende il sentierino che ora guadagna quota)   Piazzale q.602 (Il sentierino termina presso un piazzale adiacente alla superstrada E45 adibito al deposito merci, seguiamo la carrozzabile sempre CAI 175 che da questo punto comincia a scendere)   Viadotto q.590 (Quando siamo sotto il viadotto della E45 lasciamo la carrozzabile CAI 175 che ora comincia a salire, noi saliamo a destra su sterrato che termina immediatamente appena sopra, quindi ci incamminiamo sul largo camminamento in piano di erbacce a fianco della superstrada senza alcuna indicazione)   Deviazione q.595 (Stiamo camminando paralleli alla E45 e ora sulla sinistra ci appare il largo sentiero abbandonato che sale penetrando nel bosco, indicazioni assenti)   Deviazione q.630 (Al termine della salita e quando il largo sentiero compie una curva noi lo lasciamo, inerpichiamo a sinistra tra gli alberi senza indicazioni o traccia alcuna con direzione sud)   Sentiero q.670 (Salendo con direzione sud intercettiamo un sentiero abbandonato che non risulta su alcuna mappa, lo attraversiamo riprendendoottobosco e in lontananza è possibile vedere la superstrada E45. Ora il crinale diventa ben de a inerpicare per mantenere la direzione)  –   Cima q.810 (E’ il punto alto quotato 810 m dalla mappa IGM o 809,1 m dalla mappa CTR, lo riconosciamo perché per la prima volta usciamo dal sfinito e si sviluppa con direzione SO in vista del promontorio quotato 820 m)   –   Cima q.820 (Quota da mappa IGM, per CTR Emilia Romagna 821,2 metri)  –  Poggio delle Capanne q.889 (Il toponimo è riportato solo sulla mappa IGA – Istituto Geografico di Longiano che lo quota a 888 m, la mappa IGM 889 m, la mappa CTR 888,7 m. Ampio promontorio erboso panoramico senza indicazioni, scendiamo nella depressione sottostante dove è collocato un minuscolo ripetitore e risaliamo il promontorio successivo in vista della cresta marnosa orientale del Castrum Alpium che andremo arrampicare)  –  Sella q.865 (Caliamo un crinale panoramico di sedimenti avendo davanti a noi la sottile cresta marnosa che dovremo arrampicare, fino ad arrivare alla sella attraversata dal sentiero CAI 175. A destra il sentiero conduce al rudere di Castel dell’Alpe, a sinistra scende verso il rudere di Casa Nuova, ora iniziamo arrampicare la sottile cresta del ramo NE del Castrum Alpium, nell’immediato notiamo resti di una recinzione)  –  Cima q.948 (La sottile cresta marnosa presenta qualche passaggio delicato dove affrontiamo un passaggio di 1°+ un po’ esposto, quindi l’arrampicata si conclude sulla cima quotata 948 m da IGM Emilia Romagna o 946,7 m dalla mappa CTR. Ora iniziamo a contornarae il precipizio tenendoci a debita distanza, si avanza senza problemi con direzione SO)  –  Cim q.987 (Nel frattempo ci siamo distanziati dal precipizio pur continuandolo a contornare, e siamo entrati nel sottobosco guadagnando il punto alto quotato 987 m da IGM o 984,2 m dalla mappa CTR, anonimo e privo d’indicazioni. Si scorge in lontananza il monte Zuccherodante e più ravvicinata la cresta che culmina alla cima quotata 1015 metri che dobbiamo raggiungere, quindi perdiamo quota con direzione ovest sempre a debita distanza dal precipizio, poi riprendiamo a salire a vista e senza percorso obbligato tra gli alberi)  –  Cima q.1015 (Quota da mappa IGM, per CTR 1011,6 metri. Siamo sul punto più alto del promontorio del Castrum Alpium, in loco tra gli alberi c’è un minuscolo e profondo avvallamento in fondo al quale si scorge a fatica una piccola base in muratura, sicuramente passa inosservata. Evitiamo di andare a sinistra per inoltrarci nella sottile cresta SO che esce dal sottobosco e riprendiamo a contornare il promontorio scendendo a destra tra gli alberi senza difficoltà, direzione N)  –  Cima q.976 (Ben presto usciamo dal sottobosco e camminiamo lungo il crinale erboso pianeggiante, ora alla nostra sinistra ci riappare il precipizio, in lontananza ci sono le marne e la casa di Nasseto, alle nostre spalle l’enorme sagoma del monte Zuccherodante. Arriviamo fino al culmine quotato 976 m dalla mappa IGM, oppure 973,6 m dalla CTR, ramo settentrionale del Castrum Alpium, dove non sembra possibile proseguire, invece insistiamo mantenendo la direzione cominciando a scendere su esilissima traccia stretta tra il precipizio alla nostra sinistra e il margine boschivo alla nostra destra verso il quale ci spostiamo)  –  Gendarme q.960 (Scendendo molto ripidamente nel rassicurante sottobosco che lambisce la cresta, ci appare l’enorme gendarme di roccia marnosa, saliamo pochi metri a sinistra per riportarci in cresta in estrema esposizione, quindi la seguo fermandomi appena sotto il punto alto che rinuncio a causa dell’inaffidabilità della roccia marnosa, torniamo indietro e aggiriamo alla base del gendarme bypassandolo sul lato est, poi ci riportiamo in cresta e la seguiamo continuando a perdere quota con direzione N)   –   Sella q.875 (Durante la discesa del crinale privo di difficoltà, rientriamo momentaneamente nel sottobosco dove vediamo un breve muretto di sassi, quindi ne usciamo sull’aperto crinale di sedimenti fino alla sella, crocevia di sentieri CAI. A sinistra scende il CAI 181 per Nasseto, dritto il CAI 181 si direziona verso il rudere del Chiuso, noi scendiamo a destra sul CAI 175 verso Castel dell’Alpe)  –  Castel dell’Alpe q.850 (Rudere di una grande casa. Rimaniamo sul sentiero CAI 175 ancora per pochi metri, poi appena possibile lo lasciamo e scendiamo a sinistra entrando nel selvaggio valloncello erboso parzialmente coperto da cespugli, con l’obbiettivo di arrivare nel fondo dove ha inizio il fosso di Manenti, si procede a vista e senza alcuna traccia di passaggio. Trovato il fosso lo seguiamo fedelmente continuando a scendere ora nel fitto bosco, a nostro piacimento possiamo alternarci lungo le due sponde o stare all’interno, direzione NE)   –   Cascata q.785 (Seguendo il fosso di Manenti, arriviamo al punto in cui precipita con un salto verticale che stimo oltre 20 metri. Superiamo questo ostacolo tenendoci sul bordo destro dove inizia una marcata traccia che si mantiene alta a mezzacosta, poi in breve quando sembra svanire dobbiamo calare a vista riportandoci nel fosso. Ora il grande salto della cascata lo abbiamo alle nostre spalle, quindi guadiamo il fosso e portarci sulla sponda sinistra ritrovando a fatica la traccia che si mantiene parallela)   –  Cascata q.680 (Avanziamo sempre privilegiando il bordo sinistro, lungo il fosso di Manenti troviamo svariati brevi salti da superare, in questo punto la traccia ci fa guadare per farci spostare sul bordo destro bypassando un grande salto che stimo essere di 5/6 metri in fondo al quale c’è una pozza d’acqua. Superato questo ostacolo ci riportiamo sul bordo sinistro, purtroppo la traccia è completamente scomparsa e si avanza con molta incertezza avendo solo come riferimento il fosso di Manenti)  –  Ca’ Manenti q.644 (Per CTR Emilia Romagna 643,8 metri. In quest’ultima parte non è più possibile rimanere sul bordo sinistro e ci portiamo direttamente dentro il fosso, povero d’acqua e pianeggiante, ma un po’ infrascato. All’improvviso ci appare sulla sinistra il rudere della grande casa completamente sepolta dalla vegetazione, alla destra del fosso invece ha inizio un buon sentiero pianeggiante lungo il quale c’incamminiamo allontanandoci definitivamente il fosso di Manenti)  –  Sterrata q.663 (Quando il sentiero intrapreso dal fosso di Manenti sembra svanire, davanti a noi tra gli alberi s’intravvede un minuscolo fosso d’acqua e dalla parte opposta un largo sentiero sterrato che raggiungiamo alla bene e meglio. A sinistra scende e noi lo teniamo a destra in salita. Ben presto anche questo si dissolve nel manto erboso, insistiamo a salire e sulla sinistra ci riappare portandoci successivamente a entrare nel bosco)  –  Deviazione q.630 (Il largo sentiero nel bosco ci fa arrivare al punto nel quale avevamo iniziato a inerpicare per guadagnare il lungo crinale per Poggio delle Capanne, rimaniamo sull’ampio sentiero ripercorrendo tutto il percorso già fatto all’andata)  –  Deviazione q.595     Viadotto q.590   Piazzale q.602   Fiume Savio q.562   SP137 q.697. 

NOTE

        LUNGHEZZA: 8,1 km

        DIFFICOLTA: EE/F-

DISLIVELLO TOTALE: 650 m

QUOTA MASSIMA: 1015 m

Sentieri

Breve itinerario ma completamente fuori sentiero, in ambiente solitario e selvaggio. La gita è riferita a escursionisti molto esperti, conoscitori della zona e che facciano uso del GPS, sulla cresta di salita al Castrum Alpium bisogna affrontare qualche passaggio di 1°+ un po’ esposto che richiede attenzione (difficoltà F-) 

Castrum Alpium: È quel promontorio senza toponimo ma indicato dalla mappa IGM Emilia Romagna con cinque punti alti (948 m - 987 m – 1015 m – 987 m e 976 m). Apparentemente inaccessibile da tutti i versanti a causa delle sue imponenti bastionate di marne, è collocato tra i ruderi delle case di Castel dell’Alpe e Casa Nuova. 

Particolare attenzione bisogna riporla nella salita della cresta del ramo nord orientale del Castrum Alpium che si conclude al raggiungimento del punto alto quotato 948 metri, la cresta è ripida e sdrucciolevole, bisogna affrontare qualche passaggio di 1+ un po' esposto (Allo stato attuale, ottobre 2025, non ho trovato notizie sul web e sui libri che la cresta sia mai stata salita prima del nostro passaggio, almeno negli ultimi decenni)

Tutto il periplo della sommità lo si affronta facendo riferimento al precipizio che contorniamo a debita distanza, non ci sono particolari difficoltà. La discesa dal punto alto quotato 976 metri (ramo settentrionale del Castrum Alpium) passando dal gendarme, seppur privo di difficoltà tecniche, rimane delicato per ripidezza. 

Crinale del poggio delle Capanne: il lungo crinale che culmina al poggio delle Capanne è privo di qualsiasi riferimento, non vi sono difficoltà di rilievo ma siamo in un ambiente solitario e selvaggio. 

Fosso Manenti: la discesa del fosso dei Manenti avviene nel fitto bosco che non dà punti di riferimento (ambiente molto solitario e selvaggio), possiamo scegliere a nostro piacere se stare all’interno del fosso povero d’acqua o lungo le sue sponde, alcuni salti si possono sempre bypassare. Nella zona centrale della discesa (Cascata q.785) compare una traccia parallela al corso d’acqua che pero spesso si perde. Il rudere di Cà Manenti compare all’ultimo istante, è collocato sul bordo sinistro del fosso e rimane completamente infrascato. 

Rifugi-Bivacchi

Assenti 

Fonti

Assenti

Tracce GPS


TEMPI RILEVATI NETTI (ore)

SP137 q.697

0,00

Cima q.976

2,09

Fiume Savio q.562

0,03

Gendarme

2,17

Piazzale q.602

0,12

Sella q.875

2,27

Viadotto q.590

0,14

Castel dell’Alpe

2,31

Deviazione q.595

0,19

Cascata q.785

2,41

Deviazione q.630

0,22

Cascata q.680

3,15

Sentiero q.670

0,27

Ca’ Manenti

3,25

Cima q.810

0,50

Sterrata q.663

3,32

Cima q.820

0,56

Deviazione q.630

3,51

Poggio delle Capanne

1,09

Deviazione q.595

/

Sella q.865

1,16

Viadotto q.590

/

Cima q.948

1,32

Piazzale q.602

/

Cima q.987

1,46

Fiume Savio q.562

/

Cima q.1015

2,00

SP137 q.697

4,10

 

 

SP137 q.697: Dalla strada asfaltata, circa 100 metri prima di arrivare al grande ponte sul fosso di Malagamba, a sinistra sale la carrozzabile CAI 175 ben segnalata per Riti di Sotto ….

… noi invece dobbiamo individuare sulla destra il sentierino CAI 175 dall’ingresso poco evidente che scende

Sul CAI 175 che scende al fiume Savio

Fiume Savio q.562 (Attraversiamo il largo fiume povero d’acqua)

Il fiume Savio che abbiamo guadato

Sul CAI 175

 

Piazzale q.602 (Il sentierino termina presso un piazzale adiacente alla superstrada E45 adibito al deposito merci, seguiamo la carrozzabile sempre CAI 175)

Viadotto q.590 (Quando siamo sotto il viadotto della E45 lasciamo la carrozzabile CAI 175 che ora comincia a salire, noi saliamo a destra su sterrato) 

Viadotto q.590 (Quando siamo sotto il viadotto della E45 lasciamo la carrozzabile CAI 175 che ora comincia a salire, noi saliamo a destra su sterrato) 

Lo sterrato termina immediatamente appena sopra, quindi ci incamminiamo sul largo camminamento in piano di erbacce a fianco della superstrada senza alcuna indicazione

Lo sterrato termina immediatamente appena sopra, quindi ci incamminiamo sul largo camminamento in piano di erbacce a fianco della superstrada senza alcuna indicazione

Deviazione q.595 (Stiamo camminando paralleli alla E45 e ora sulla sinistra ci appare il largo sentiero abbandonato che sale penetrando nel bosco, indicazioni assenti) 


  Deviazione q.630 (Al termine della salita e quando il largo sentiero compie una curva noi lo lasciamo, inerpichiamo a sinistra tra gli alberi senza indicazioni o traccia alcuna con direzione sud) 

Inerpichiamo tra gli alberi senza indicazioni o traccia alcuna

Cima q.810 (È il punto alto quotato 810 m dalla mappa IGM o 809,1 m dalla mappa CTR, lo riconosciamo perché per la prima volta usciamo dal sottobosco e in lontananza è possibile vedere la superstrada E45) 

Ora il crinale diventa ben definito e si sviluppa con direzione SO in vista del promontorio quotato 820 m)  

Sul crinale verso il poggio delle Capanne

Sul crinale verso il poggio delle Capanne


Poggio delle Capanne q.889 (Il toponimo è riportato solo sulla mappa IGA – Istituto Geografico di Longiano che lo quota a 888 m, la mappa IGM 889 m, la mappa CTR 888,7 m. Ampio promontorio erboso panoramico senza indicazioni)

Poggio delle Capanne q.889 (Il toponimo è riportato solo sulla mappa IGA – Istituto Geografico di Longiano che lo quota a 888 m, la mappa IGM 889 m, la mappa CTR 888,7 m. Ampio promontorio erboso panoramico senza indicazioni)

In vista della cresta marnosa orientale del Castrum Alpium che andremo arrampicare

Dalla Sella q.865 iniziamo arrampicare la sottile cresta del ramo NE del Castrum Alpium

Retrospettiva verso la Sella q.865 attraversata dal sentiero CAI, e del crinale sceso dal poggio delle Capanne dal quale siamo venuti


Affrontiamo un passaggio di 1°+ un po’ esposto

Affrontiamo un passaggio di 1°+ un po’ esposto

Sulla ripida cresta marnosa orientale del Castrum Alpium

  

Panorama dalla vetta q.948: vediamo il poggio delle Capanne dal quale siamo venuti, in lontananza la mole del monte Comero

L’arrampicata si conclude sulla cima quotata 948 m da IGM Emilia Romagna o 946,7 m dalla mappa CTR. Ora iniziamo a contornare il precipizio tenendoci a debita distanza, si avanza senza problemi con direzione SO

Contorniamo il precipizio tenendoci a debita distanza, si avanza senza problemi con direzione SO

Contorniamo il precipizio tenendoci a debita distanza, si avanza senza problemi con direzione SO

Contorniamo il precipizio tenendoci a debita distanza, si avanza senza problemi con direzione SO

Nel frattempo ci siamo distanziati dal precipizio pur continuandolo a contornare, e siamo entrati nel sottobosco


Arrivati sulla anonima Cima q.987, si scorge in lontananza il monte Zuccherodante e più ravvicinata la cresta che culmina alla cima quotata 1015 metri che dobbiamo raggiungere

Ancora una bella vista sulle imponenti pareti di marne

Cima q.1015 (Siamo sul punto più alto del promontorio del Castrum Alpium, in loco tra gli alberi c’è un minuscolo e profondo avvallamento)

Dalla Cima q.1015 riprendiamo a contornare il promontorio scendendo a destra tra gli alberi senza difficoltà, direzione N

Ben presto usciamo dal sottobosco e camminiamo lungo il crinale erboso pianeggiante, ora alla nostra sinistra ci riappare il precipizio, alle nostre spalle l’enorme sagoma del monte Zuccherodante

Cima q.976 (Arriviamo fino al culmine quotato 976 m dalla mappa IGM, oppure 973,6 m dalla CTR, ramo settentrionale del Castrum Alpium)

 

Panorama verso Nasseto

Dalla Cima q.976 e ramo settentrionale del Castrum Alpium non sembra possibile proseguire, invece insistiamo mantenendo la direzione cominciando a scendere su esilissima traccia stretta tra il precipizio alla nostra sinistra e il margine boschivo alla nostra destra verso il quale ci spostiamo

Ripida traccia

Dalla Cima q.976 scendiamo molto ripidamente nel rassicurante sottobosco che lambisce la cresta, poi saliamo pochi metri a sinistra per riportarci in cresta in estrema esposizione ….

 

…. quindi la seguo fermandomi appena sotto il punto alto del Gendarme q.960 …

… che rinuncio a causa dell’inaffidabilità della roccia marnosa.

Torniamo indietro e aggiriamo alla base del gendarme bypassandolo sul lato est

Torniamo indietro e aggiriamo alla base del gendarme bypassandolo sul lato est ….


Alla base del lato nord del Gendarme q.960

Alla base del lato nord del Gendarme q.960

Continuiamo a perdere quota con direzione N

Durante la discesa del crinale privo di difficoltà, rientriamo momentaneamente nel sottobosco dove vediamo un breve muretto di sassi

Usciamo sull’aperto crinale di sedimenti

Usciamo sull’aperto crinale di sedimenti


Sella q.875 (Arriviamo alla sella, crocevia di sentieri CAI. A sinistra scende il CAI 181 per Nasseto, dritto il CAI 181 si direziona verso il rudere del Chiuso, noi scendiamo a destra sul CAI 175 verso Castel dell’Alpe)

sul CAI 175 verso Castel dell’Alpe

Il rudere di Castel dell’Alpe

Il rudere di Castel dell’Alpe

Il rudere di Castel dell’Alpe

  

Da Castel dell’Alpe rimaniamo sul sentiero CAI 175 ancora per pochi metri, poi appena possibile lo lasciamo e scendiamo a sinistra entrando nel selvaggio valloncello erboso parzialmente coperto da cespugli

Da Castel dell’Alpe rimaniamo sul sentiero CAI 175 ancora per pochi metri, poi appena possibile lo lasciamo e scendiamo a sinistra entrando nel selvaggio valloncello erboso parzialmente coperto da cespugli …..

…. con l’obbiettivo di arrivare nel fondo dove ha inizio il fosso di Manenti

Ha inizio il fosso di Manenti

Seguiamo fedelmente il fosso di Manenti scendendo nel fitto bosco, a nostro piacimento possiamo alternarci lungo le due sponde o stare all’interno

Lungo il fosso di Manenti troviamo svariati brevi salti da superare


Tra gli alberi si intravvede il grande salto della Cascata q.785 che abbiamo bypassato 

Lungo il bordo sinistro del fosso di Manenti

Lungo il bordo sinistro del fosso di Manenti

Cascata q.680 (Avanziamo sempre privilegiando il bordo sinistro, lungo il fosso di Manenti troviamo svariati brevi salti da superare, in questo punto la traccia ci fa guadare per farci spostare sul bordo destro bypassando un grande salto che stimo essere di 5/6 metri in fondo al quale c’è una pozza d’acqua.) 

Dopo la Cascata q.680 ci riportiamo sul bordo sinistro, la traccia è molto esile

 

Il rudere infrascato di ca’ Manenti che vediamo all’ultimo istante

Il rudere infrascato di ca’ Manenti

Il rudere infrascato di ca’ Manenti

Il rudere infrascato di ca’ Manenti

Dal rudere di ca’ Manenti attraversiamo l’omonimo fosso e dalla parte opposta ha inizio un buon sentiero pianeggiante lungo il quale c’incamminiamo) 

Sul largo sentiero abbandonato di ritorno