mercoledì 19 aprile 2017

Monte Cucco (dalla spaccatura delle Lecce) EE

Lungo itinerario per sentieri CAI e sentieri non segnati che ci porta a salire sulla vetta del monte Cucco in Umbria partendo dalla Spaccatura delle Lecce, un profondo intaglio nel crinale roccioso che da origine a un angusto canyon.

DATA: 26 dicembre 2016

PARTENZA: Da Gubbio (Umbria) si prende la SS.298 fino a Scheggia, poi andiamo a destra con la SS.3 via Flaminia fino al centro del paese di Sigillo (circa 24 km da Gubbio) dove lasciamo la statale per risalire a sinistra la stradina per la Val di Ranco e il monte Cucco, cartelli. La seguiamo per 1,2 km oltrepassando un area pic-nic fino al ponte sul torrente Gorghe dal quale inizia la forestale CAI 13, cartelli e tabella.






Stralcio della mappa interattiva opencyclemap tratta dal sito https://www.opencyclemap.org/

ITINERARIO: Le Gorghe q.509 (Il cartello la quota a 525 m, il GPS a 509 come la mappa IGM. Iniziamo percorrendo la forestale CAI 13, indicazioni per la Spaccatura delle Lecce)       Bivio q.520 (Cartelli assenti: dritto a sinistra sale un largo sentiero non segnato, stiamo sulla forestale CAI 13 che oltrepassa un area pic-nic)     Quota 574 (Termina la forestale dopo avere oltrepassato delle attrezzature ginniche, il CAI 13 risale il canalino detritico del torrente delle Gorghe, possibile acqua nel periodo delle piogge)   –    Spaccatura delle Lecce Bassa q.625 (Cartello la quota erroneamente a 525 m, bivio: a destra è CAI 38 che s’inoltra nell’angusto canyon in direzione della Spaccatura delle Lecce Alta, noi stiamo sul CAI 13 a sinistra che risale su ripidissima traccia poco segnata nel bosco costeggiando la parete rocciosa, indicazioni per l’Orto della Cicuta)      Orto della Cicuta q.700 (Il CAI 13 termina sopra il torrione roccioso che sovrasta il canyon del torrente delle Gorghe, sulla sommità una minuscola piazzola con scritta sulla roccia, torniamo sui nostri passi)     Spaccatura delle Lecce Bassa q.625 (Ora prendiamo il CAI 38 che s’inoltra nello stretto canyon roccioso, alcune staffe e cavo d’acciaio utile come corrimano aiutano a risalire pochi metri, poi terminato il canyon si continua nel letto detritico del torrente Gorghe seguendolo fedelmente)       Deviazione q.702 (Cartelli assenti, attenzione ai pochi segni: lasciamo il letto detritico del torrente, il CAI 38 risale a destra a ritroso su largo sentiero, possibile omino di sassi)       Bivio q.710 (Cartelli: lasciamo temporaneamente il CAI 38 e scendiamo a destra, indicazioni per la Spaccatura delle Lecce Alta)   –    Spaccatura delle Lecce Alta q.685 (Siamo sul punto alto opposto all’Orto della Cicuta, sotto di noi ci separa il canyon delle Gorghe, torniamo sui nostri passi)      Bivio q.710 (Riprendiamo a percorrere il largo CAI 38 con direzione sud)     Asfaltata q.730 (Innesto sulla strada asfaltata, la teniamo a sinistra aggirando di fatto il promontorio del Poggio Alto)     Bivio q.755 (Dritto a destra scende un sentiero sterrato, continuiamo sulla strada asfaltata)     Deviazione q.770 (Lasciamo la strada asfaltata, tagliamo risalendo il brullo pendio a sinistra, direzione nord, procediamo a vista senza traccia obbligata prendendo come riferimento la vetta del Montarone sormontata da vistosi ripetitori)       Asfaltata q.830 (Ci reinnestiamo sulla strada asfaltata che avevamo abbandonato, in questo punto fa una curva a U, noi la lasciamo immediatamente e ci portiamo poco sopra iniziando a seguire il filare di pali della luce che conducono all’evidente cima del Montarone, direzione nord/est, segni e cartelli assenti)      Bivio q.896 (Entrati nella macchia di bosco, il filare dei pali della luce si divide, mantenendo la direzione conducono alla cima del Montarone, noi li seguiamo a sinistra con direzione nord. Per pochi metri stiamo su un sentiero abbandonato, ma appena si allontana lo lasciamo seguendo fedelmente i tralicci in aperta prateria)     Sterrata q.987 (Seguendo i pali della luce in ripida salita nella prateria ci innestiamo in una sterrata che gli passa proprio sotto, quindi lasciamo il proseguo lungo i tralicci e teniamo questa carrareccia a sinistra, sporadici segni rossi, direzione ovest)     Curva q.1048 (Il punto è quotato 1048 dalle mappe topografiche, stiamo sulla carrareccia che curva a U a destra in salita, segni rossi e paletti)      Piano di Porci q.1130 (Al termine della salita ci innestiamo sulla strada asfaltata che proprio in questo punto fa un bivio, la seguiamo a sinistra in leggera salita)      Rifugio La Valletta q.1180 (Anche ristorante “Dal Lepre”)    –    Incrocio q.1200 (Arriviamo in prossimità di una fontana sul ciglio della strada, cartelli: a destra scende il sentiero CAI 2 per la fonte di Acqua Fredda, pochi metri più avanti a destra sale una sterrata, a sinistra poco sotto di noi c’è un vecchio abbeveratoio di cemento e il CAI 41 che sarà il nostro ritorno, stiamo sulla strada asfaltata)      Pian di Monte q.1197 (La strada asfaltata termina in un area parcheggio che è anche punto di decollo per deltaplani e parapendio, ora attraversiamo la verde radura per andare a raggiungere l’evidente forestale CAI 2 che risale trasversalmente)      Rifugio Valcella q.1296 (Piccolo rifugio generalmente chiuso, bivio e cartelli: a sinistra sale il sentiero CAI 15 dal quale torneremo dopo essere scesi dal monte Cucco, continuiamo sulla forestale CAI 2 in direzione della grotta)     Quota 1362 (Termina la forestale, il CAI 2 continua su sentiero che entra temporaneamente nel bosco per poi uscirne e percorrere un’aerea traccia a mezzacosta messa in sicurezza da una recinzione di metallo)      La Grotta q.1390 (L’ingresso della grotta è chiusa da un inferriata, il CAI 2 ora continua in ripida salita passando sotto l’arco naturale al suo fianco e risale a zig-zag su traccia poco segnata mantenendosi sopra la grotta stessa)     Bivio q.1459 (Cartelli al termine della salita: il CAI 2 ora continua a mezzacosta aggirando il versante nord del monte Cucco in direzione di Pian delle Macinare, noi iniziamo la salita finale prendendo il CAI 14 a sinistra, direzione sud)      Monte Cucco q.1566 (Niente che identifichi la vetta, si prosegue dalla parte opposta sempre con direzione sud tenendo il CAI 14 nella prateria sommitale, poi dopo pochi minuti viriamo a destra raggiungendo a vista la grande croce)      Croce q.1435 (Grande croce di metallo, poco sotto a sinistra continua il CAI 14 su evidente sentiero a mezzacosta, direzione est)      Costa della Valcella q.1345 (Innesto sul CAI 15, a destra a mezzacosta conduce alla Fonte Ghiacciata, andiamo a sinistra stando sul crinalino, direzione est )      Rifugio Valcella q.1296 (Ritorniamo sulla forestale CAI 2, la ripercorriamo fino a Pian di Monte)      Pian di Monte q.1197 (Ripercorriamo la strada asfaltata)     Incrocio q.1200 (Siamo tornati all’incrocio, a sinistra c’è la fontana sotto la quale scende il sentiero CAI 2 per la fonte di Acqua Fredda, noi lasciamo l’asfaltata e scendiamo a destra con il CAI 292 ex CAI 41 dove c’è una vecchia fonte/abbeveratoio di cemento, la oltrepassiamo tenendo la direzione sud/ovest e allontanandoci circa cento metri dal Fosso del Lumacone che è l’intaglio asciutto del pendio che parte poco distante dall’abbeveratoio, in seguito ci sono degli sporadici paletti, ma si procede senza traccia obbligata)      Sasso Baldo q.865 (Cartelli e bivio: a destra è CAI 292 ex CAI 41 per Scirca, noi andiamo a sinistra sul CAI 291 ex CAI 40 per Sigillo)      Il Giogo q.864 (Usciamo dal bosco e siamo su una piccola dorsale a quota 827, il sentiero CAI 291 ex CAI 40 continua a destra a mezzacosta dalla parte opposta aggirando di fatto il versante orientale del promontorio de Il Giogo, dalla parte opposta il sentiero si allarga e si scende in seguito un largo pendio disboscato, direzione sud/ovest)      Colle Croce q.741 (Sceso il largo pendio disboscato arriviamo all’incrocio, cartelli assenti: a destra c’è una sterrata, dritto dalla parte opposta di una recinzione c’è un largo sentiero, stiamo sul CAI 291 ex CAI 40 a sinistra su forestale che inizia da questo punto)      Bivio q.692 (Bivio della forestale, cartelli assenti, stiamo su quella principale che curva a U)      Le Rocchette q.510 (Innesto sulla strada asfaltata al termine della discesa, andiamo a sinistra)   -   Bivio q.510 (A sinistra inizia in salita una sterrata con cartello di divieto, stiamo sulla strada costeggiando le aree pic-nic)   –   Le Gorghe q.509.

DISLIVELLO TOTALE: 1300 m
QUOTA MASSIMA: Monte Cucco q.1566
LUNGHEZZA: 18 km
DIFFICOLTA: EE


NOTE:



Sentieri



- La salita con il CAI 13 all’Orto della Cicuta è per traccia poco segnata, molto ripida e scivolosa nel fitto bosco, da non sottovalutare.
- Allo stato attuale il CAI 292 ex CAI 41 che dall’Incrocio q.1200 di Pian di Monte scende al Sasso Baldo, è in completo stato di abbandono. Soprattutto nella parte iniziale, in aperta prateria la traccia è praticamente inesistente, sporadici pali di legno/segnavia molto distanti fra loro, poi entrati nel bosco il sentiero è più evidente, segni molto sbiaditi, riusciamo a percorrere questo tragitto grazie all’aiuto del GPS.


Fonti
- Fontana sulla strada asfaltata in località Pian di Monte all’Incrocio q.1200.


TEMPI RILEVATI:
Tempo
      Totale
      (ore)
Le Gorghe
0,00
Bivio q.520
0,04
Quota 574
0,12
Spaccatura Lecce Bassa
0,19
Orto della Cicuta
0,40
Spaccatura Lecce Bassa
0,56
Deviazione q.702
1,16
Bivio q.710
1,26
Spaccatura Lecce Alta
1,30
Bivio q.710
/
Asfaltata q.731
1,39
Bivio q.755
1,44
Deviazione q.770
1,46
Asfaltata q.830
1,52
Bivio q.896
2,04
Sterrata q.987
2,18
Curva q.1048
2,27
Piano di Porci
2,38
Rifugio La Valletta
2,48
Incrocio q.1200
2,51
Pian di Monte
2,55
Rifugio Valcella
3,10
Quota 1362
3,20
La Grotta
3,30
Bivio q.1459
3,41
Monte Cucco
3,56
Croce
4,08
Costa della Valcella
4,16
Rifugio Valcella
4,19
Pian di Monte
4,31
Incrocio q.1200
4,35
Sasso Baldo
5,05
Il Giogo
5,18
Colle Croce
5,25
Bivio q.692
5,32
Le Rocchette
5,56
Bivio q.510
/
Le Gorghe
6,02





Le Gorghe q.509 (Il cartello la quota a 525 m, il GPS a 509 come la mappa IGM. Iniziamo percorrendo la forestale CAI 13, indicazioni per la Spaccatura delle Lecce)
Le Gorghe q.509 (Il cartello la quota a 525 m, il GPS a 509 come la mappa IGM. Iniziamo percorrendo la forestale CAI 13, indicazioni per la Spaccatura delle Lecce)
Tabella informativa
Forestale CAI 13
Sulla forestale CAI 13, davanti a noi ci appare il grande intaglio della Spaccatura delle Lecce


Quota 574 (Termina la forestale dopo avere oltrepassato delle attrezzature ginniche, il CAI 13 risale il canalino detritico del torrente delle Gorghe, possibile acqua nel periodo delle piogge)
Cartelli alla Spaccatura delle Lecce Bassa q.625
(Cartello la quota erroneamente a 525 m)
Spaccatura delle Lecce Bassa q.625
(Bivio: a destra è CAI 38 che s’inoltra nell’angusto canyon in direzione della Spaccatura delle Lecce Alta)  
Spaccatura delle Lecce Bassa q.625 (Bivio: noi stiamo sul CAI 13 a sinistra che risale su ripidissima traccia poco segnata nel bosco costeggiando la parete rocciosa, indicazioni per l’Orto della Cicuta)
Sul CAI 13 che risale su ripidissima traccia poco segnata nel bosco costeggiando la parete rocciosa

Passaggio impegnativo sul CAI 13
Sul CAI 13 che risale su ripidissima traccia poco segnata nel bosco costeggiando la parete rocciosa
Sul CAI 13 che risale su ripidissima traccia poco segnata nel bosco costeggiando la parete rocciosa
Sopra di noi il torrione roccioso dell’Orto della Cicuta che dobbiamo raggiungere
Orto della Cicuta q.700 (Il CAI 13 termina sopra il torrione roccioso che sovrasta il canyon del torrente delle Gorghe, sulla sommità una minuscola piazzola con scritta sulla roccia, torniamo sui nostri passi)
Orto della Cicuta q.700 (Il CAI 13 termina sopra il torrione roccioso che sovrasta il canyon del torrente delle Gorghe, sulla sommità una minuscola piazzola con scritta sulla roccia, torniamo sui nostri passi)

Tornati alla Spaccatura delle Lecce Bassa q.625, prendiamo il CAI 38 che s’inoltra nello stretto canyon roccioso, alcune staffe e cavo d’acciaio utile come corrimano aiutano a risalire pochi metri
Tornati alla Spaccatura delle Lecce Bassa q.625, prendiamo il CAI 38 che s’inoltra nello stretto canyon roccioso, alcune staffe e cavo d’acciaio utile come corrimano aiutano a risalire pochi metri
Tornati alla Spaccatura delle Lecce Bassa q.625, prendiamo il CAI 38 che s’inoltra nello stretto canyon roccioso, alcune staffe e cavo d’acciaio utile come corrimano aiutano a risalire pochi metri
                                                                                                                                 
Il CAI 38 che s’inoltra nello stretto canyon roccioso
Il CAI 38 che s’inoltra nello stretto canyon roccioso
Il CAI 38 che s’inoltra nello stretto canyon roccioso
Il CAI 38 che s’inoltra nello stretto canyon roccioso
Terminato il canyon si continua nel letto detritico del torrente Gorghe seguendolo fedelmente 
Terminato il canyon si continua nel letto detritico del torrente Gorghe seguendolo fedelmente 

Deviazione q.702 (Cartelli assenti, attenzione ai pochi segni: lasciamo il letto detritico del torrente, il CAI 38 risale a destra a ritroso su largo sentiero, possibile omino di sassi)
Il CAI 38 risale a destra a ritroso su largo sentiero
Spaccatura delle Lecce Alta q.685
Spaccatura delle Lecce Alta q.685

Asfaltata q.730 (Innesto sulla strada asfaltata, la teniamo a sinistra e davanti a noi in breve ci appare la cima del Montarone sormontata da vistosi ripetitori)
Deviazione q.770 (Lasciamo la strada asfaltata, tagliamo risalendo il brullo pendio a sinistra, direzione nord, procediamo a vista senza traccia obbligata prendendo come riferimento la vetta del Montarone sormontata da vistosi ripetitori)
Asfaltata q.830 (Ci reinnestiamo sulla strada asfaltata che avevamo abbandonato, in questo punto fa una curva a U, noi la lasciamo immediatamente e ci portiamo poco sopra iniziando a seguire il filare di pali della luce che conducono all’evidente cima del Montarone, direzione nord/est, segni e cartelli assenti)
Seguiamo il filare di pali della luce
Quando arriviamo al Bivio q.896 dove il filare dei pali della luce si divide, noi li seguiamo a sinistra con direzione nord. Per pochi metri stiamo su un sentiero abbandonato, ma appena si allontana lo lasciamo seguendo fedelmente i tralicci in aperta prateria

Sterrata q.987 (Seguendo i pali della luce in ripida salita nella prateria ci innestiamo in una sterrata che gli passa proprio sotto, quindi lasciamo il proseguo lungo i tralicci e teniamo questa carrareccia a sinistra, sporadici segni rossi, direzione ovest)
Sterrata
Piano di Porci q.1130 (Al termine della salita ci innestiamo sulla strada asfaltata che proprio in questo punto fa un bivio, la seguiamo a sinistra in leggera salita)
Rifugio La Valletta q.1180 (Anche ristorante “Dal Lepre”)
Fontana sul ciglio della strada all’Incrocio q.1200
Pian di Monte q.1197 (La strada asfaltata termina in un area parcheggio che è anche punto di decollo per deltaplani e parapendio)

Pian di Monte q.1197 (La strada asfaltata termina in un area parcheggio che è anche punto di decollo per deltaplani e parapendio)
Pian di Monte q.1197 (La strada asfaltata termina in un area parcheggio che è anche punto di decollo per deltaplani e parapendio)
Scultura “il volo di Giulia” a Pian di Monte
Pian di Monte q.1197 (Attraversiamo la verde radura per andare a raggiungere l’evidente forestale CAI 2 che risale trasversalmente)
Forestale CAI 2
Rifugio Valcella q.1296 (Piccolo rifugio generalmente chiuso)

Quota 1362 (Termina la forestale, il CAI 2 continua su sentiero che entra temporaneamente nel bosco per poi uscirne e percorrere un’aerea traccia a mezzacosta messa in sicurezza da una recinzione di metallo)
Quota 1362 (Termina la forestale, il CAI 2 continua su sentiero che entra temporaneamente nel bosco per poi uscirne e percorrere un’aerea traccia a mezzacosta messa in sicurezza da una recinzione di metallo)
L’aerea traccia a mezzacosta messa in sicurezza da una recinzione di metallo che conduce alla Grotta
L’aerea traccia a mezzacosta messa in sicurezza da una recinzione di metallo che conduce alla Grotta

La Grotta q.1390
(L’ingresso della grotta è chiusa da un inferriata)
La Grotta q.1390
(L’ingresso della grotta è chiusa da un inferriata)
La Grotta q.1390 (Il CAI 2 ora continua in ripida salita passando sotto l’arco naturale al suo fianco e risale a zig-zag su traccia poco segnata mantenendosi sopra la grotta stessa)
Dalla Grotta il CAI 2 passa sotto l’arco naturale al suo fianco e risale a zig-zag su traccia poco segnata mantenendosi sopra la grotta stessa
Al Bivio q.1459
Zoomata al sottostante rifugio Pian delle Macinare

La salita finale con il CAI 14 che ci conduce alla vetta
Sul Monte Cucco q.1566 (Panorama)
Sul Monte Cucco q.1566 (Panorama)

Dal monte Cucco si prosegue dalla parte opposta sempre con direzione sud tenendo il CAI 14 nella prateria sommitale
Dal monte Cucco si prosegue dalla parte opposta sempre con direzione sud tenendo il CAI 14 nella prateria sommitale
Arrivo alla Croce q.1435

Poco sotto la Croce continua il CAI 14 su evidente sentiero a mezzacosta, direzione est
Poco sotto la Croce continua il CAI 14 su evidente sentiero a mezzacosta, direzione est
Parapendio in volo
Ritorno a Pian di Monte

Tornati all’Incrocio q.1200, lasciamo l’asfaltata e scendiamo a destra con il CAI 292 ex CAI 41 dove c’è una vecchia fonte/abbeveratoio di cemento, la oltrepassiamo tenendo la direzione sud/ovest
Tornati all’Incrocio q.1200, lasciamo l’asfaltata e scendiamo a destra con il CAI 292 ex CAI 41 dove c’è una vecchia fonte/abbeveratoio di cemento, la oltrepassiamo tenendo la direzione sud/ovest
Sul CAI 292 ex CAI 41 si procede senza traccia obbligata
Sul CAI 292 ex CAI 41 si procede senza traccia obbligata
Sporadici paletti sul CAI 292 ex CAI 41
Sotto di noi lo stretto intaglio della Spaccatura delle Lecce





4 commenti:

  1. Figurarsi se salivi dalla normale! Itinerario bello, solitario, di quelli che piacciono a me! Poi quei luoghi... Ricordo Gubbio con estremo piacere, mio padre ha amato moltissimo l Umbria in gioventù! Un abbraccio campione

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    1. La maggioranza delle persone risale da Pian di Monte (pista di decollo per parapendio e affini), però farsi solo 400 m di dislivello ..... Quello proposto è un giro completo, faticoso e tutt'altro che banale, di grande soddisfazione, purtroppo non è adatto a tutti. Ciao Manuel

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    2. Hai un modo di avvicinarti alla montagna molto educato, intelligente, rispettoso! I tuoi itinerari ben rappresentano uno spirito montano di tutto rispetto e non fine alla sola vetta! Avanti così, che siamo rimasti in pochi...

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    3. Vado in montagna perchè ne ho timore, cerco sempre di entrare in punta di piedi e non cerco la competizione, ogni tanto rischio sapendo di farlo ma all'occorrenza so rinunciare. Non sfido la montagna perchè sicuramente ne uscirei sconfitto, ma sfido me stesso e le mie paure, il carattere si tempra e l'anima si rigenera, una continua ricerca dei valori primordiali dell'uomo che sembrano ormai perduti e che solo la semplicità della montagna riesce a risvegliare.

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