DATA: 30 maggio 2026
PARTENZA: Con la super strada E45 Cesena-Roma si esce a Bagno di Romagna e si attraversa il paese arrivando al bivio con la strada che sale al passo dei Mandrioli, noi proseguiamo dritto in direzione di Verghereto ancora per 300 metri giungendo ad uno spiazzo a destra dove parcheggiamo.
Per la carta escursionistica scala 1:25000 Foglio19-Bagno di Romagna, si ringrazia Monti Editore https://www.iga-cartografia.it/ Via Uberti, 9 – 47521 Cesena (FC) info@iga-cartografia.it - tel. 328-2279646
ITINERARIO: SP137 q.520 (Cartelli. Dalla strada scendiamo con la carrozzabile CAI 177 al borgo delle Gualchiere) – Gualchiere q.514 (La carrozzabile termina immediatamente al vecchio borgo ristrutturato, passiamo tra le case e continuiamo sulla sterrata CAI 177) - Bivio q.517 (Dopo avere lasciato il borgo delle Gualchiere arriviamo al bivio: dritto la sterrata attraversa diverse volte il fosso delle Gualchiere, saliamo a destra il CAI 177 ora su mulattiera che si tiene alta) - Traliccio Enel q.535 – Ponte q.535 (Piccolo ponte a schiena d’asino, dalla parte opposta c’è la Maestà Balassini) - Bivio q.555 (Cartelli: a sinistra scende il CAI 181 per il rudere del Chiuso e Castel dell’Alpe, stiamo sulla mulattiera CAI 177 in salita) – Deviazione q.580 (Lasciamo la mulattiera CAI 177 che curva a gomito a sinistra e andiamo dritto per sentiero abbandonato privo di segnatura) – Bivio q.588 (Il bivio nel fitto bosco è invisibile, a sinistra sale un largo sentiero dal quale faremo ritorno che si sviluppa alto sul fosso di Faeta, stiamo a destra col sentiero che comincia a perdere quota) – Fosso di Faeta q.550 (Anche fosso di Faete su CTR Emilia Romagna. La discesa e il sentierino si esauriscono facendoci entrare nel fosso d’acqua, lo cominciamo a risalire camminando al suo interno) – Fosso di Artiglieto q.570 (Quota da mappa IGM. Continuiamo a camminare nel greto del fosso di Faeta, alla nostra destra possiamo notare lo scivolo d’acqua del fosso di Artiglieto) – Sentiero q.595 (Sul bordo sinistro del fosso di Faeta vediamo un grande omino di sassi fatto da noi, dopo pochi minuti dalla nostra sinistra proviene il sentiero abbandonato che si manteneva alto e che può passare inosservato, lo prenderemo al ritorno, continuiamo a risalire il fosso di Faeta stando al suo interno o alternandoci tra le due sponde rinvenendo delle esili tracce di passaggio) – Fosso dei Melini q.605 (Minuscolo fosso alla nostra sinistra affluente del fosso di Faeta, passa inosservato) – Fosso di Recetto q.599 (Quota da mappa CTR Emilia Romagna. In questo punto c’è la diramazione tra i due grandi corsi d’acqua, il fosso di Recetto sulla destra dal quale faremo ritorno e il fosso di Faeta che manteniamo. Seguendo la buona traccia sul bordo sinistro del fosso di Faeta, questa diramazione seppure importante potremmo non vederla) – Fosso di Valdana q.608 (Minuscolo fosso alla nostra sinistra originato dal Poggio Alto, il fosso passa inosservato) – Fosso di Fossarone q.615 (Alla nostra sinistra c’è il fosso affluente del fosso di Faeta, toponimo da mappa IGM, per la mappa CTR è fosso del Fossatone q.615,4) – Sentiero q.630 (Solo se stiamo sul bordo sinistro del fosso di Faeta possiamo notare l’esile traccia che sale destinata a congiungersi con la forestale CAI 00, possibili omini di sasso, insistiamo a risalire il corso d’acqua avvicendandoci lungo le sue sponde) – Fossi Mosè/Capanno q.697 (In questo frangente abbiamo tenuto una buona traccia che si manteneva abbastanza alta sul lato destro del fosso di Faeta, sotto di noi vediamo la confluenza dei due fossi d’acqua e scendiamo alla bene e meglio per raggiungerli. Si tratta dei due corsi d’acqua che secondo IGM danno origine al fosso di Faeta: il ramo destro è il fosso di Mosè, scegliamo il ramo sinistro che è il fosso del Capanno e immediatamente ci alziamo sul suo bordo sinistro trovando una traccia di passaggio che si mantiene parallela) – Il Capanno q.710 (Il rudere infrascato ci appare all’improvviso, lo aggiriamo a destra e portandoci dietro troviamo un secondo rudere, da qui ci alziamo virando a destra per riportarci sul fosso del Capanno, lo guadiamo e lo risaliamo tenendoci alti sul bordo destro che è più agevole, in seguito rinveniamo una esile traccia e del filo spinato) – Cascata del Capanno q.830 (È originata dai fossi dell’Ina e del Capanno, ci appare all’ultimo istante. Risaliamo faticosamente il lato destro della cascata cercando di mantenere l’esilissima traccia originaria, e portandoci sopra la stessa c’è il fosso del Capanno, mentre il fosso dell’Ina non è raggiungibile. Camminiamo nell’acqua e appena possiamo ci riportiamo sul bordo destro del fosso del Capanno continuandolo a seguire, occasionalmente ritroviamo la traccia originaria) – Fosso del Capanno q.920 (Da quando abbiamo lasciato il rudere del Capanno siamo sempre stati sul bordo destro del corso d’acqua, in questo punto la traccia è evidente e si porta sul lato sinistro. In breve la perdiamo, saliamo faticosamente a vista mantenendoci paralleli anche se essendo distanti non vediamo il fosso) – Pista forestale q.980 (Continuando a salire rinveniamo il sentiero ora semi pianeggiante che vira a destra direzionandosi verso il fosso del Capanno dal quale ci eravamo scostati. In breve compare una pista forestale abbandonata e inerbita, in loco c’è un pozzo d’acqua con un rubinetto, pochi metri prima sale a sinistra una marcata traccia che non ci interessa, seguiamo la pista che man mano prende forma) – Fonte q.922 (Fonte inattiva nel muro che delimita la forestale) – Bivio q.925 (La forestale esce dal bosco e compie un tornante a sinistra, in questo punto sale un largo sentiero abbandonato che evitiamo) – SP142 q.896 (La pista forestale si esaurisce arrivando sulla strada, a sinistra sale alla borgata di Ravenna Montana, andiamo a destra verso il tornante) – Deviazione q.891 (Quota da IGM. Subito al tornante della strada la dobbiamo lasciare, affacciandoci sul bordo si scorge l’esilissima traccia che scende e diventa più evidente quando procede in falsopiano per costeggiare tra gli alberi la radura che degrada alla nostra sinistra, in lontananza è visibile la casa isolata di Recetto) – Vasche q.898 (Due vasche da bagno usate come abbeveratoi, il sentierino ora sembra svanire ma insistiamo a mantenere la direzione) – Ca’ Recettino q.865 (Il rudere della casa compare all’ultimo istante perché nascosto dagli alberi. Ora dobbiamo raggiungere l’ampia dorsale erbosa pianeggiante che vediamo, conviene tornare indietro e prima delle vasche andiamo a destra procedendo liberamente con direzione E) – Cresta marnosa q.858 (Quota da mappa IGM. Manteniamo la direzione nella pianeggiante prateria finché non si esaurisce, affacciandoci vediamo l’affilata cresta marnosa che degrada, facciamo attenzione perché è molto sdrucciolevole e aerea) – Muretti di sasso q.720 (Quando le marne della cresta finiscono c’è la parte più delicata e potenzialmente pericolosa della via, dobbiamo superare in discesa dei gradoni rocciosi cercando d’individuare con fatica i punti ottimali che comunque rimangono estremamente sdrucciolevoli, una eventuale scivolata potrebbe avere conseguenze fatali. Risolto questo problema il crinale diventa elementare e delimitato dalla boscaglia. Compaiono due muretti di sasso, li superiamo e dopo 10/15 metri lasciamo la cresta che comunque andrebbe a scemare sul fosso di Faeta ma lontani dal nostro ritorno, andiamo a sinistra penetrando nel fitto bosco e traversando in falsopiano per quella che sembra essere una traccia) – Solco q.709 (Traversando e mantenendoci sui 710 metri presto intercettiamo un grande solco boschivo che scendendo ripido sappiamo andare a convogliare nel fosso di Recetto. Ci inoltriamo al suo interno o ci spostiamo alla sua destra tenendolo sempre come riferimento nella ripida e disagevole discesa) – Fosso di Recetto q.675 (Il solco termina facendoci depositare sul greto del fosso di Recetto simile a quello di Faeta, camminiamo al suo interno andando a destra) – Fosso di Faeta q.599 (Giungiamo alla diramazione tra i due corsi d’acqua nel quale eravamo già passati all’andata, andiamo a sinistra ripercorrendo il fosso di Faeta) – Fosso dei Melini q.605 – Sentiero q.595 (Per il nostro senso di marcia siamo sul bordo destro del fosso di Faeta, ora prendiamo il sentierino dritto a destra che si alza allontanandoci dal corso d’acqua mantenendosi alto) – Bivio q.588 (Chiudiamo il secondo anello, a sinistra il sentierino scende al fosso di Faeta, andiamo a destra) – CAI 177 q.580 (Ritroviamo la mulattiera CAI 177 e la ripercorriamo in discesa tornando alle Gualchiere) – Bivio q.555 – Ponte q.535 – Traliccio Enel q.535 – Bivio q.517 – Gualchiere q.514 – SP137 q.520.
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NOTE |
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LUNGHEZZA: 13,4 km DIFFICOLTA: EE+ |
DISLIVELLO TOTALE: 650 m QUOTA MASSIMA: 990 m |
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Sentieri Itinerario
in ambiente molto selvaggio privo di indicazioni, riferito a escursionisti
molto esperti, conoscitori del posto e dotati possibilmente di GPS. La percorrenza dei fossi Faeta, Capanno e nel ritorno di quello di Recetto avviene in un contesto molto selvaggio e privo di indicazioni, si procede liberamente stando nel greto dei fossi poveri d’acqua o sfruttando delle tracce lungo i bordi. Menziono alcuni fossi laterali (affluenti) e bivi che durante la gita molto probabilmente possono passare inosservati. La cresta di Recettino è molto aerea e sdrucciolevole a causa dei sedimenti marnosi, la parte terminale risulta molto delicata nonché potenzialmente pericolosa perché dobbiamo affrontare in discesa dei salti rocciosi, cerchiamo per quanto è possibile individuare i punti ottimali ma sono molto labili (Difficoltà EE+). Questa parte seppur breve è da fare con estrema attenzione, non è proteggibile neanche con l’ausilio di una corda e una eventuale scivolata potrebbe avere conseguenze fatali. Risolta la difficoltà di discesa della cresta di Recettino, il crinale continuerebbe scendere senza problemi apparenti fino al fosso di Faeta ma in un punto molto distante per il nostro ritorno. Giunti presso due muretti ravvicinati di sasso, li oltrepassiamo avanzando per circa 10 metri, quindi lasciamo il crinale e traversiamo a sinistra nel fitto bosco per quella che sembra essere una traccia fino a intercettare un solco/canalone boschivo nel quale ci caliamo fino a raggiungere il fosso di Recetto. |
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Rifugi-Bivacchi Assenti |
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Fonti Pozzo con rubinetto all’inizio della pista forestale abbandonata q.980 (Pozzo
d’acqua servito dal fosso del Capanno in basso a destra) |
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TEMPI RILEVATI
NETTI (ore) |
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SP137 |
0,00 |
Fosso di Fossarone |
/ |
Muretti
di sasso |
4,25 |
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Gualchiere |
0,01 |
Sentiero q.630 |
1,41 |
Solco
q.709 |
4,30 |
|
Bivio q.517 |
0,05 |
Fossi di Mosè/Capanno |
2,10 |
Fosso
di Recetto q.675 |
4,45 |
|
Traliccio Enel |
0,08 |
Il
Capanno |
2,17 |
Fosso
di Faeta q.599 |
5,13 |
|
Ponte (Maestà Balassini) |
0,17 |
Cascata del Capanno |
2,40 |
Fosso dei Melini |
/ |
|
Bivio q.555 |
0,19 |
Fosso del Capanno q.920 |
/ |
Sentiero q.595 |
5,26 |
|
Deviazione q.580 |
0,23 |
Pista forestale q.980 |
3,15 |
Bivio q.588 |
5,47 |
|
Bivio q.588 |
0,26 |
Fonte
q.922 |
3,35 |
CAI 177 q.580 |
5,50 |
|
Fosso di Faeta q.550 |
0,30 |
Bivio q.925 |
3,39 |
Bivio q.555 |
/ |
|
Fosso di Artiglieto |
0,51 |
SP142 q.896 |
3,45 |
Ponte (Maestà Balassini) |
/ |
|
Sentiero q.595 |
1,02 |
Deviazione q.891 |
3,46 |
Traliccio Enel |
/ |
|
Fosso
dei Melini |
/ |
Vasche
|
3,53 |
Bivio q.517 |
/ |
|
Fosso
di Recetto q.599 |
1,24 |
Ca’
Recettino |
3,54 |
Gualchiere |
/ |
|
Fosso
di Valdana |
1,29 |
Cresta
marnosa |
4,02 |
SP137 |
6,10 |
|
SP137 q.520 (Cartelli. Dalla strada scendiamo con la carrozzabile CAI 177 al borgo delle Gualchiere) |
Gualchiere |
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Le Gualchiere |
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Bivio q.517 (Dopo avere lasciato il borgo delle Gualchiere arriviamo al bivio: dritto la sterrata attraversa diverse volte il fosso delle Gualchiere, saliamo a destra il CAI 177 ora su mulattiera che si tiene alta) |
La mulattiera CAI 177 |
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Piccolo ponte a schiena d’asino … |
… dalla parte opposta c’è la Maestà Balassini |
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Bivio q.555 (Cartelli: a sinistra scende il CAI 181 per il rudere del Chiuso e Castel dell’Alpe, stiamo sulla mulattiera CAI 177 in salita) |
Deviazione q.580 (Lasciamo la mulattiera CAI 177 che curva a gomito a sinistra e andiamo dritto per sentiero abbandonato privo di segnatura) |
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Il sentiero abbandonato che ci conduce al fosso di Faeta |
Fosso di Faeta q.550 (La discesa e il sentierino si esauriscono facendoci entrare nel fosso d’acqua, lo cominciamo a risalire camminando al suo interno) |
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Fosso di Faeta |
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Fosso di Faeta |
Fosso di Faeta |
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Fossi Mosè/Capanno q.697 (In questo frangente abbiamo tenuto una buona traccia che si manteneva abbastanza alta sul lato destro del fosso di Faeta, sotto di noi vediamo la confluenza dei due fossi d’acqua e scendiamo alla bene e meglio per raggiungerli. Si tratta dei due corsi d’acqua che secondo IGM danno origine al fosso di Faeta: il ramo destro è il fosso di Mosè, scegliamo il ramo sinistro che è il fosso del Capanno) |
Il Capanno q.710 |
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Il Capanno q.710: il rudere infrascato ci appare all’improvviso … |
… lo aggiriamo a destra e portandoci dietro troviamo un secondo rudere. |
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Cascata del Capanno |
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Fosso del Capanno q.920 (Da quando abbiamo lasciato il rudere del Capanno siamo sempre stati sul bordo destro del corso d’acqua, in questo punto la traccia è evidente e si porta sul lato sinistro) |
Pista forestale q.980 (In loco c’è un pozzo d’acqua con un rubinetto) |
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Pista forestale q.980 (Pista forestale abbandonata e inerbita) |
Seguiamo la pista che man mano prende forma |
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Fonte q.922 (Fonte inattiva nel muro che delimita la forestale) |
La forestale esce dal bosco |
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Bivio q.925 (La forestale esce dal bosco e compie un tornante a sinistra, in questo punto sale un largo sentiero abbandonato che evitiamo) |
SP142 q.896 (La pista forestale si esaurisce arrivando sulla strada, a sinistra sale alla borgata di Ravenna Montana, andiamo a destra) |
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Deviazione q.891: subito al tornante della strada la dobbiamo lasciare, affacciandoci sul bordo … |
… si scorge l’esilissima traccia che scende |
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In lontananza è visibile la casa isolata di Recetto |
Sulla traccia verso ca’ Recettino |
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Vasche q.898 (Due vasche da bagno usate come abbeveratoi) |
Ca’ Recettino q.865 (Il rudere della casa compare all’ultimo istante perché nascosto dagli alberi. Ora dobbiamo raggiungere l’ampia dorsale erbosa pianeggiante che vediamo) |
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Camminiamo nella pianeggiante prateria |
Camminiamo nella pianeggiante prateria finché non si esaurisce ….. |
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…. affacciandoci vediamo l’affilata cresta marnosa che degrada, facciamo attenzione perché è molto sdrucciolevole e aerea |
Scendiamo la cresta di Recettino |
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Scendiamo la cresta di Recettino |
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Scendiamo l’affilata cresta di Recettino |
Scendiamo l’affilata cresta di Recettino |
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Scendiamo la cresta di Recettino |
Quando le marne della cresta finiscono c’è la parte più delicata e potenzialmente pericolosa della via, dobbiamo superare in discesa dei gradoni rocciosi cercando d’individuare con fatica i punti ottimali che comunque rimangono estremamente sdrucciolevoli, una eventuale scivolata potrebbe avere conseguenze fatali |
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Risolto questo problema il crinale diventa elementare e delimitato dalla boscaglia. |
Muretti di sasso q.720 (Compaiono due muretti di sasso, li superiamo e dopo 10/15 metri lasciamo la cresta che comunque andrebbe a scemare sul fosso di Faeta ma lontani dal nostro ritorno, andiamo a sinistra penetrando nel fitto bosco e traversando in falsopiano per quella che sembra essere una traccia) |
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Retrospettiva della cresta appena scesa |
Retrospettiva della cresta appena scesa |
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Solco q.709 (Traversando e mantenendoci sui 710 metri presto intercettiamo un grande solco boschivo che scendendo ripido sappiamo andare a convogliare nel fosso di Recetto. Ci inoltriamo al suo interno o ci spostiamo alla sua destra tenendolo sempre come riferimento nella ripida e disagevole discesa) |
Ultime e delicate manovre precedono l’arrivo al fosso di Recetto |
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Fosso di Recetto |
Fosso di Recetto |


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