giovedì 1 giugno 2017

Vajo Scuro (variante Lontelovare) EEA

Siamo nelle Piccole Dolomiti in Veneto nel gruppo del Carega, percorriamo il Vajo Scuro raggiungendolo con la ferrata Lontelovare, una variante che ci conduce direttamente all'attacco del canalone. Attraverso la cresta tormentata del Fumante passiamo dal rifugio Scalorbi e proseguiamo per andare a prendere il CAI 113 dell'Omo e la Dona che in ripidissima discesa ci riporta all'auto.

DATA: 24 dicembre 2016

PARTENZA: Con l’autostrada A4 Verona-Padova usciamo al casello di Montecchio e prendiamo la SP.246 per Valdagno (che oltrepassiamo dopo 25 km) fino a Recoaro Terme (34 km dal casello autostradale). Arrivati alla rotonda in centro al paese, a sinistra c’è la funivia, noi andiamo dritto seguendo le indicazioni per il rifugio Battisti alla Gazza dove termina la strada, ci fermiamo 200 metri prima di arrivarci in prossimità di un parcheggio sulla curva della strada dal quale inizia il CAI 105, cartelli e tabella.





ITINERARIO: Parcheggio q.1248 (Iniziamo percorrendo il sentiero CAI 105 in falsopiano, cartelli)      Incrocio q.1286 (Cartelli e fonte: a sinistra a ritroso sale il CAI 113 che sarà il nostro ritorno, a destra poco sotto di noi c’è l’abbandonata malga Lorecche, andiamo dritto in salita sul CAI 105)        Bivio q.1234 (Uscendo dal bosco arriviamo in una vallata detritica, il sentiero si biforca, cartelli assenti: a sinistra sale il CAI 114 per il Vajo di Pelagatta, noi teniamo il CAI 105 a mezzacosta destinato a rientrare nel bosco)   –   Bivio q.1335 (Cartelli nel bosco: dritto è sentiero CAI 143 per Madonna dei Sentieri, noi risaliamo a sinistra tenendo il CAI 105 con indicazioni per il Vajo Scuro)     Selletta Poe q.1515 (Al termine della salita arriviamo alla stretta forcella fiancheggiata dalle due caratteristiche guglie rocciose, ora si prosegue a mezzacosta per raggiungere in breve il Vajo di Lovaraste)    –    Vajo di Lovaraste q.1545 (Il sentiero a mezzacosta arriva all’angusto Vajo di Lovaraste, ci caliamo al suo interno grazie l’aiuto di cavi d’acciaio che costringono a mettere imbrago e set da ferrata)       Ferrata Lontelovare q.1515 (Arrivati sul fondo del Vajo di Lovaraste, risaliamo dalla parte opposta per sentiero e in breve ci appaiono i cavi d’acciaio che danno inizio alla ferrata, il CAI 105 invece continua il suo tragitto verso il Vajo Scuro. La ferrata inizia attrezzata con cavo d’acciaio senza particolari difficoltà, poi arrivati a una parete verticale che sicuramente è il tratto più difficile della via, numerose staffe di metallo ci vengono in aiuto sia per l’appoggio dei piedi che per la presa delle mani. Al termine una facile cengia ci conduce all’interno del Vajo Scuro unendosi all’attacco originale)       Vajo Scuro q.1643 (Giunti al Vajo Scuro, dove all’interno del canalone detritico arriva la via originale, la risaliamo pochi metri arrivando alla seconda parte della ferrata, quella più antica che ci porta a entrare in uno stretto e buio camino, ne usciamo nella parte soprastante e ora la via a tratti attrezzata percorre senza possibilità d’errore l’angusto e tetro canalone)    –    Forcella q.1810 (Ci arriviamo al termine della salita che conclude il Vajo Scuro, ora si segue a sinistra il sentiero a mezzacosta che aggira la conca detritica e ci porta dalla parte opposta dove troviamo un primo canalino detritico che ignoriamo, avanti pochi metri ne troviamo un secondo che iniziamo a risalire passando sotto un macigno incastrato, segni molto sbiaditi)     Forcella q.1835 (Passati sotto il macigno incastrato arriviamo sullo stretto intaglio quindi aiutati da cavi d’acciaio ci caliamo nella parte opposta con passaggi impegnativi che ci fanno arrivare sul sentierino sottostante, lo percorriamo con attenzione perché i cavi sono ostruiti dai mughi, e voltandoci indietro possiamo ammirare lo stretto intaglio e il torrione roccioso dell’Orecchio del Diavolo)    –    Forcella della Scala q.1850 (La via ferrata nel frattempo è terminata, oltre il panorama verso l’Orecchio del Diavolo, sotto di noi abbiamo potuto notare il grande masso sospeso della “Porta dell’Inferno”. Ora scendiamo dalla parte opposta il facile pendio del Giaron della Scala tra sfasciumi di roccia)        Bivio q.1825 (Innesto sul CAI 195, cartelli assenti: a destra scende al passo di Campogrosso, noi lo risaliamo a sinistra attraverso il ripido pendio detritico)     Forcella del Lovaraste q.1919 (Se raggiungiamo la forcella, dalla parte opposta possiamo ammirare Punta Lovaraste con la sua grande croce raggiungibile facendo una breve deviazione, il CAI 195 invece continua poco sotto la Forcella Lovaraste)       Cima Centrale q.1983 (Nessuna indicazione)    –    Forcella del Fumante q.1905 (Il sentiero perde quota e arriva nella parte alta della grande vallata detritica di Pra’ dei Angeli, sopra di noi ci sono alcune guglie rocciose, si continua iniziando a risalire il crinale con direzione sud/ovest)       Bivio q.2035 (Cartelli assenti, segni CAI: a destra inizia il CAI 196 per il monte Obante, noi teniamo il CAI 195 in discesa nella prateria con direzione sud/ovest, traccia e segni CAI sono praticamente assenti, si procede a vista prendendo come obbiettivo il sottostante ed evidente stradello militare CAI 109)         Bivio q.1906 (Al termine della discesa raggiungiamo lo stradello militare CAI 109, lo teniamo a sinistra)      Deviazione q.1862 (Lo stradello militare continua in falsopiano conducendo con un ampio giro al rifugio Scalorbi, noi tagliamo scendendo a sinistra in direzione del Vajo di Pelagatta, direzione sud/ovest, segni sporadici, cartelli assenti)  –    Rifugio Scalorbi q.1767 (Dal rifugio prendiamo lo stradello militare CAI 182 che passa sopra la piccola cappella)    –    Deviazione q.1858 (Lasciamo lo stradello militare CAI 182, a sinistra iniziano il sentiero CAI 111 che sale e il sentiero CAI 113 che prendiamo, cartelli e indicazioni per l’Omo e la Dona. Dopo una breve discesa e aggirata una piccola conca, si risale verso dei grandi macigni di roccia, oltrepassati, il CAI 113 scende molto ripidamente a zig-zag con passaggi tra i pini mughi)     Bivio q.1430 (Al termine della ripida discesa tra i pini mughi il CAI continua a destra in falsopiano, sempre con andamento a zig-zag ma con pendenze più dolci, a sinistra invece inizia un sentierino non segnato a mezzacosta che ignoriamo, cartelli assenti)     Incrocio q.1286 (Chiudiamo l’anello e ci innestiamo sul CAI 105, lo prendiamo a destra)       Parcheggio q.1248.

 
DISLIVELLO TOTALE: 1150 m
QUOTA MASSIMA: 2035 m
LUNGHEZZA: 9,5 km
DIFFICOLTA: EEA
 

NOTE:




Sentieri



- La variante Lontelovare anticipa l’arrivo al Vajo Scuro, la ferrata è da considerarsi difficile nella prima parte, poi su facile cengia ci conduce all’interno del Vajo Scuro in prossimità dell’attacco dell’omonima ferrata.
 - La ferrata del Vajo Scuro (che inizia all’interno dell’omonimo canalone), dopo la salita difficile all’interno dello stretto camino, continua facilmente nell’angusto canalone, con tratti attrezzati che si presentano in maniera discontinua.
- Attenzione che la segnatura del Vajo Scuro è sporadica e sbiadita, le fitte nebbie che caratterizzano il comprensorio soprattutto nel periodo estivo possono creare molti problemi d’orientamento.


Fonti
- Fonte all’Incrocio q.1286 sul CAI 105 circa dieci minuti dalla partenza.


TEMPI RILEVATI:
Tempo
      Totale
      (ore)
Parcheggio
0,00
Incrocio q.1286
0,09
Bivio q.1324
0,17
Bivio q.1335
0,24
Selletta Poe
0,53
Vajo di Lovaraste
1,00
Ferrata Lontelovare
1,10
Vajo Scuro
1,55
Forcella q.1810
2,30
Forcella q.1835
2,40
Forcella della Scala
2,55
Bivio q.1825
3,03
Forcella Lovaraste
3,18
Cima Centrale
/
Forcella Fumante
3,40
Bivio q.2035
4,07
Bivio q.1906
4,20
Deviazione q.1862
4,26
Rifugio Scalorbi
4,36
Deviazione q.1858
4,56
Bivio q.1430
5,56
Incrocio q.1286
6,15
Parcheggio
6,24









Parcheggio q.1248 (Iniziamo percorrendo il sentiero CAI 105 in falsopiano, cartelli)
Iniziamo percorrendo il sentiero CAI 105 in falsopiano  
Parcheggio q.1248 (Iniziamo percorrendo il sentiero CAI 105 in falsopiano, cartelli)
Incrocio q.1286 (Cartelli e fonte)
Incrocio q.1286 (Cartelli e fonte)
Sul CAI 105 dopo avere oltrepassato il Bivio q.1234 con il CAI 114 per il Vajo di Pelagatta

Sul CAI 105 verso il Vajo Scuro
Sul CAI 105 verso il Vajo Scuro
Selletta Poe q.1515 (Al termine della salita arriviamo alla stretta forcella fiancheggiata dalle due caratteristiche guglie rocciose)  
Dalla Selletta Poe si prosegue a mezzacosta per raggiungere in breve il Vajo di Lovaraste
La Selletta Poe dietro di noi

Arrivo al Vajo di Lovaraste q.1545
Vajo di Lovaraste q.1545 (Il sentiero a mezzacosta arriva all’angusto Vajo di Lovaraste, ci caliamo al suo interno grazie l’aiuto di cavi d’acciaio che costringono a mettere imbrago e set da ferrata)
Vajo di Lovaraste q.1545 (Il sentiero a mezzacosta arriva all’angusto Vajo di Lovaraste, ci caliamo al suo interno grazie l’aiuto di cavi d’acciaio che costringono a mettere imbrago e set da ferrata)

Ferrata Lontelovare q.1515
Ferrata Lontelovare
Ferrata Lontelovare

Ferrata Lontelovare
Ferrata Lontelovare
Ferrata Lontelovare (Arrivati a una parete verticale che sicuramente è il tratto più difficile della via, numerose staffe di metallo ci vengono in aiuto sia per l’appoggio dei piedi che per la presa delle mani)
Ferrata Lontelovare (Arrivati a una parete verticale che sicuramente è il tratto più difficile della via, numerose staffe di metallo ci vengono in aiuto sia per l’appoggio dei piedi che per la presa delle mani)
Ferrata Lontelovare (Arrivati a una parete verticale che sicuramente è il tratto più difficile della via, numerose staffe di metallo ci vengono in aiuto sia per l’appoggio dei piedi che per la presa delle mani)
Ferrata Lontelovare

Ferrata Lontelovare (Al termine una facile cengia ci conduce all’interno del Vajo Scuro unendosi all’attacco originale)
Ferrata Lontelovare (Al termine una facile cengia ci conduce all’interno del Vajo Scuro unendosi all’attacco originale)
Arrivo al Vajo Scuro
Vajo Scuro q.1643 (Giunti al Vajo Scuro, dove all’interno del canalone detritico arriva la via originale, la risaliamo pochi metri arrivando alla seconda parte della ferrata, quella più antica che ci porta a entrare in uno stretto e buio camino)

Vajo Scuro q.1643 (Giunti al Vajo Scuro, dove all’interno del canalone detritico arriva la via originale, la risaliamo pochi metri arrivando alla seconda parte della ferrata, quella più antica che ci porta a entrare in uno stretto e buio camino)

Vajo Scuro q.1643 (Giunti al Vajo Scuro, dove all’interno del canalone detritico arriva la via originale, la risaliamo pochi metri arrivando alla seconda parte della ferrata, quella più antica che ci porta a entrare in uno stretto e buio camino)
Vajo Scuro q.1643 (Giunti al Vajo Scuro, dove all’interno del canalone detritico arriva la via originale, la risaliamo pochi metri arrivando alla seconda parte della ferrata, quella più antica che ci porta a entrare in uno stretto e buio camino)
Usciti dal camino, la via a tratti attrezzata percorre senza possibilità d’errore l’angusto e tetro canalone del Vajo Scuro
L’angusto e tetro canalone del Vajo Scuro
L’angusto e tetro canalone del Vajo Scuro

L’angusto e tetro canalone del Vajo Scuro

Forcella q.1810 (Ci arriviamo al termine della salita che conclude il Vajo Scuro, ora si segue a sinistra il sentiero a mezzacosta che aggira la conca detritica e ci porta dalla parte opposta)
Il sentiero a mezzacosta che aggira la conca detritica


Aggirata la conca detritica, dalla parte opposta troviamo un primo canalino detritico che ignoriamo, avanti pochi metri ne troviamo un secondo che iniziamo a risalire passando sotto un macigno incastrato, segni molto sbiaditi
Aggirata la conca detritica, dalla parte opposta troviamo un primo canalino detritico che ignoriamo, avanti pochi metri ne troviamo un secondo che iniziamo a risalire passando sotto un macigno incastrato, segni molto sbiaditi
Aggirata la conca detritica, dalla parte opposta troviamo un primo canalino detritico che ignoriamo, avanti pochi metri ne troviamo un secondo che iniziamo a risalire passando sotto un macigno incastrato, segni molto sbiaditi
Forcella q.1835 (Passati sotto il macigno incastrato arriviamo sullo stretto intaglio quindi aiutati da cavi d’acciaio ci caliamo nella parte opposta con passaggi impegnativi che ci fanno arrivare sul sentierino sottostante)

Scesi dalla Forcella q.1835 percorriamo il sentierino con attenzione perché i cavi sono ostruiti dai mughi
Panorama
Voltandoci indietro possiamo ammirare lo stretto intaglio e il torrione roccioso dell’Orecchio del Diavolo appena percorso
Arrivando alla Forcella della Scala, sotto di noi abbiamo potuto notare il grande masso sospeso della “Porta dell’Inferno
Forcella della Scala q.1850 (Ora scendiamo dalla parte opposta il facile pendio del Giaron della Scala tra sfasciumi di roccia)
Panorama

Panorama scendendo dalla Forcella della Scala
Panorama scendendo dalla Forcella della Scala
Forcella del Lovaraste q.1919

Salita alla Forcella del Lovaraste
Dalla parte opposta della Forcella del Lovaraste, possiamo ammirare Punta Lovaraste con la sua grande croce raggiungibile facendo una breve deviazione
Sul CAI 195 verso la Cima Centrale
Sul CAI 195 verso la Cima Centrale
Forcella del Fumante q.1905 (Il sentiero perde quota e arriva nella parte alta della grande vallata detritica di Pra’ dei Angeli, sopra di noi ci sono alcune guglie rocciose)

Panorama sulla Forcella del Fumante e il tragitto appena fatto 
CAI 195
CAI 195
L’Alpe di Campobrun dove è situato il rifugio Scalorbi

Rifugio Scalorbi q.1767
Rifugio Scalorbi q.1767 (Dal rifugio prendiamo lo stradello militare CAI 182 che passa sopra la piccola cappella)
Zoomata sulla cima Carega e il rifugio Fraccaroli
Arrivo alla Deviazione q.1858
Deviazione q.1858 (Lasciamo lo stradello militare CAI 182, a sinistra iniziano il sentiero CAI 111 che sale e il sentiero CAI 113 che prendiamo, cartelli e indicazioni per l’Omo e la Dona)

Il sentiero CAI 113 per l’Omo e la Dona
Il sentiero CAI 113 per l’Omo e la Dona
Panorama sulle cime del Fumante
Il CAI 113 scende molto ripidamente a zig-zag con passaggi tra i pini mughi







3 commenti:

  1. Che itinerario! Di quelli che piacciono molto a me! Canali, cenge e creste! Isolato una meraviglia! Complimenti, scelta come sempre di qualità! Un abbraccio

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    1. La zona del Carega è sicuramente molto bella, nel periodo estivo purtroppo è generalmente caraterizzata da fitte nebbie, questo è un itinerario fatto a dicembre!! Ciao Manuel

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    2. C'è foschia e foschia! A volte sono capaci di grandi suggestioni! Ciao!

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