mercoledì 1 febbraio 2017

Latemar (EEA)

Trekking di due giorni sulle dolomiti del Latemar, il primo giorno saliamo partendo dal paese di Forno in Val di Fiemme fino arrivare al bivacco  Latemar A. Sieff q.2365 dove pernottiamo, il secondo giorno attraversiamo il Latemar con la bella ferrata dei Campanili. L'intero trek risulta abbastanza dispendioso dal punto di vista fisico ma ci offre l'opportunità di passare la notte in quota al bel bivacco Latemar A. Sieff, la ferrata dei Campanili è medio/facile ma molto panoramica e ariosa, percorre le guglie del Latemar stando poco sotto la cresta .

DATA: 12 agosto 2016

PARTENZA: Dal paese di Forno nell’alta Val di Fiemme (Trentino Alto Adige, a circa 4 km da Moena). Dalla SS.48 della Val di Fiemme risaliamo al centro dell’abitato di Forno tenendo le indicazioni per la Valsorda, possiamo parcheggiare tra le case come abbiamo fatto, oppure continuare per pochi minuti fino al termine della stradina asfaltata.





Stralcio della mappa interattiva Kompass dal sito  http://maps.kompass.at


ITINERARIO 1° giorno: Forno q.1141 (Parcheggiato tra le case, continuiamo a risalire la stradina asfaltata lasciando l’abitato alle nostre spalle, in breve un grande ponte attraversa il rio Valsorda e dalla parte opposta si continua su carrozzabile)       Bivio q.1165 (Appena attraversato il grande ponte sul rio Valsorda, a destra inizia il sentiero CAI 517 per Medil che sarà il nostro ritorno del giorno dopo, andiamo dritto sulla carrozzabile CAI 516 che in breve termina e continua come sentiero, possibilità di arrivare fin qui con l’auto)   –    Pont de la Ciata q.1196 (Sul rio Valsorda)      Bivio q.1290 (Cartelli: a destra un ponte attraversa il rio Valsorda e dalla parte opposta un sentiero conduce a Medil, andiamo dritto sul CAI 516 parallelo al corso d’acqua, possibile tratto franato)   –    Rio Valsorda q.1306 (Il CAI 516 lo guada e risale dalla parte opposta)      Rio Valsorda q.1313 (Allo stato attuale pochi tronchi fungono da ponticello, ci riportiamo sul lato sinistro del corso d’acqua)    Fonte q.1348      Forestale q.1354 (Innesto sulla forestale, a destra attraversa il corso d’acqua e conduce a Medil, la teniamo dritto in salita che è sempre CAI 516)      Rio Valsorda q.1416 (La forestale attraversa il corso d’acqua e risale dalla parte opposta con tratto cementato)      Rio Valsorda q.1500 (Ci riportiamo sul lato sinistro del rio Valsorda)     Bivio q.1520 (La forestale risale facendo una curva a S e c’è il bivio della stessa, cartelli: a sinistra a ritroso conduce a Predazzo, andiamo dritto che è sempre CAI 516)     Deviazione q.1631 (Oltrepassiamo in sequenza una presa d’acqua, una piccola croce in memoria e arriviamo all’ennesimo ponte sul rio Valsorda, senza passarlo lasciamo la forestale che in breve conduce alla malga Valsorda, il CAI 516 risale a sinistra su stretta mulattiera che entra nel bosco continuando a mantenere la direzione ovest, cartelli)      Incrocio q.1700 (Cartelli: a destra oltre il rio Valsorda che in questo punto è asciutto, possiamo notare la forestale per malga Valsorda, a sinistra c’è il sentiero R.F. per Col dei Tori e Vardabe in questo punto poco evidente, andiamo dritto mantenendo la direzione ovest sul CAI 516 per esile sentiero nella rada boscaglia)     Sass Canalin q.1830 (Cartello indica la testata della vallata, ora il CAI 516 inizia a risalire molto ripidamente a destra entrando nel fitto bosco, direzione nord/ovest)     –    Fonte q.2347 (In seguito, il CAI 516 uscendo dal bosco percorre qualche tratto roccioso attrezzato con cavo utile come corrimano fino a raggiungere la verde dorsale sommitale, ora guidati da numerosi paletti arriviamo alla fonte posta sul sentiero che precede di pochi minuti il bivacco)       Bivacco Latemar A. Sieff q.2365 (Lo notiamo solo all’ultimo minuto).
 
DISLIVELLO TOTALE: 1240 m
QUOTA MASSIMA: Bivacco Latemar A. Sieff q.2365
LUNGHEZZA: 7 km
DIFFICOLTA: E-EE
 

NOTE:


Sentieri



- Il tratto del sentiero CAI 516 tra Forno e l’innesto sulla forestale a q.1354 allo stato attuale è in stato di abbandono, probabilmente poco frequentato.
- Il bivacco Latemar è un casotto di sasso in ottime condizioni, circa 10 posti letto con coperte, tavolo, panca, e stufa con legna.



Fonti

- Fonti al paese di Forno.
- Fonte sul CAI 516 appena prima d’innestarsi sulla forestale a q.1354.
- Fonte sul CAI 516 precede di pochi minuti l’arrivo al bivacco.



TEMPI RILEVATI:
Tempo
      Totale
      (ore)

TEMPI RILEVATI:
Tempo
      Totale
      (ore)
Forno q.1141
0,00
Rio Valsorda q.1416
0,45
Bivio q.1165
0,05
Rio Valsorda q.1500
0,55
Pont de la Ciata
0,10
Bivio q.1520
1,00
Bivio q.1290
0,24
Deviazione q.1631
1,12
Rio Valsorda q.1306
0,28
Incrocio q.1700
1,23
Rio Valsorda q.1313
0,30
Sass Canalin q.1830
1,37
Fonte q.1348
0,36
Fonte q.2347
/
Forestale q.1354
0,38
Bivacco Latemar A. Sieff
3,00




Cartelli a Forno
Forno q.1141 (Parcheggiato tra le case, continuiamo a risalire la stradina asfaltata lasciando l’abitato alle nostre spalle)
In breve un grande ponte attraversa il rio Valsorda e dalla parte opposta si continua su carrozzabile
Bivio q.1290 (Cartelli: a destra un ponte attraversa il rio Valsorda e dalla parte opposta un sentiero conduce a Medil, andiamo dritto sul CAI 516 parallelo al corso d’acqua, possibile tratto franato)
Andiamo dritto sul CAI 516 parallelo al corso d’acqua, possibile tratto franato
Fonte q.1348  

Innesto sulla Forestale q.1354
Alla Deviazione q.1631 lasciamo la forestale che in breve conduce alla malga Valsorda, il CAI 516 risale a sinistra su stretta mulattiera che entra nel bosco continuando a mantenere la direzione ovest
CAI 516 su stretta mulattiera
In prossimità dell’Incrocio q.1700
Invito agli escursionisti che risalgono da valle a portare legna nel bivacco
Dal Sass Canalin il sentierino CAI 516 comincia a salire ripidamente

CAI 516
CAI 516
Panorama dal CAI 516
Il CAI 516 supera dei facili tratti attrezzati
Raggiungiamo la verde dorsale sommitale, ora siamo guidati da numerosi paletti

Bivacco Latemar A. Sieff q.2365
Bivacco Latemar A. Sieff q.2365
Bivacco Latemar A. Sieff q.2365
Bivacco Latemar A. Sieff q.2365


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DATA: 13 agosto 2016

PARTENZA: Bivacco Latemar A. Sieff q.2365.

ITINERARIO 2° giorno: Bivacco Latemar A. Sieff q.2365 (Cartelli: a sinistra inizia il CAI 516/A per la forcella dei Camosci, noi teniamo il CAI 516 che risale dietro il bivacco con direzione nord/ovest)      Bivio q.2563 (Cartello lo indica come forcella dei Campanili che in realtà è sopra di noi, innesto sul CAI 18: a sinistra conduce alla forcella dei Camosci e al rifugio Torre di Pisa, a destra a mezzacosta aggira le Torri del Latemar portandoci al bivacco Rigatti, continuiamo a salire verso la forcella dei Campanili, indicazioni per la ferrata)      Forcella dei Campanili q.2620 (Arrivati sulla forcella, a destra c’è il cartello che invita a indossare imbrago e set da ferrata. La via attrezzata inizierà in seguito, nell’immediato si risale tra facili roccette e tracce di sentiero che ci conducono all’attacco vero e proprio)      Ferrata Campanili del Latemar q.2663 (Inizia la ferrata, i cavi d’acciaio ci fanno guadagnare pochi metri di salita, poi si prosegue a mezzacosta o su cengia poco sotto il crinale senza particolari difficoltà ma con discreta esposizione)   –    Forcella q.2730 (Stretta forcella caratterizzata da rocce e sedimenti neri, il cavo d’acciaio utile come corrimano aiuta nell’attraversamento)     Forcella q.2726 (Possiamo notare alcuni massi sospesi tra le pareti verticali vicinissime tra loro)   –    Deviazione q.2760 (Cartelli e segni assenti: prestando attenzione, possiamo notare la traccia alla nostra sinistra che risale molto ripidamente fra detriti di roccia fino alla cima della Torre Diamantidi, alcuni omini indicano la via)      Torre Diamantidi q.2842 (O Cimon del Latemar, statua della Madonna sulla cima e panorama a 360°, torniamo sui nostri passi)     Deviazione q.2760 (Riprendiamo a percorrere la cengia e la ferrata)     Forcella q.2723 (Siamo nella parte più impegnativa della via ferrata, numerose staffe ci fanno scendere verticalmente la parete rocciosa fino la sottostante forcellina per poi risalire dalla parte opposta con cavo d’acciaio, è richiesta forza di braccia. Riconquistato il punto alto dalla parte opposta della forcellina, possiamo notare sotto di noi il bivacco Rigatti che raggiungiamo con l’ultima discesa ferrata)      Forcella Grande del Latemar q.2650 (Sulla larga forcella è posizionato il bivacco E. Rigatti, termina la ferrata dei Campanili del Latemar, sopra di noi avevamo già avuto modo di notare la grande croce dello Schenon nostro prossimo obbiettivo. Scendiamo per sentiero detritico sotto il bivacco, cartelli indicano il CAI 18)    –    Bivio q.2588 (Innesto sul CAI 18, cartelli: a destra riporta verso la forcella dei Campanili, andiamo a sinistra ripassando di fatto poco sotto il bivacco, traccia e segni poco evidenti tra roccette a tratti insidiose, poi cominciamo a risalire con passaggi di 1°)   –    Bivio q.2800 (Arriviamo sul crinale, cartelli: andiamo a sinistra seguendo l’aerea dorsale in leggera discesa fino la visibile croce dello Schenon)      Schenon q.2791 (Sulla cima è posta una grande croce di metallo, torniamo sui nostri passi)      Bivio q.2800 (Riprendiamo il CAI 18, che percorre il crinale in discesa, direzione est)      Col Cornon q.2757 (Il CAI 18 bypassa il punto alto mantenendosi a mezzacosta sul versante sud, attenzione nel proseguo per alcuni passaggi non banali)     –    Forcella Piccola del Latemar q.2526 (Bivio e cartelli: a sinistra il CAI 18 scende verso il lago di Carezza, noi scendiamo a destra con il CAI 517 Bis verso il passo di Costalunga)      Deviazione q.2470 (Cartelli e segni assenti: lasciamo il CAI 517 Bis che continua a scendere nella vallata con direzione nord/est, prendiamo una traccia in falsopiano a destra in direzione di una larga e verde sella sotto la cima El Gronton, direzione sud/est. Arrivati alla larga sella la traccia sparisce nel manto erboso, manteniamo la direzione iniziando a scendere la vallata Buje dei Zacarogn dove la ritroviamo, c’è qualche omino con sporadico e sbiadito bollo rosso poco visibile. Nel proseguo della discesa, la traccia non si mantiene sul fondo della vallata, ma poco più in alto a destra e a mezzacosta, versante occidentale, attenzione a non prendere una traccia nel pendio ghiaioso sul versante orientale)       CAI 517 q.2153 (Ci innestiamo sul CAI 517 sotto il versante occidentale del monte Toac in prossimità di El Fontanel, andiamo a destra in discesa, il sentiero è poco visibile causa il manto erboso)       Toac Gran q.2095 (Incrocio e cartelli: dritto nella Val de Toac Gran scende una traccia abbandonata con sbiaditi bolli rossi, logico proseguimento delle Buje dei Zacarogn, teniamo il CAI 517 a sinistra che risale il versante orientale della vallata)      El Col q.2022 (Sulle mappe quotato 2022, in loco un cartello la indica come “Tof Lonch Toac” quotato 1922, il GPS lo quota 2047, dietro di noi a pochi metri c’è il bivacco “El Bait del Darione” sempre aperto, continuiamo sul CAI 517 che ora comincia a scendere)       Bivio q.1868 (Biforcazione e cartelli assenti: dritto a sinistra inizia un sentiero non segnato, il CAI 517 continua dritto a destra in discesa ora su largo sentiero forestale)      Bivio q.1689 (Biforcazione: dritto a sinistra inizia un sentiero non segnato, teniamo la forestale CAI 517 in discesa)      Incrocio q.1588 (Cartelli: a destra e a sinistra è forestale, il CAI 517 prosegue in discesa dalla parte opposta)      El Prà q.1568 (Bivio e cartelli nel bosco: a sinistra c’è il CAI 521/B per malga Peniola e Sorte, andiamo a destra con il CAI 517 per Medil)      Bivio q.1450 (Cartelli assenti, a destra c’è un sentierino non segnato, teniamo il CAI 517 che in breve oltrepassa una sbarra)      Fienile q.1424 (Superata la sbarra usciamo dal bosco e c’è il vecchio fienile, ora si scende per mulattiera tra la prateria)     Bivio q.1396 (Cartelli al termine della discesa nella prateria, siamo in località Medil, a destra si va per la cava delle Bore e la Valsorda, andiamo a sinistra al vicino paese di Medil)     Medil q.1363 (Inizia uno stradello lastricato, oltrepassiamo la chiesa e dopo due minuti scendiamo il vicolo a destra tra le case con numero civico 8/9 che subito termina. Ora si continua per sentiero in stato di abbandono e vecchi segni CAI nella prateria, poi si entra nel bosco e la mulattiera diventa evidente)      CAI 517 q.1234 (Il sentierino in stato di abbandono aveva tagliato e ora ci reinnestiamo sul CAI 517, lo teniamo a destra in discesa, poi dopo pochi metri c’è un bivio e stiamo ancora a destra)       Bivio q.1201 (Cartelli assenti: a sinistra c’è un sentierino non segnato, la mulattiera CAI 517 va a destra in discesa)      Bivio q.1165 (Chiudiamo l’anello iniziato il giorno prima, scendiamo al paese di Forno)      Forno q.1141.
 
DISLIVELLO TOTALE IN SALITA: 800 m
DISLIVELLO TOTALE IN DISCESA: 2000 m
QUOTA MASSIMA: Torre Diamantidi q.2842
LUNGHEZZA: 13,5 km
DIFFICOLTA: EEA


NOTE:



Sentieri



- Facile la ferrata dei Campanili del Latemar, si svolge generalmente a mezzacosta poco sotto il filo del crinale, la parte più impegnativa è quella finale presso la forcella q.2727.
- Per la salita alla Torre Diamantidi bisogna fare un deviazione per ripida traccia detritica non segnata dove è presente qualche omino, non difficile ma la deviazione potrebbe passare inosservata.
- Il CAI 18 che sotto il bivacco Rigatti sale allo Schenon non è banale, passaggi di 1° a cui bisogna prestare attenzione.


Fonti
- Fonti al paese di Forno.
- Fonte al paese di Medil (dietro la casa con numero civico 8/9).


TEMPI RILEVATI:
Tempo
      Totale
      (ore)
Bivacco Latemar A. Sieff
0,00
Bivio q.2563
0,30
Forcella dei Campanili
0,37
Ferrata Campanili Latemar
0,46
Forcella q.2730
1,07
Forcella q.2726
1,20
Deviazione q.2760
1,40
Torre Diamantidi
1,55
Deviazione q.2760
2,05
Forcella q.2723
2,22
Forcella Grande
2,40
Bivio q.2588
2,48
Bivio q.2800
3,25
Schenon
3,29
Bivio q.2800
/
Col Cornon
/
Forcella Piccola
4,35
Deviazione q.2470
4,41
CAI 517 q.2153
5,20
Toac Gran
5,25
El Col
5,45
Bivio q.1868
6,03
Bivio q.1689
6,25
Incrocio q.1588
6,37
El Prà
6,40
Bivio q.1450
6,54
Fienile
6,56
Bivio q.1396
7,00
Medil
7,04
CAI 517 q.1234
7,15
Bivio q.1201
7,18
Bivio q.1165
7,22
Forno
7,25



Tramonto infuocato visto dal bivacco
Dal Bivacco Latemar A. Sieff q.2365 teniamo il CAI 516 che risale dietro il bivacco con direzione nord/ovest
Sul CAI 516 che dal bivacco Latemar A. Sieff risale alla Forcella dei Campanili
Sul CAI 516 che dal bivacco Latemar A. Sieff risale alla Forcella dei Campanili

Bivio q.2563 (Cartello lo indica come forcella dei Campanili che in realtà è sopra di noi, innesto sul CAI 18: a sinistra conduce alla forcella dei Camosci e al rifugio Torre di Pisa, a destra a mezzacosta aggira le Torri del Latemar portandoci al bivacco Rigatti, continuiamo a salire verso la forcella dei Campanili, indicazioni per la ferrata)
Forcella dei Campanili q.2620
Forcella dei Campanili q.2620 (Arrivati sulla forcella, a destra c’è il cartello che invita a indossare imbrago e set da ferrata)
La via attrezzata inizierà in seguito, nell’immediato si risale tra facili roccette e tracce di sentiero che ci conducono all’attacco vero e proprio
Un “mare di guglie”

Un “mare di guglie”
Via ferrata dei Campanili al Latemar
Via ferrata dei Campanili al Latemar
Via ferrata dei Campanili al Latemar

Via ferrata dei Campanili al Latemar
Via ferrata dei Campanili al Latemar
Via ferrata dei Campanili al Latemar
Via ferrata dei Campanili al Latemar

Via ferrata dei Campanili al Latemar
Forcella q.2730 (Stretta forcella caratterizzata da rocce e sedimenti neri, il cavo d’acciaio utile come corrimano aiuta nell’attraversamento)
Forcella q.2730 (Stretta forcella caratterizzata da rocce e sedimenti neri, il cavo d’acciaio utile come corrimano aiuta nell’attraversamento)
Forcella q.2730 (Stretta forcella caratterizzata da rocce e sedimenti neri)
Forcella q.2730 (Stretta forcella caratterizzata da rocce e sedimenti neri)

Via ferrata dei Campanili al Latemar
Forcella q.2726 (Possiamo notare alcuni massi sospesi tra le pareti verticali vicinissime tra loro)
Forcella q.2726 (Possiamo notare alcuni massi sospesi tra le pareti verticali vicinissime tra loro)
Via ferrata dei Campanili al Latemar
La cengia dove si sviluppa la ferrata

Sulla traccia che risale alla Torre Diamantidi
Statua della Madonna sulla Torre Diamantidi q.2842
Torre Diamantidi q.2842 (O Cimon del Latemar, statua della Madonna sulla cima e panorama a 360°)
Panorama dalla cima di Torre Diamantidi q.2842






Via ferrata dei Campanili al Latemar
Via ferrata dei Campanili al Latemar
Via ferrata dei Campanili al Latemar

Forcella q.2723 (Siamo nella parte più impegnativa della via ferrata, numerose staffe ci fanno scendere verticalmente la parete rocciosa fino la sottostante forcellina)
Forcella q.2723 (Siamo nella parte più impegnativa della via ferrata, numerose staffe ci fanno scendere verticalmente la parete rocciosa fino la sottostante forcellina)
Forcella q.2723 (Siamo nella parte più impegnativa della via ferrata, numerose staffe ci fanno scendere verticalmente la parete rocciosa fino la sottostante forcellina)
Forcella q.2723 (Siamo nella parte più impegnativa della via ferrata, numerose staffe ci fanno scendere verticalmente la parete rocciosa fino la sottostante forcellina)
Riconquistato il punto alto dalla parte opposta della forcellina, possiamo notare sotto di noi il bivacco Rigatti che raggiungiamo con l’ultima discesa ferrata 

Forcella Grande del Latemar q.2650 (Sulla larga forcella è posizionato il bivacco E. Rigatti, termina la ferrata dei Campanili del Latemar)
Dal Bivio q.2588 andiamo a sinistra sul CAI 18 ripassando di fatto poco sotto il bivacco
In seguito il CAI 18 continua su traccia e segni poco evidenti tra roccette a tratti insidiose, poi cominciamo a risalire con passaggi di 1°
In seguito il CAI 18 continua su traccia e segni poco evidenti tra roccette a tratti insidiose, poi cominciamo a risalire con passaggi di 1°
Ormai prossimi alla vetta dello Schenon, sotto di noi vediamo il percorso fatto

Arriviamo sul crinale al Bivio q.2800, andiamo a sinistra seguendo l’aerea dorsale in leggera discesa fino la visibile croce dello Schenon  
Zoomata sul sottostante lago di Carezza  
Schenon q.2791 (Sulla cima è posta una grande croce di metallo) 
Tornati al Bivio q.2800 riprendiamo il CAI 18 che percorre il crinale in discesa, direzione est
Sul CAI 18 che bypassa il Col Cornon

Sul CAI 18 verso la Forcella Piccola del Latemar
Forcella Piccola del Latemar q.2526
Deviazione q.2470 (Cartelli e segni assenti: lasciamo il CAI 517 Bis che continua a scendere nella vallata con direzione nord/est, prendiamo una traccia in falsopiano a destra in direzione di una larga e verde sella sotto la cima El Gronton, direzione sud/est)
Arrivati alla larga sella la traccia sparisce nel manto erboso, manteniamo la direzione iniziando a scendere la vallata Buje dei Zacarogn dove la ritroviamo, c’è qualche omino con sporadico e sbiadito bollo rosso poco visibile
Nel proseguo della discesa, la traccia non si mantiene sul fondo della vallata, ma poco più in alto a destra e a mezzacosta, versante occidentale, attenzione a non prendere una traccia nel pendio ghiaioso sul versante orientale
Sul CAI 517 verso El Col

El Col q.2022 (Sulle mappe quotato 2022, in loco un cartello la indica come “Tof Lonch Toac” quotato 1922, il GPS lo quota 2047, dietro di noi a pochi metri c’è il bivacco “El Bait del Darione”)
Fienile q.1424 (Superata la sbarra usciamo dal bosco e c’è il vecchio fienile, ora si scende per mulattiera tra la prateria)
Arrivo alla chiesa di Medil
Il paese di Medil
Oltrepassiamo la chiesa e dopo due minuti scendiamo il vicolo a destra tra le case con numero civico 8/9 che subito termina
 Ora si continua per sentiero in stato di abbandono e vecchi segni CAI nella prateria




6 commenti:

  1. Bellissimo trekking. Più volte ho fantasticato guardando il gruppo del Latemar dal lago Carezza.
    Ciao!

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    1. Ciao Barba, un consiglio ..... non fantasticare e vacci, così da poter vedere il lago di Carezza dall'alto.

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  2. Che bella caro Christian. È un gruppo che mai ho frequentato in passato... Davvero esposta la cengia iniziale, molto caratteristico il passaggio sulla forcella dalle rocce scure! Da copiare in futuro, un caro saluto

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    Risposte
    1. Se avrai l'occasione, una vacanza nelle Dolomiti è da fare assolutamente, tra trekking e fotografie non starai fermo un attimo,anche moglie e figlie non rimaranno deluse. La ferrata non è difficile, ma l'intero giro di 2 giorni è impegnativo dal punto di vista fisico, con la famiglia conviene salire in seggiovia fino al passo Feudo per portarsi in quota, poi generalmente le persone fanno una passeggiata fino al rifugio Torre di Pisa, chi ha più fiato prolunga attraverso il Latemar su sentiero a mezzacosta che evita la ferrata di crinale. Ciao Manuel

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  3. Ciao Christian! Davvero bellissimo trekking, avevo intenzione di farlo per il ponte dei Santi/Morti di quest'anno, pensi sia ancora fattibile o è troppo fuori stagione? E inoltre, è possibile arrivare al bivacco Rigatti dal Sieff senza fare la forcella?
    Grazie in anticipo e complimenti ancora!
    Francesco.

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    Risposte
    1. Dal bivacco Sief, come puoi vedere dalla mappa topografica, devi risalire lo stesso verso la forcella dei Campanili con il CAI 516 che non è difficile, poi senza raggiungerla (vedi mio Bivio q.2563) inizi a percorrere il sentiero CAI 18 (molto frequentato in estate)che si sviluppa a mezzacosta sotto il crinale dove si svolge la ferrata dei Campanili (quindi mi sembra di capire che non vuoi fare la ferrata). Per quanto riguarda la stagione devi valutarlo te al momento, considera che le giornate si sono accorciate e sopratutto potrebbe fare qualche nevicata.Ti ricordo che i tempi di percorrenza che pubblico sono riferiti a persone con buona forma fisica e sono al netto di qualsiasi sosta. Ciao Francesco

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