venerdì 20 maggio 2022

M. Alto (cresta SE) – M. Sullioni (Lizza Guidi) F-

Itinerario selvaggio nelle montagne minori delle Alpi Apuane.

DATA: 26 febbraio 2022 

PARTENZA: Con l’autostrada A12 Pisa-La Spezia si esce al casello di Versilia e si seguono le indicazioni per Forte dei Marmi, Querceta fino a Seravezza (7,5 km dal casello autostradale). Continuiamo in direzione di Stazzema superando la frazione di Ruosina e giungendo alla biforcazione dove scartiamo la SP.10 che sale a sinistra al paese di Retignano a favore della SP 42 e in breve siamo a Pontestazzemese, attraversiamo l’abitato e compaiono le indicazioni che ci guidano fino al paese di Volegno dal quale inizia la gita, parcheggiamo in prossimità della chiesa Santa Maria delle Grazie. (Circa 18,5 km dal casello autostradale)

 

Traccia reale del GPS sulla mappa IGM Toscana scala 1:25000

Traccia reale del GPS sulla mappa 4LAND 200 Alpi Apuane S scala 1:25000 

ITINERARIO: Volegno q.445 (Dal paese di Volegno cominciamo a risalire il vicolo “via Vittorio Veneto “alla nostra sinistra puntando alla chiesa Santa Maria delle Grazie, poi senza oltrepassare il campanile saliamo a destra il largo passaggio gradinato/mulattiera alla soprastante fontana e continuiamo a sinistra col vicolo che aggira dall’alto la chiesa, insistiamo e alle ultime case si esaurisce trasformandosi in mulattiera a mezzacosta)      Rudere q.460 (La mulattiera ci ha fatto appena lasciare le ultime case di Volegno e arriviamo a un rudere, davanti a noi ci appare il panorama sui monti Alto a sinistra e Sullioni a destra, proseguiamo in leggera discesa)     Rudere q.444 (In fase di recupero, appena lo abbiamo oltrepassato scartiamo la traccia che scende e manteniamoci in piano superando un ulteriore piccolo rudere)      Grotte Bianche q.453 (Antiche testimonianze di cava con tabella informativa, la mulattiera si allarga a carrareccia)    Deviazione q.444 (La carrareccia inizia a scendere e curva a U a sinistra, pochi metri prima prendiamo la piccola mulattiera S.A.V. a destra che risale nel bosco, bolli rossi)     Bivio q.465 (Appena risaliti la mulattiera si biforca, c’è un minuscolo cippo di marmo, il percorso S.A.V. la tiene a sinistra in piano)     Rudere q.466 (A pochi metri dal bivio precedente)      Sorgente q.443 (Oltrepassata una piccola e vecchia croce metallica arriviamo alla spaccatura delle rocce dalla quale fuoriesce acqua, la mulattiera prosegue transitando poco sotto un rudere che può passare inosservato e seguendo in salita vecchi muretti di sasso)     Bivio q.462 (Sul bordo della nostra mulattiera notiamo vecchie pietre forate, poco dopo ignoriamo un tracciato che sale a un rudere, mentre la nostra via continua a mezzacosta sempre nel fitto bosco)     Ravaneto q.468 (Attraversiamo la pietraia e si rientra nel bosco ritrovando la mulattiera S.A.V., in seguito c’è un piccolo tratto attrezzato con cavo corrimano)     Capanno q.547 (Il rudere del piccolo capanno di sasso in uso alle antiche attività minerarie delle cave del Gabbro è situato poco sopra di noi, attraversiamo un altro ravaneto e la mulattiera comincia a perdere quota)      Cave di Montalto q.515 (Minuscola piazzola e tabella informativa delle antiche attività minerarie. Lasciamo la mulattiera S.A.V. che ora perde quota nel versante opposto in direzione del paese di Retignano, intraprendiamo l’ampia cresta seguendo un esile traccia di passaggio spostata a sinistra che aggira gli antichi tagli di cava, direzione nord con sporadici bolli rossi che ci vengono in aiuto)     Cava Luchera q.610 (Quota da mappa IGM. Arriviamo all’edificio abbandonato con dei macchinari dove il panorama spazia verso la costa marittima, nella parte retrostante c’è il grande e buio taglio di cava all’interno del quale si nota un altro edificio. Tenendoci l’edificio dei macchinari a sinistra, avanziamo a destra portandoci sull’orlo del precipizio, poi arrampichiamo la cresta di placche rocciose e arbusti procedendo a vista con passaggi di 1°+/2° che possono variare in base a come ci spostiamo)   Sosta q.730 (Camminando tra le placche rocciose della cresta dove raramente mettiamo mano su roccia, notiamo di nuovo i bolli rossi e degli spit utilizzati per scendere in corda doppia sulla parete orientale della cresta)      Cima q.870 (Quota da GPS, la cima è senza toponimo e generalmente non menzionata su alcuna mappa. La cresta su placche rocciose si sviluppa lineare e senza problemi finché non ci appare il severo promontorio roccioso, nel frattempo i bolli rossi sono terminati. Arrampichiamo a vista con passaggi di 1°+/2°- su buona roccia, poi conquistata la parte alta della parete percorriamo la breve cresta in discreta esposizione fino la cima. Per la prima volta si manifesta il monte Alto e il promontorio roccioso quotato 878 m che si interpone a noi)   Forcella q.850 (Scendiamo senza problemi alla forcella che ci divide dalla Cima q.878 m, evitiamo di arrampicarla direttamente ma la bypassiamo a sinistra subito per sottile traccia, poi insistiamo nel traverso su placche rocciose che inizialmente incutono timore causa la falsa esposizione, poi nel procedere ci appare tutto più semplice anche se non banale)   Cima q.878 (Il promontorio senza toponimo è quotato 878 m dalla mappa IGM, lo bypassiamo sul versante occidentale)    Sella q.870 (Quota da GPS. Aggirata la Cima q.878 ci riportiamo sulla cresta e avanziamo senza problemi verso il monte Alto)      Monte Alto q.913 (La cima molto panoramica è quotata 912,8 m da CTR Toscana o 908 m da IGM. Scendiamo con direzione nord/ovest il pendio erboso su traccia di passaggio, siamo sulla via normale ma le indicazioni sono assenti, poi nella parte bassa disarrampichiamo dei gradoni rocciosi di 1°)   –  Forcella q.870 (La breve disarrampicata ci deposita sulla piccola forcella, ora caliamo a sinistra nel bosco per aggirare il promontorio roccioso nord/ovest sotto il monte Alto quotato 874 m da CTR Toscana, la traccia di passaggio è vaga quindi come riferimento cerchiamo di non allontanarci troppo dalla base rocciosa)   –   Bivio q.852 (Completato l’aggiramento ci siamo portati sul versante opposto del promontorio quotato 874 m da CTR Toscana, evitiamo di scendere a sinistra verso Retignano su esilissima traccia non segnata, o a destra sotto la paretina rocciosa, stiamo sul crinalino pianeggiante alberato per traccia di passaggio con direzione nord/est. Questo bivio è tutt’altro che evidente come pure il crinalino, aiutiamoci con GPS o bussola mantenendoci sempre sul punto più alto, poi in breve si perde quota nella pineta su traccia molto incerta e voltandoci indietro potremmo ammirare la sagoma del monte Alto e del promontorio quotato 876,8 m)   -   Deviazione q.818 (Arriviamo a una selletta o piccolo valico, evitiamo di continuare sul crinalino che è un po’ infrascato, scendiamo a sinistra per buon sentiero che conduce immediatamente a casa Simi)   -  Casa Simi q.812 (Rudere nel bosco, manteniamo il buon sentiero pianeggiante che si sviluppa sopra l’edificio e paralleli al crinale, direzione nord)  -  Bivio q.813 (Biforcazione del sentiero nel bosco, stiamo dritto a destra in salita che ci riporta verso il crinale, vecchi segni rossi)  –   Forcella q.845 (In breve risalendo usciamo dal bosco guadagnando la forcella di cresta o stretto valico che separa il punto quotato 858 m da IGM alla nostra destra, dal punto quotato 895 m da IGM alla nostra sinistra, quindi cominciamo a percorrere la cresta priva di segnatura verso quest’ultimo e la mole del monte Sullioni, direzione nord/est. Da notare che sotto la forcella scende nel versante opposto una traccia poco evidente che si collega alla lizza Guidi e che ci potrebbe fare abbreviare la gita)   –  Monte Sullioni q.1002 (Generalmente il toponimo non è riportato sulle mappe, è quotato 1001,5 m da CTR Toscana o 998 m da IGM. L’esile traccia di cresta ci conduce in prossimità della base del monte Sullioni, si comincia ad aggirarlo a mezzacosta nel fitto bosco nel suo versante occidentale, sinistra, poi lo si risale molto ripidamente e faticosamente nel fitto bosco con direzione est, non c’è traccia e allo stato attuale seguiamo le indicazioni del GPS e in loco alcuni nastri di plastica. Dalla cima molto panoramica ma senza indicazioni cominciamo a percorrere l’affilata e aerea cresta nord, con la dovuta attenzione non ci sono problemi)  -  Deviazione q.648 (La cresta rocciosa, si esaurisce entrando nel bosco, manteniamo la direzione e dopo pochi minuti lasciamo il crinalino alberato destinato a pervenire al passo delle Scalette, scendiamo a destra su vaga traccia di passaggio, non ci sono indicazioni e allo stato attuale resiste qualche omino di sassi. Durante la discesa obliquiamo a destra, praticamente verso e sotto la cima del monte Sullioni, direzione sud/est, in breve tra gli alberi ci compare la sagoma dell’edificio di Cava Guidi)  –   Cava Guidi q.905 (L’antica area di cava è sepolta nel fitto bosco, dal rudere dell’edificio dei macchinari inizia la via di lizza ben conservata che intraprendiamo uscendo immediatamente dal bosco)  –   Bivio q.830 (Bivio della via di lizza, dalla nostra sinistra si unisce quella inferiore e ora continua come un’unica lizza che s’inoltra nel bosco, in questo frangente è particolarmente ripida)   –  Deviazione q.807 (Lasciamo la lizza Guidi che gradualmente diventa meno definita, un antico sentiero taglia perpendicolarmente la via, a destra sale alla Forcella q.845 o Callare del monte Alto, andiamo a sinistra a ritroso col sentierino che scende dolcemente, qualche segno bianco)  –   Bivio q.770 (Biforcazione: dritto a sinistra costeggiando un alto muretto di sasso si sale al vicino rudere, manteniamoci in costante discesa)  –   Bivio q.737 (A destra a ritroso un sentiero abbandonato conduce a un rudere poco distante che rimane nascosto tra gli alberi, continuiamo dritto)   –   Canale delle Piastre q.730 (Ramo occidentale del canale principale, il fosso è asciutto e il percorso parzialmente crollato ma non ci sono difficoltà)   –  Rudere q.715 (Transitiamo sopra il rudere poi il tracciato lo raggiunge, presso la porta d’ingresso si nota l’incisione recante la data 1951, continuiamo oltrepassando il ramo orientale del canale delle Piastre che passa inosservato)   –   Casotto q.705 (Casotto di sasso addossato alla roccia)   –   Asfaltata q.675 (Innesto sulla strada CAI 122, a sinistra sale a Colle a Iapoli, andiamo a destra per pochi metri poi la lasciamo, il CAI 122 scende a sinistra per mulattiera di fianco una vecchia e grande casa ristrutturata) –  Marginetta q.630 (Lasciamo la mulattiera CAI 122 che continua a scendere a serpentine verso il paese di Pruno, dalla marginetta individuiamo a destra la mulattiera abbandonata priva di indicazioni)  –   Bivio q.618 (Poco sopra di noi c’è un casotto di sasso, la mulattiera principale continua a scendere curvando a sinistra, andiamo dritto su esile sentierino)   –   Asfaltata q.610 (Subito ci innestiamo sulla strada asfaltata Pruno-Colle a Iapoli, la teniamo a sinistra in discesa)  –   Deviazione q.557 (Arrivati a una delle tante curve a U della strada asfaltata noi la lasciamo, a destra c’è una minuscola piazzola e poco sopra la casa con numero civico 1113, tra la strada e la piazzola scende una mulattiera il cui imbocco è poco evidente, segni e cartelli assenti)  –  Casa q.525 (Transitiamo sotto la vecchia casa recuperata, dopo averla oltrepassata evitiamo il largo sentiero gradinato che si collega al tornante della strada asfaltata Pruno-Colle a Iapoli e proseguiamo sulla larga mulattiera non segnata nel bosco)  –  Maestà q.492   –  Volegno q.445

 

NOTE:

LUNGHEZZA: 8 km

DIFFICOLTA: F-

DISLIVELLO TOTALE: 920 m

QUOTA MASSIMA: M. Sullioni q.1002

Sentieri

- Itinerario per escursionisti esperti, conoscitori del posto o dotati di GPS, tutto il comprensorio molto selvaggio e scarsamente frequentato crea grossi problemi di orientamento. 

Per la cresta sud orientale del monte Alto ci sono d’affrontare passaggi vari di 1°/1°+ su roccia generalmente buona. 

Problemi d’orientamento tra il monte Alto e il monte Sullioni causa vegetazione e traccia di passaggio vaga, l’ascesa al monte Sullioni dal suo versante nord/occidentale invece avviene molto ripidamente nel fitto bosco, la traccia è esilissima o assente, l’uso del GPS ci viene in aiuto. La cresta nord del monte Sullioni che scende verso la sella de Le Scalette è rocciosa e molto aerea, con la dovuta cautela si percorre senza problemi.

Rifugi-Bivacchi

 Assenti

Fonti

- Fontana a Volegno (prima del campanile)

- Sorgente sulla mulattiera S.A.V. dopo circa 15 min. avere oltrepassato le vecchie cave di Grotte Bianche

Tracce GPS


TEMPI RILEVATI NETTI (ore):

Volegno

0,00

Casa Simi

3,27

Rudere q.460

0,06

Bivio q.813

3,33

Rudere q.444

0,08

Forcella q.845

3,39

Grotte Bianche

0,13

Monte Sullioni

4,30

Deviazione q.444

0,15

Deviazione q.830

4,46

Bivio q.465

0,17

Cava Guidi

4,56

Rudere q.466

0,18

Bivio q.830

5,10

Sorgente

0,30

Deviazione q.807

5,18

Bivio q.462

0,37

Bivio q.770

5,22

Ravaneto q.468

0,42

Bivio q.737

/

Capanno q.547

0,57

Canale delle Piastre ovest

/

Cave di Montalto

1,08

Rudere q.715

5,28

Cava Luchera

1,25

Canale delle Piastre est

/

Sosta

1,50

Casotto q.705

5,38

Cima q.870

2,25

Asfaltata q.675

5,42

Forcella q.850

/

Marginetta q.630

5,46

Cima q.878

/

Bivio q.618

5,48

Sella q.870

/

Asfaltata q.610

5,50

Monte Alto

2,53

Deviazione q.557

5,56

Forcella q.870

3,02

Casa q.525

6,01

Bivio q.852

3,10

Maestà q.492

6,06

Deviazione q.818

3,26

Volegno

6,15


Dal paese di Volegno cominciamo a risalire il vicolo “via Vittorio Veneto “alla nostra sinistra puntando alla chiesa Santa Maria delle Grazie….

…. poi senza oltrepassare il campanile saliamo a destra il largo passaggio gradinato/mulattiera alla soprastante fontana ….

….e continuiamo a sinistra col vicolo che aggira dall’alto la chiesa

….insistiamo e alle ultime case si esaurisce trasformandosi in mulattiera a mezzacosta. 

Rudere q.460 (La mulattiera ci ha fatto appena lasciare le ultime case di Volegno e arriviamo a un rudere, davanti a noi ci appare il panorama sul monte Alto a sinistra e monte Sullioni a destra)

 

Sulla mulattiera SAV

Rudere q.444

Rudere q.444

Rudere q.444 (Appena lo abbiamo oltrepassato scartiamo la traccia che scende e manteniamoci in piano)

Panorama sul monte Alto e la cresta che dovremmo affrontare

 

Grotte Bianche q.453 (Antiche testimonianze di cava con tabella informativa)

Grotte Bianche

Deviazione q.444 (La carrareccia inizia a scendere e curva a U a sinistra, pochi metri prima prendiamo la piccola mulattiera S.A.V. a destra che risale nel bosco, bolli rossi) 

Bivio q.465 (Appena risaliti la mulattiera si biforca, c’è un minuscolo cippo di marmo, il percorso S.A.V. la tiene a sinistra in piano)

Rudere q.466 (A pochi metri dal bivio precedente)

La croce metallica che precede la sorgente


Sorgente q.443 (Oltrepassata una piccola e vecchia croce metallica arriviamo alla spaccatura delle rocce dalla quale fuoriesce acqua) 

Ravaneto q.468 (Attraversiamo la pietraia e si rientra nel bosco ritrovando la mulattiera S.A.V) 

In seguito c’è un piccolo tratto attrezzato con cavo corrimano

Capanno q.547 (Il rudere del piccolo capanno di sasso in uso alle antiche attività minerarie delle cave del Gabbro è situato poco sopra di noi)

Attraversiamo un altro ravaneto e la mulattiera comincia a perdere quota

La mulattiera SAV


Cave di Montalto q.515

Cave di Montalto q.515 (Minuscola piazzola e tabella informativa delle antiche attività minerarie. Lasciamo la mulattiera S.A.V. che ora perde quota nel versante opposto in direzione del paese di Retignano, intraprendiamo l’ampia cresta seguendo un esile traccia di passaggio spostata a sinistra che aggira gli antichi tagli di cava) 

Sulla cresta dalle cave di Montalto alla cava Luchera

Cava Luchera q.610 (Quota da mappa IGM. Arriviamo all’edificio abbandonato con dei macchinari) 

Cava Luchera q.610 (Quota da mappa IGM. Arriviamo all’edificio abbandonato con dei macchinari) 

Il panorama spazia verso la costa marittima


Cava Luchera q.610 (Tenendoci l’edificio dei macchinari a sinistra, avanziamo a destra portandoci sull’orlo del precipizio, poi arrampichiamo la cresta di placche rocciose e arbusti procedendo a vista con passaggi di 1°+/2° che possono variare in base a come ci spostiamo) 

Carrello su binari

L’edificio abbandonato dei macchinari alla cava Luchera 

Nella parte retrostante l’edificio dei macchinari c’è il grande e buio taglio di cava

Cava Luchera q.610 (Tenendoci l’edificio dei macchinari a sinistra, avanziamo a destra portandoci sull’orlo del precipizio, poi arrampichiamo la cresta di placche rocciose e arbusti procedendo a vista con passaggi di 1°+/2° che possono variare in base a come ci spostiamo) 

Cava Luchera q.610 (Tenendoci l’edificio dei macchinari a sinistra, avanziamo a destra portandoci sull’orlo del precipizio, poi arrampichiamo la cresta di placche rocciose e arbusti procedendo a vista con passaggi di 1°+/2° che possono variare in base a come ci spostiamo) 


Cresta sud orientale del monte Alto

Sosta q.730 (Camminando tra le placche rocciose della cresta dove raramente mettiamo mano su roccia, notiamo di nuovo i bolli rossi e degli spit utilizzati per scendere in corda doppia sulla parete orientale della cresta)

Cresta sud orientale del monte Alto

La cresta su placche rocciose si sviluppa lineare e senza problemi finché non ci appare il severo promontorio roccioso, nel frattempo i bolli rossi sono terminati.

La cresta su placche rocciose si sviluppa lineare e senza problemi finché non ci appare il severo promontorio roccioso, nel frattempo i bolli rossi sono terminati. Arrampichiamo a vista con passaggi di 1°+/2°- su buona roccia.

 

La cresta su placche rocciose si sviluppa lineare e senza problemi finché non ci appare il severo promontorio roccioso, nel frattempo i bolli rossi sono terminati. Arrampichiamo a vista con passaggi di 1°+/2°- su buona roccia.

La cresta su placche rocciose si sviluppa lineare e senza problemi finché non ci appare il severo promontorio roccioso, nel frattempo i bolli rossi sono terminati. Arrampichiamo a vista con passaggi di 1°+/2°- su buona roccia.

Conquistata la parte alta della parete percorriamo la breve cresta in discreta esposizione fino la cima

Conquistata la parte alta della parete percorriamo la breve cresta in discreta esposizione fino la cima

Arrivati sulla Cima q.870, per la prima volta si manifesta il monte Alto e il promontorio roccioso quotato 878 m che si interpone a noi. 

Forcella q.850 (Scendiamo senza problemi alla forcella che ci divide dalla Cima q.878 m, evitiamo di arrampicarla direttamente ma la bypassiamo a sinistra subito per sottile traccia, poi insistiamo nel traverso su placche rocciose) 

 

Scendiamo senza problemi alla forcella che ci divide dalla Cima q.878 m, evitiamo di arrampicarla direttamente ma la bypassiamo a sinistra subito per sottile traccia, poi insistiamo nel traverso su placche rocciose

Scendiamo senza problemi alla forcella che ci divide dalla Cima q.878 m, evitiamo di arrampicarla direttamente ma la bypassiamo a sinistra subito per sottile traccia, poi insistiamo nel traverso su placche rocciose

Sella q.870 (Quota da GPS. Aggirata la Cima q.878 ci riportiamo sulla cresta e avanziamo senza problemi verso il monte Alto)

Arrivo sul monte Alto

Arrivo sul monte Alto


Panorama dal monte Alto

Il promontorio roccioso nord/ovest sotto il monte Alto quotato 874 m da CTR che notiamo durante la discesa

Scendendo dal monte Alto, nella parte bassa disarrampichiamo dei gradoni rocciosi di 1°

La breve disarrampicata ci deposita sulla piccola Forcella q.870, ora caliamo a sinistra nel bosco per aggirare il promontorio roccioso nord/ovest sotto il monte Alto quotato 874 m da CTR Toscana, la traccia di passaggio è vaga quindi come riferimento cerchiamo di non allontanarci troppo dalla base rocciosa  

Bivio q.852 (Completato l’aggiramento ci siamo portati sul versante opposto del promontorio quotato 874 m da CTR Toscana, intravvediamo la sagoma tra gli arbusti. Questo bivio è tutt’altro che evidente come pure il crinalino, aiutiamoci con GPS o bussola mantenendoci sempre sul punto più alto)


Manteniamoci sempre sul punto più alto

Manteniamoci sempre sul punto più alto, poi in breve si perde quota, voltandoci indietro potremmo ammirare la sagoma del monte Alto e del promontorio quotato 876,8 m. 

Voltandoci indietro potremmo ammirare la sagoma del monte Alto e del promontorio quotato 876,8 m. 

Il crinalino

Deviazione q.818 (Arriviamo a una selletta o piccolo valico, evitiamo di continuare sul crinalino che è un po’ infrascato, scendiamo a sinistra per buon sentiero che conduce immediatamente a casa Simi)

Il rudere di casa Simi


Bivio q.813 (Biforcazione del sentiero nel bosco, stiamo dritto a destra in salita che ci riporta verso il crinale, vecchi segni rossi) 

Arrivo alla Forcella q.845

Risalendo usciamo dal bosco guadagnando la Forcella q.845 di cresta o stretto valico che separa il punto quotato 858 m da IGM alla nostra destra, dal punto quotato 895 m da IGM alla nostra sinistra, quindi cominciamo a percorrere la cresta priva di segnatura verso quest’ultimo e la mole del monte Sullioni

Sulla cresta verso il monte Sullioni, alle nostre spalle il monte Alto

Sulla cresta verso il monte Sullioni, alle nostre spalle il monte Alto


Monte Sullioni davanti a noi

L’esile traccia di cresta ci conduce in prossimità della base del monte Sullioni, si comincia ad aggirarlo a mezzacosta nel fitto bosco nel suo versante occidentale, sinistra, poi lo si risale molto ripidamente e faticosamente nel fitto bosco con direzione est, non c’è traccia e allo stato attuale seguiamo le indicazioni del GPS

L’esile traccia di cresta ci conduce in prossimità della base del monte Sullioni, si comincia ad aggirarlo a mezzacosta nel fitto bosco nel suo versante occidentale, sinistra, poi lo si risale molto ripidamente e faticosamente nel fitto bosco con direzione est, non c’è traccia e allo stato attuale seguiamo le indicazioni del GPS

L’esile traccia di cresta ci conduce in prossimità della base del monte Sullioni, si comincia ad aggirarlo a mezzacosta nel fitto bosco nel suo versante occidentale, sinistra, poi lo si risale molto ripidamente e faticosamente nel fitto bosco con direzione est, non c’è traccia e allo stato attuale seguiamo le indicazioni del GPS

Panorama dalla vetta del monte Sullioni


Dalla cima del monte Sullioni molto panoramica ma senza indicazioni cominciamo a percorrere l’affilata e aerea cresta nord, con la dovuta attenzione non ci sono problemi

Dalla cima del monte Sullioni molto panoramica ma senza indicazioni cominciamo a percorrere l’affilata e aerea cresta nord, con la dovuta attenzione non ci sono problemi

La cresta nord del monte Sullioni


Deviazione q.648 (La cresta rocciosa, si esaurisce entrando nel bosco, manteniamo la direzione e dopo pochi minuti lasciamo il crinalino alberato destinato a pervenire al passo delle Scalette, scendiamo a destra su vaga traccia di passaggio, non ci sono indicazioni e allo stato attuale resiste qualche omino di sassi.) 

Scendendo verso la cava Guidi

L’edificio dei macchinari alla cava Guidi

L’edificio dei macchinari alla cava Guidi

Macchinari alla cava Guidi

Macchinari alla cava Guidi

 

Blocchi rocciosi in attesa di essere trasportati a valle

Inizio della lizza Guidi

Lizza Guidi

Lizza Guidi

Traliccio della teleferica

Bivio q.830 (Bivio della via di lizza, dalla nostra sinistra si unisce quella inferiore e ora continua come un’unica lizza che s’inoltra nel bosco, in questo frangente è particolarmente ripida)


La lizza s’inoltra nel bosco, in questo frangente è particolarmente ripida

Deviazione q.807 (Lasciamo la lizza Guidi che gradualmente diventa meno definita, un antico sentiero taglia perpendicolarmente la via, a destra sale alla Forcella q.845 o Callare del monte Alto, andiamo a sinistra a ritroso col sentierino che scende dolcemente, qualche segno bianco) 

Deviazione q.807 (Lasciamo la lizza Guidi che gradualmente diventa meno definita, un antico sentiero taglia perpendicolarmente la via, a destra sale alla Forcella q.845 o Callare del monte Alto, andiamo a sinistra a ritroso col sentierino che scende dolcemente, qualche segno bianco) 

Sul sentierino dopo avere abbandonato la lizza Guidi

Bivio q.770 (Biforcazione: dritto a sinistra costeggiando un alto muretto di sasso si sale al vicino rudere, manteniamoci in costante discesa) 

Bivio q.770 (Biforcazione: dritto a sinistra costeggiando un alto muretto di sasso si sale al vicino rudere, manteniamoci in costante discesa) 


Canale delle Piastre q.730 (Ramo occidentale del canale principale, il fosso è asciutto e il percorso parzialmente crollato ma non ci sono difficoltà)

Rudere q.715 (Transitiamo sopra il rudere poi il tracciato lo raggiunge, presso la porta d’ingresso si nota l’incisione recante la data 1951, continuiamo oltrepassando il ramo orientale del canale delle Piastre che passa inosservato)

Rudere q.715 (Transitiamo sopra il rudere poi il tracciato lo raggiunge, presso la porta d’ingresso si nota l’incisione recante la data 1951, continuiamo oltrepassando il ramo orientale del canale delle Piastre che passa inosservato)

Rudere q.715 (Transitiamo sopra il rudere poi il tracciato lo raggiunge, presso la porta d’ingresso si nota l’incisione recante la data 1951, continuiamo oltrepassando il ramo orientale del canale delle Piastre che passa inosservato)

Sentiero

Casotto q.705 (Casotto di sasso addossato alla roccia)


Asfaltata q.675 (Innesto sulla strada CAI 122, a sinistra sale a Colle a Iapoli, andiamo a destra per pochi metri poi la lasciamo, il CAI 122 scende a sinistra per mulattiera di fianco una vecchia e grande casa ristrutturata)

Asfaltata q.675 (Innesto sulla strada CAI 122, a sinistra sale a Colle a Iapoli, andiamo a destra per pochi metri poi la lasciamo, il CAI 122 scende a sinistra per mulattiera di fianco una vecchia e grande casa ristrutturata)

Marginetta q.630 (Lasciamo la mulattiera CAI 122 che continua a scendere a serpentine verso il paese di Pruno, dalla Marginetta individuiamo a destra la mulattiera abbandonata priva di indicazioni)

Bivio q.618 (Poco sopra di noi c’è un casotto di sasso, la mulattiera principale continua a scendere curvando a sinistra, andiamo dritto su esile sentierino)

Deviazione q.557 (Arrivati a una delle tante curve a U della strada asfaltata noi la lasciamo, a destra c’è una minuscola piazzola e poco sopra la casa con numero civico 1113, tra la strada e la piazzola scende una mulattiera il cui imbocco è poco evidente, segni e cartelli assenti)

Deviazione q.557 (Arrivati a una delle tante curve a U della strada asfaltata noi la lasciamo, a destra c’è una minuscola piazzola e poco sopra la casa con numero civico 1113, tra la strada e la piazzola scende una mulattiera il cui imbocco è poco evidente, segni e cartelli assenti)


Casa q.525 (Transitiamo sotto la vecchia casa recuperata, dopo averla oltrepassata evitiamo il largo sentiero gradinato che si collega al tornante della strada asfaltata Pruno-Colle a Iapoli e proseguiamo sulla larga mulattiera non segnata nel bosco) 

Casa q.525 (Transitiamo sotto la vecchia casa recuperata, dopo averla oltrepassata evitiamo il largo sentiero gradinato che si collega al tornante della strada asfaltata Pruno-Colle a Iapoli e proseguiamo sulla larga mulattiera non segnata nel bosco) 

Maestà q.492  

Arrivo a Volegno