mercoledì 26 agosto 2026

Traversata dei monti Castellaccio e Cavallo di Azzano (EE)

Itinerario nelle vette minori e sconosciute delle Alpi Apuane (Toscana). Malgrado si svolga a bassa quota, la parte iniziale della gita che sale al monte Castellaccio e la cresta sud del monte Cavallo di Azzano è molto selvaggia e infrascata nella fitta vegetazione che ci mette a dura prova.

DATA: 17 gennaio 2026 

PARTENZA: Con l’autostrada A12 E80 Pisa-La Spezia si esce al casello di Versilia seguendo le indicazioni per Forte dei Marmi e Querceta, poi guidando sulla SP9 oltrepassiamo il paese di Seravezza (7,5 km dal casello autostradale) pervenendo successivamente a quello di Ruosina (11,2 km dal casello autostradale). Ora lasciamo la strada provinciale che continua in direzione di Retignano, prendiamo a sinistra la stradina “via Cansoli” che inizia salire per diventare in seguito “via Zingola” arrivando al paese di Basati, ci fermiamo al parcheggio che vediamo a destra sul tornante della strada (16 km dal casello autostradale).



ITINERARIO: Basati q.416 (Per CTR Toscana 415,8 m. Ci portiamo in fondo al parcheggio e saliamo a sinistra e poi subito a destra sul vicolo acciottolato via Azzareschi superando una fontana a muro. Attraversato un porticato il vicolo si biforca, scegliamo quello a sinistra i(n salita via Chiesa che si porta nella parte alta dell’abitato)    –   Incrocio q.444 (Passiamo la chiesa di San Ansano e ci innestiamo sulla stradina asfaltata, ulteriore possibilità di parcheggio nella parte alta del paese. A destra è destinata a terminare, andiamo a sinistra e subito la lasciamo per salire a destra il vicolo cementato S.A.V. 3 (Sentiero Alta Versilia) qui anche Via Crucis. Ben presto alle ultime case si esaurisce e continua come larga mulattiera scalinata)   –   Rudere q.490 (Alla nostra sinistra)  –  Rudere q.516 (Sul bordo destro della mulattiera)    –    Rudere q.553 (Sempre sul bordo destro della mulattiera)    Calvario q.572 (Risaliti dal terzo rudere siamo a una marginetta, quindi lasciamo la mulattiera S.A.V. e ci portiamo sopra dove c’è un monumento con tre croci, sul suo fianco destro inizia una traccia di passaggio che ben presto illude perché si esaurisce. Passiamo attraverso il traliccio dell’Enel collocato poco sopra e d’ora in avanti saremo costretti a procedere alla bene e meglio con grande disagio e problemi di orientamento nel fitto e infrascato bosco. L’obiettivo è quello dtata 612,6 m da CTR Toscana. Giunti a questo punto completamente anonimo e non identifii rimanere sul crinale, direzione NO)   Pozzetto q.613 (Località Pozzetto quocabile, facciamo riferimento alla quota, lasciamo il crinale e abbassandoci a destra cominciamo ad aggirare il versante orientale del monte Castellaccio, si procede per intuito ma soprattutto guidati dal GPS rinvenendo alcuni antichi muretti di contenimento)   –   Crinale N Castellaccio q.771 (Per CTR Toscana 771,1 metri. Continuando aggirare nel versante orientale, riprendiamo a salire e verso la fine ci compare un buon sentierino destinato a terminare al raggiungimento del crinale nord piano si direziona verso il monte Cavallo di Azzano, ma nell’immediato lo saliamo a sinistrdel monte Castellaccio, nessuna indicazione. Ora seguendolo a destra in falsoa che si presenta sottile, molto infrascato e senza di punti di riferimento)   –  Monte Castellaccio q.810 (Il punto alto è infrascato dai rovi e privo di panorama, torniamo indietro)  –   Crinale N Castellaccio q.771 (Tralasciamo sulla destra in discesa la buona traccia dalla quale siamo venuti e ora avanziamo senza traccia alcuna seguendo il crinalino pianeggiante ma abbondantemente infrascato con direzione N verso il monte Cavallo di Azzano, a causa di alcuni tratti impraticabili siamo costretti ad abbassarci per poi riportarci sul crinale appena la vegetazione ce lo consente)  –  Foce del Lupo q.796 (Per CTR Toscana 795,8 metri. Un attimo prima di arrivarci il crinalino boschivo diventa sottile e roccioso, è giocoforza calarsi nel ripido canalino a destra per circa dieci metri bypassando da sotto, poi rialzandoci siamo alla foce, anonima e senza indicazioni. Continuiamo sul crinalino infrascato e dopo circa 8/10 minuti ne usciamo iniziando di fatto la cresta S del monte Cavallo di Azzano)  –  Cima q.949 (La prima parte della cresta rocciosa ci fa conquistare la cima anonima quotata 949 metri dalla mappa IGM, o 948,8 m dalla CTR Toscana. Ora si avanza sulla cresta rocciosa pianeggiante parzialmente coperta da cespugli, davanti a noi c’è la sagoma del monte Cavallo di Azzano)  –  Forcella q.935 (Quota da GPS. Lasciata la Cima q.949, ben presto la cresta diventa rocciosa e affilata anche se non difficile, quindi giunti a un salto di 4/5 metri insuperabile, siamo costretti a calare a sinistra le ripide placche con attenzione e raggiungere la sottostante forcellina, da qui riprendiamo la salita della cresta rocciosa invasa dai cespugli di pungenti ginestroni)  –  Forcella q.985 (Quota da GPS. Ci spostiamo a destra per calare a questa sella che è sicuramente meno impegnativa rispetto la precedente, ora ci aspetta la salita finale alla vetta del monte Cavallo. Non affrontiamo direttamente la tormentata cresta rocciosa, ma sfruttiamo una traccia trasversale a destra discretamente visibile)  –  Monte Cavallo q.1021 (La traccia trasversale ci fa uscire sul confortevole pendio di paleo, lo risaliamo e ci riportiamo in cresta e immediatamente sulla vetta. Ora lo scenario cambia completamente, avanziamo sulla gradevole cresta NO che è panoramica e caratterizzata da paleo e roccia, seguiamo la buona traccia di passaggio non segnata che sarebbe la Via Normale, dopo 8/10 minuti spostandoci a destra ci abbassiamo in un declivio di felci che attraversiamo con direzione nord, la traccia nel periodo invernale è ben visibile e ci guida fino all’entrata del bosco)  –  Sentiero S.A.V. q.722 (Al termine della discesa ci innestiamo sul S.A.V. Sentiero Alta Versilia, lo seguiamo a destra superando subito una fonte-abbeveratoio e subito dopo una presa d’acqua approvvigionati entrambi dal fosso della Mandria)  –  Fosso di Piglionica q.728 (Anche fosso di Pionica. Ponticello di legno sul fosso d’acqua)  –  La Fornace q.752 (Innesto sulla mulattiera CAI 142 ex CAI 31, in loco c’è il rudere dell’antica fornace per la calce: a sinistra si scende al paese di Azzano, andiamo a destra in salita)  –  Punto panoramico q.899 (Per CTR Toscana 899,1 metri. Nel frattempo la mulattiera si è ridotta e iniziando a salire molto ripidamente si sviluppa a zig-zag, quando l’ascesa si esaurisce e la mulattiera continua nel sottobosco in falsopiano, sulla destra alzandoci pochi metri possiamo portarci sul punto panoramico)  –  Deviazione q.920 (Lasciamo il sentiero CAI 142 ex CAI 31 a mezzacosta e in falsopiano nel bosco, volgendo lo sguardo in alto vediamo il crinalino e la foce appena sopra di noi, quindi saliamo a destra su esile traccia di passaggio non segnata)  –  Foce del Giardino q.952 (Senza toponimo ma quotata 951,6 metri da CTR Toscana, le mappe elettroniche la collocano più avanti alla quota di 1004 metri. Appena prima di arrivarci trascuriamo una buona traccia che si mantiene parallela sotto il crinale, ci portiamo sulla forcella oltre la quale vediamo il buon sentiero che cala nel versante opposto, quello della valle del Giardino, segni assenti)   Casermetta q.868 (Perdiamo quota nel rado sottobosco e ne usciamo nella parte retrostante del rudere della grande casermetta, collocata nella parte alta delle cave inattive di Zampognone. Ci portiamo davanti la casermetta: sulla sinistra vediamo un appariscente taglio di cava sormontato da un casotto di sasso sul quale non dobbiamo andare, invece nel terrazzo sotto di noi notiamo un altro casotto di sasso, per raggiungerlo dobbiamo abbassarci sul bordo del grande ravaneto che vediamo alla destra della casermetta)   Casotto di sasso q.832 (Collocato nel terrazzo sotto la casermetta, lo raggiungiamo solo per visitarlo, poi tornando indietro insistiamo a scendere sul sentierino stando nel margine boschivo che lambisce il ravaneto, sporadici omini di sasso aiutano) –  Casotto di sasso q.756 (Rudere di un casotto di sasso nel sottobosco addossato alla parete rocciosa)      Casotto di sasso q.710 (Rudere di un casotto di sasso nel sottobosco, in loco permangono delle carrucole e una tubazione dell’acqua)     Marmifera q.624 (Al termine della disagevole discesa ci innestiamo sulla marmifera abbandonata presso il ravaneto, andiamo a destra)   –  Cava del Giardino q.622 (Alla nostra destra c’è la parete rocciosa con i segni dei tagli dell’ex cava del Giardino, andando avanti la marmifera sale alla vicina e abbandonata casermetta celata dagli alberi, seguiamo la marmifera in discesa nella vallata che ormai versa in forte stato di degrado)   Frana q.520 (La marmifera è interrotta da una maestosa frana, dobbiamo scendere alla bene e meglio districandoci tra i grossi ammassi rocciosi per riprenderla più in basso, alcuni omini aiutano)   Bivio q.473 (Dopo la frana ritroviamo la marmifera, e arrivati sul suo primo tornante a destra la manteniamo in discesa, a sinistra si può scorgere a fatica l’esile sentierino dei Fontarelli che può passare inosservato. La marmifera si fa sempre più degradata e infrascata, presto incontriamo la pala abbandonata di un escavatore)   Bivio q.440 (Biforcazione e innesto sul percorso S.A.V.: dritto a sinistra sale come sentiero, andiamo dritto in piano sulla marmifera coperta dalla vegetazione)   Bivio q.436 (Lasciamo la marmifera che continua seguendo la sponda sinistra del fosso del Giardino, andiamo a destra rimanendo sul percorso S.A.V. che ci fa attraversare un bel ponte di sasso, dalla parte opposta risale su mulattiera seguendo la sponda destra del corso d’acqua)  –  Fosso q.415 (Lo attraversiamo su passerella di sasso)   –   Passerella q.430 (Passerella di metallo sulla mulattiera)  –  Fosso q.427 (Fosso d’acqua caratterizzato da uno scivolo di placche nere)  –  Canale del Serrone q.420 (Lo attraversiamo su ponticello di legno)  –  Fosso q.422 (Lo attraversiamo su passerella di sasso)  –  Fosso Campia q.390 (Lo attraversiamo su ponticello di legno)  –  Marginetta q.425 (Dalla marginetta ci appare in lontananza il paese di Basati)  –  Fosso q.375 (Affluente del canale di Basati, lo attraversiamo su ponticello di legno)  –  Canale di Basati q.371 (Lo attraversiamo su passerella di sasso)  –  Basati q.416 (La mulattiera sale e si esaurisce arrivando alle case di Basati, attraversiamo il porticato che ci introduce nel vicolo “via dell’Alpe” e lo percorriamo interamente ritrovando il bivio con il vicolo “Via Chiesa” salito alla partenza, poi ritorno al parcheggio).

NOTE

        LUNGHEZZA: 12 km

        DIFFICOLTA: EE

DISLIVELLO TOTALE: 1050 m

QUOTA MASSIMA: M. Cavallo q.1021

Sentieri

L’itinerario si svolge a bassa quota, da fare esclusivamente nel periodo invernale quando la vegetazione è ridotta ai minimi termini, la gita è riferita solo a escursionisti molto esperti, conoscitori delle Alpi Apuane e dotati di GPS perché in parte si svolge in un ambiente molto selvaggio e senza punti di riferimento. 

Calvario – Monte Castellaccio: si procede senza traccia alcuna nel crinale boschivo notevolmente infrascato che non offre alcun punto di riferimento (GPS obbligatorio), si avanza molto lentamente a causa di rami caduti e terreno scivoloso causa foglie secche e muschio, lungo il tragitto rinveniamo dei muretti di sasso. (Salita poco gratificante).

Monte Castellaccio: Conquistato il crinale N del monte Castellaccio quotato 771 m, decidiamo di fare un’andata e ritorno per raggiungere la cima, questa deviazione è sconsigliata perché non aggiunge nulla al valore della gita. Si sviluppa in ascesa su crinalino boschivo molto infrascato, e nel punto alto privo di panorama permane un’alta vegetazione con una barriera di rovi. 

Monte Castellaccio-Foce del Lupo: Anche il crinalino boschivo semi pianeggiante che ci conduce alla anonima Foce del Lupo risulta abbondantemente infrascato, in alcuni tratti è d’obbligo abbassarsi alcuni metri a sinistra per bypassare i tratti impenetrabili, nell’imminente arrivo alla Foce del Lupo invece caliamo un canalino a destra per aggirare da sotto un tratto di cresta rocciosa infrascata. 

Cresta S del monte Cavallo di Azzano: La salita della cresta meridionale del monte Cavallo di Azzano è sicuramente la parte più gratificante di questo lungo e selvaggio percorso iniziato dal monumento di Calvario, si arrampica su buona e divertente placca rocciosa panoramica con passaggi di 1° mai troppo esposti, la nota dolente rimane la vegetazione che, anche se non è più invasiva come in precedenza, è costituita da cespugli di ginestrone estremamente pungenti (indispensabili indumenti robusti e antistrappo!!) 

Via normale al monte Cavallo di Azzano: La traccia seppur non segnata è discretamente evidente, possiamo suddividerla in tre parti: la parte bassa che diparte dal sentiero S.A.V. si sviluppa nel bosco, alterna tratti evidenti a confusi con la presenza di omini di sasso, la parte centrale attraversa una vasta radura di felci per la quale si sconsiglia la gita nelle stagioni primaverili/estive quando diventano rigogliose e impenetrabili nascondendo la traccia, la parte sommitale su elementare crinale di paleo e roccia. 

Mulattiera S.A.V: Da una tabella in loco la mulattiera Basati/Terrinca viene definita una delle più belle dell’Alta Versilia, prestare attenzione che nella stagione invernale risulta molto scivolosa 

Rifugi-Bivacchi

Assenti

 

Fonti

Fontane al paese di Basati

Fonte della Mandria: Fonte abbeveratoio sul bivio del sentiero SAV con il sentiero della via normale al monte Cavallo di Azzano (Allo stato attuale la fonte è inattiva)

Tracce GPS

 

TEMPI RILEVATI NETTI (ore)

Basati

0,00

Casermetta

4,50

Incrocio q.444

0,05

Casotto di sasso q.832

/

Rudere q.490

0,10

Casotto di sasso q.756

5,03

Rudere q.516

0,13

Casotto di sasso q.710

5,20

Rudere q.553

0,21

Marmifera q.624

5,35

Calvario

0,22

Cava del Giardino

5,37

Pozzetto

/

Frana

5,50

Crinale N Castellaccio

1,27

Bivio q.473

/

Monte Castellaccio

1,35

Bivio q.440

6,06

Crinale N Castellaccio

1,40

Bivio q.436

6,07

Foce del Lupo

2,10

Fosso q.415

6,14

Cima q.949

2,40

Passerella di metallo

6,16

Forcella q.935

2,50

Fosso q.427

6,20

Forcella q.985

3,06

Canale del Serrone

6,30

Monte Cavallo

3,15

Fosso q.422

6,34

Sentiero S.A.V. q.722

3,52

Fosso Campia

6,49

Fosso di Piglionica

3,59

Marginetta

7,06

La Fornace

4,07

Fosso q.375

7,16

Punto panoramico

4,28

Canale di Basati

7,18

Deviazione q.920

4,32

Basati

7,30

Foce del Giardino

4,34

 

 

 

 

Basati q.416: ci portiamo in fondo al parcheggio …

… e saliamo a sinistra e poi subito a destra sul vicolo acciottolato via Azzareschi …

superando una fontana a muro.

Attraversato un porticato ….

. il vicolo si biforca, scegliamo quello a sinistra in salita via Chiesa che si porta nella parte alta dell’abitato.

Passiamo la chiesa di San Ansano

 

Incrocio q.444: ci innestiamo sulla stradina asfaltata, ulteriore possibilità di parcheggio nella parte alta del paese. A destra è destinata a terminare, andiamo a sinistra …

… e subito la lasciamo per salire a destra il vicolo cementato S.A.V.

Ben presto alle ultime case si esaurisce il vicolo cementato e continua come larga mulattiera scalinata.

Rudere q.490 (Alla nostra sinistra)

Rudere q.516 (Sul bordo destro della mulattiera)

  Rudere q.553 (Sempre sul bordo destro della mulattiera) 

  

  Calvario q.572: risaliti dal terzo rudere siamo a una marginetta, quindi lasciamo la mulattiera S.A.V…..

… e ci portiamo sopra dove c’è un monumento con tre croci, sul suo fianco destro inizia una traccia di passaggio che ben presto illude perché si esaurisce.

Uno dei tanti muretti di sasso sparsi nel fitto bosco 

Siamo costretti a procedere alla bene e meglio con grande disagio e problemi di orientamento nel fitto e infrascato bosco.

Siamo costretti a procedere alla bene e meglio con grande disagio e problemi di orientamento nel fitto e infrascato bosco.

Raggiunto il crinale N del monte Castellaccio a q.771, saliamo il crinale a sinistra che si presenta sottile, molto infrascato e senza di punti di riferimento

 

Monte Castellaccio q.810 (Il punto alto è infrascato dai rovi e privo di panorama, torniamo indietro) 

Tornati indietro avanziamo senza traccia alcuna seguendo il crinalino pianeggiante ma abbondantemente infrascato con direzione N verso il monte Cavallo di Azzano, a causa di alcuni tratti impraticabili siamo costretti ad abbassarci per poi riportarci sul crinale appena la vegetazione ce lo consente.

Un attimo prima di arrivare alla foce del Lupo, il crinalino boschivo diventa sottile e roccioso, è giocoforza calarsi nel ripido canalino a destra per circa dieci metri bypassando da sotto, poi rialzandoci siamo alla foce

Iniziamo la cresta S del monte Cavallo di Azzano (passaggi di 1°)

La cresta S del monte Cavallo di Azzano

Si arrampica su buona e divertente placca rocciosa panoramica con passaggi di 1° mai troppo esposti


La nota dolente rimane la vegetazione che, anche se non è più invasiva come in precedenza, è costituita da cespugli di ginestrone estremamente pungenti (indispensabili indumenti robusti e antistrappo!!)

Cima q.949

Dalla Cima q.949 si avanza sulla cresta rocciosa pianeggiante parzialmente coperta da cespugli, davanti a noi c’è la sagoma del monte Cavallo di Azzano

Ben presto la cresta diventa rocciosa e affilata anche se non difficile …

… quindi giunti a un salto di 4/5 metri insuperabile, siamo costretti a calare a sinistra le ripide placche con attenzione e raggiungere la sottostante forcellina 

Riprendiamo la salita della cresta rocciosa invasa dai cespugli di pungenti ginestroni

  

La cresta S del monte Cavallo di Azzano

Forcella q.985 (Ci spostiamo a destra per calare a questa sella che è sicuramente meno impegnativa rispetto la precedente, ora ci aspetta la salita finale alla vetta del monte Cavallo. Non affrontiamo direttamente la tormentata cresta rocciosa, ma sfruttiamo una traccia trasversale a destra discretamente visibile) 

La traccia trasversale ci fa uscire sul confortevole pendio di paleo, lo risaliamo e ci riportiamo in cresta

  Monte Cavallo q.1021

  Monte Cavallo q.1021

Panoramica a 360° dalla cima del monte Cavallo di Azzano

  

Panoramica a 360° dalla cima del monte Cavallo di Azzano

Panoramica a 360° dalla cima del monte Cavallo di Azzano

Panoramica a 360° dalla cima del monte Cavallo di Azzano


Arrivati sul monte Cavallo lo scenario cambia completamente, avanziamo sulla gradevole cresta NO che è panoramica e caratterizzata da paleo e roccia, seguiamo la buona traccia di passaggio non segnata che sarebbe la Via Normale

Retrospettiva della discesa dal monte Cavallo con la sua via normale

 

Retrospettiva della discesa dal monte Cavallo con la sua via normale

Dopo 8/10 minuti spostandoci a destra ci abbassiamo in un declivio di felci che attraversiamo con direzione nord, la traccia nel periodo invernale è ben visibile e ci guida fino all’entrata del bosco

La via normale nel sottobosco

  Sentiero S.A.V. q.722: al termine della discesa ci innestiamo sul S.A.V. Sentiero Alta Versilia, lo seguiamo a destra …

… superando subito una fonte-abbeveratoio …

 

… e subito dopo una presa d’acqua approvvigionati entrambi dal fosso della Mandria

Fosso di Piglionica q.728 (Anche fosso di Pionica. Ponticello di legno sul fosso d’acqua) 

  La Fornace q.752 (Innesto sulla mulattiera CAI 142 ex CAI 31, in loco c’è il rudere dell’antica fornace per la calce: a sinistra si scende al paese di Azzano, andiamo a destra in salita) 

La ripida salita si è esaurita, ora si avanza a mezzacosta

Deviazione q.920 (Lasciamo il sentiero CAI 142 ex CAI 31 a mezzacosta e in falsopiano nel bosco, volgendo lo sguardo in alto vediamo il crinalino e la foce appena sopra di noi, quindi saliamo a destra su esile traccia di passaggio non segnata)

Arrivo alla foce del Giardino

 

Scavalliamo la foce del Giardino oltre la quale vediamo il buon sentiero che cala nel versante opposto, quello della valle del Giardino, segni assenti

Sul sentiero abbandonato che dalla foce del Giardino scende alle cave inattive di Zampognone

Puntone di roccia a lato del sentiero

Sul sentiero abbandonato che dalla foce del Giardino scende alle cave inattive di Zampognone

Casermetta q.868 (Perdiamo quota nel rado sottobosco e ne usciamo nella parte retrostante del rudere della grande casermetta)

Ci portiamo davanti la casermetta

 

Ci portiamo davanti la casermetta: sulla sinistra vediamo un appariscente taglio di cava sormontato da un casotto di sasso sul quale non dobbiamo andare

Casotto di sasso q.832 (Collocato nel terrazzo sotto la casermetta, lo raggiungiamo solo per visitarlo, poi tornando indietro insistiamo a scendere sul sentierino stando nel margine boschivo che lambisce il ravaneto, sporadici omini di sasso aiutano)

Casotto di sasso q.832

Casotto di sasso q.756 (Rudere di un casotto di sasso nel sottobosco addossato alla parete rocciosa)  

Ripida discesa sul sentierino parallelo al grande ravaneto

Tubazione dell’acqua ad uso della cava


Ripida discesa sul sentierino parallelo al grande ravaneto

Casotto di sasso q.710 (Rudere di un casotto di sasso nel sottobosco, in loco permangono delle carrucole e una tubazione dell’acqua)

   Marmifera q.624 (Al termine della disagevole discesa ci innestiamo sulla marmifera abbandonata presso il ravaneto, andiamo a destra)

Cava del Giardino q.622 (Alla nostra destra c’è la parete rocciosa con i segni dei tagli dell’ex cava del Giardino, andando avanti la marmifera sale alla vicina e abbandonata casermetta celata dagli alberi, seguiamo la marmifera in discesa nella vallata che ormai versa in forte stato di degrado) 

L’ex marmifera della cava del Giardino

  Frana q.520 (La marmifera è interrotta da una maestosa frana, dobbiamo scendere alla bene e meglio districandoci tra i grossi ammassi rocciosi per riprenderla più in basso, alcuni omini aiutano) 


La marmifera si fa sempre più degradata e infrascata, presto incontriamo la pala abbandonata di un escavatore

Bivio q.440 (Biforcazione e innesto sul percorso S.A.V.: dritto a sinistra sale come sentiero, andiamo dritto in piano sulla marmifera coperta dalla vegetazione) 

Bivio q.436 (Lasciamo la marmifera che continua seguendo la sponda sinistra del fosso del Giardino, andiamo a destra rimanendo sul percorso S.A.V. che ci fa attraversare un bel ponte di sasso, dalla parte opposta risale su mulattiera seguendo la sponda destra del corso d’acqua) 

Fosso q.415 (Lo attraversiamo su passerella di sasso)

Sulla mulattiera S.A.V verso il paese di Basati

  Passerella q.430 (Passerella di metallo sulla mulattiera) 

  

  Fosso q.427 (Fosso d’acqua caratterizzato da uno scivolo di placche nere) 

  Fosso q.427 (Fosso d’acqua caratterizzato da uno scivolo di placche nere) 

Sulla mulattiera S.A.V verso il paese di Basati

Canale del Serrone q.420 (Lo attraversiamo su ponticello di legno) 

Fosso q.422 (Lo attraversiamo su passerella di sasso)

Fosso Campia q.390 (Lo attraversiamo su ponticello di legno) 

  

Sulla mulattiera S.A.V verso il paese di Basati

Marginetta q.425

Dalla marginetta ci appare in lontananza il paese di Basati

Fosso q.375 (Affluente del canale di Basati, lo attraversiamo su ponticello di legno) 

Canale di Basati q.371 (Lo attraversiamo su passerella di sasso) 

La mulattiera sale e si esaurisce arrivando alle case di Basati, attraversiamo il porticato che ci introduce nel vicolo “via dell’Alpe”