mercoledì 17 dicembre 2025

M. Crestola, Puntone della Crestola, M. Pesaro (EE/F-)

Itinerario molto selvaggio e non banale sulle cime minori e sconosciute delle Alpi Apuane (Toscana)

DATA: 19 ottobre 2025 

PARTENZA: Dall’autostrada A12 usciamo al casello di Carrara e ci dirigiamo verso il centro, indifferentemente da quale punto della città noi siamo dobbiamo guidare tra i meandri delle strade puntando verso le ben visibili montagne cercando di individuare appena è possibile le prime indicazioni per la frazione di Torano. In pochi chilometri saremo convogliati sulla strada “via Torano Piastra”, quindi giunti al bivio nel quale sulla destra si entra nell’abitato di Torano, continuiamo esattamente per altri 600 metri andando ad attraversare il ponte sul fosso di Bucceta (presso il quale ha inizio il sentiero CAI 40) con la strada che curvando a gomito sale fino all’ex pesa di Pulcinacchia (rudere). Dall’ex pesa la strada si divide: evitiamo di andare dritto e svoltiamo a sinistra con i cartelli che indicano Pulcinacchia e le cave Pescina e Boccanaglia, ci fermiamo dopo altri 400 metri al bivio successivo della stradina dopo avere superato poche abitazioni di Pulcinacchia (circa 10 km dal casello autostradale di Carrara). 

  

ITINERARIO: Partenza q.218 (Al bivio della stradina che incontriamo dopo avere superato le poche case di Pulcinacchia, evitiamo di andare dritto sulla via Boccanaglia, in loco ci sono dei capanni in lamiera e una torretta dell’Enel, iniziamo salendo a destra la stradina per le cave della Crestola)    Marmifera q.245 (La stradina asfaltata si esaurisce, ora si continua sulla marmifera sempre in costante salita probabilmente chiusa da catena)    Bivio q.320 (Bivio della marmifera: seguiamo quella che curva a gomito a sinistra in salita, tralasciamo di andare dritto dove c’è un edificio color rosa dietro il quale vediamo una torretta dell’Enel)  –  Cava Pescina A q.370 (Superiamo una piazzola collocata alla nostra destra, e subito dopo sulla sinistra c’è la piccola cava n°13 Pescina A dalla quale faremo ritorno, quindi continuiamo a mantenere la marmifera in salita)  –   Bivio q.420 (L’ampia marmifera si biforca, seguiamo quella che si mantiene alta, successivamente anche quella più bassa si riporta sulla nostra, entrambe sono chiuse da una sbarra)    Cava Pescina B q.430 (La marmifera curva e ci appare la grande cava Pescina B, senza attraversarla lasciamo la marmifera principale e saliamo quella a sinistra all’indietro che si porta sopra l’area dei lavori di cava)      Piazzale q.465 (Sulla destra c’è un piazzale con dei casotti prefabbricati e dei container, la marmifera curvando a gomito a sinistra si riduce e continua a salire a tornanti su fondo di pietrisco attraversando successivamente delle bancate abbandonate)   Bivio q.504 (La marmifera ormai in completo stato di abbandono ora si mantiene a mezzacosta, dobbiamo individuarne una a sinistra all’indietro poco visibile perché su fondo erboso, sempre per lo stesso motivo appena sopra tende a sparire, invece svolta a destra ormai ridotta a sentiero erboso che transita di fatto sopra la marmifera appena lasciata)    Cava q.520 (Il sentiero erboso arriva a un antico saggio di cava collocato appena sotto la vetta del monte Crestola, qualsiasi indicazione è assente. Risaliamo il ripido bordo sinistro della cava con attenzione ma senza particolari difficoltà, in alto traspare il punto di uscita sul crinale)   Monte Crestola q.551 (Senza toponimo ma quotato 551 metri dalla mappa IGM Toscana, per la mappa CTR 550,7 metri. Arrivati sulla sella del crinale, con una breve disgressione a destra ci portiamo sull’elementare promontorio del monte Crestola privo d’indicazioni, quindi torniamo indietro e manteniamo il facile crinale in direzione del vistoso Puntone della Crestola)   Puntone della Crestola q.751 (Senza toponimo sulla mappa è quotato 751 metri dalla mappa IGM Toscana o 751,3 metri dalla CTR. Camminiamo senza problemi arrivando sotto l’inquietante versante SO del Puntone della Crestola dove la cresta s’impenna vertiginosamente. Nella parte iniziale si presenta come un’affilata cresta di roccia alla quale segue un ripidissimo pendio di placche, lo arrampichiamo tenendoci sul filo del bordo destro che offre maggiori prese, vietato scivolare. Tutta questa arrampicata comporta passaggi vari max 1+, la cresta si presenta in discreta esposizione sul lato occidentale, mentre quello orientale precipita verticalmente di alcune centinaia di metri. Conquistata l’esposta vetta dove troviamo un omino di sassi, è obbligatorio tornare indietro vista l’impossibilità di proseguire. Ridiscendiamo con estrema attenzione le ripidissime placche per alcuni metri, poi decidiamo di virare a destra verso il bordo opposto a quello salito oltre il quale ci appare un ripido scivolo/pendio di placche e zolle di paleo che ci facilitano notevolmente la discesa. Allontanandoci di fatto dal crinale della Crestola dal quale siamo arrivati, ora l’obiettivo è quello di aggirare il Puntone della Crestola nel suo versante occidentale, quindi insistiamo a calare a vista con direzione ovest)    Quota 690 (È un punto imprecisato che riteniamo opportuno per iniziare l’aggiramento del Puntone della Crestola. Stavamo scendendo con direzione O il margine di un lungo costone, e ora dovendo modificare la direzione verso NE siamo costretti a disarrampicarlo pochi metri con grande disagio aiutandoci con gli arbusti, quindi continuiamo a vista e per intuito mantenendo quest’ultima direzione)   Forcella NE q.720 (Continuiamo l’aggiramento sempre procedendo a vista e per intuito fino a risalire per riguadagnare la cresta nella forcella sotto il versante NE del Puntone della Crestola…. impressionante la vista del verticale spigolo roccioso che culmina in vetta!! Ora seguiamo la ripida ma elementare cresta che ci direziona verso il monte Pesaro)  –   Cima q.777 (Senza toponimo ma quotata 777 metri dalla mappa IGM o 777,6 metri dalla CTR. Risalendo dalla forcella NE del Puntone della Crestola arriviamo velocemente al punto alto, ora la cresta si abbassa leggermente diventando discretamente aerea, poi riprende a salire ampliandosi, consentendoci di rimanere distanziati dall’onnipresente precipizio alla nostra destra)  –   Monte Pesaro q.866 (Sulla cima c’è un omino di sassi con scritta. Ora il proseguo della cresta si assottiglia notevolmente ed è parzialmente coperta dalla vegetazione, dopo pochi istanti dobbiamo disarrampicare un salto di circa 2 metri di 2°)  -  Panchina di roccia q.858 (Disarrampicato il salto, avanziamo sulla cresta e scopriamo una conformazione rocciosa sul bordo del precipizio che la natura ha modellato a forma di panchina. Analogamente al Puntone della Crestola, anche in questo caso siamo costretti a un aggiramento per potere proseguire, non lo vediamo, ma ad oltranza sappiamo che la cresta coperta da cespugli e arbusti andrebbe gradualmente ma inesorabilmente a precipitare. Decidiamo di scendere il pendio a sinistra sotto la panchina di roccia, purtroppo dopo poco ci si interpone una distesa di alti e fitti cespugli di erica arborea, non c’è traccia o punti di riferimento, non è possibile valutare il passaggio migliore se esiste, quindi penetriamo con estremo disagio nella vegetazione poi tra gli arbusti e procediamo con direzione ovest guidati esclusivamente dal GPS. In uno spazio aperto sui 760 metri di quota, cominciamo a cambiare direzione per completare l’aggiramento del versante occidentale del monte Pesaro, viriamo a destra NE rientrando nel sottobosco che non dà punti di riferimento ma ora il passaggio tra gli alberi è molto agevole e lo risaliamo per riportarci sulla cresta)  -   Forcella q.792 (Abbiamo guadagnato la forcella sotto il versante NO del monte Pesaro. Senza difficoltà riprendiamo a percorrere la cresta di placche e zolle di paleo continuando a salire, uscendo definitivamente dal sottobosco e voltandoci indietro ora è possibile ammirare la verticalità del monte Pesaro che siamo stati costretti ad aggirare)  -  Quota 1039 (Risaliamo faticosamente l’ampia cresta costeggiando alla nostra destra l’onnipresente precipizio, fino arrivare al punto quotato 1040 metri dalla mappa IGM o 1038,9 metri dalla CTR Toscana dove la cresta si divide. Ora la cresta principale che stavamo percorrendo, caratterizzata da ampie placche rocciose e paleo è interrotta da una macchia di vegetazione e continua il suo sviluppo ascendente verso il monte Uccelliera, noi la lasciamo e scendiamo a sinistra iniziando il verde e panoramico crinale della Faggia Grande senza alcuna indicazione, direzione SO)   -   Omino di sassi q.809 (Grande omino di sassi nel punto quotato 809 metri dalla mappa CTR Toscana. Il crinale continua perdere quota e comincia a ricoprirsi di vegetazione che lo rendono apparentemente meno definito, evitiamo un aperto crinale che rimane più in basso alla nostra destra e che scorgiamo dopo pochi minuti, è destinato a finire sulle cave Piastriccioni)  -  Cava q.530 (Gradualmente l’ampio crinale diventa più infrascato e potrebbe creare qualche incertezza, comunque la direzione SO rimane invariata, inoltre sono presenti sporadici e piccoli omini che rassicurano. Sui 650 metri di quota purtroppo una vasta e fitta distesa di cespugli di erica arborea ostruisce il proseguo ricordandoci la discesa del monte Pesaro, è giocoforza penetrarla fino uscirne 100 metri più in basso dove si esaurisce presso un’antica cava rappresentata da una conca di pietrisco nel terreno. Ad oltranza c’è un salto creato da un muro di sassi, quindi andiamo a sinistra puntando alla marmifera risalita in mattinata che vediamo in lontananza, poi curvando a gomito a destra torniamo indietro passando sotto l’alto muro di sassi e il ravaneto, quindi continuiamo scendere riprendendo l’originaria direzione SO seguendo una traccia di passaggio tra la rada vegetazione aiutati dalla presenza di qualche ometto)  -   Paletto di ferro q.460 (Ci appare un isolato paletto di ferro alto circa un metro piantato nella roccia, sulla destra a poca distanza notiamo anche una lunga e sottile tubazione stesa sul terreno che prendiamo come riferimento per il nostro proseguo quando l’antica traccia diventa incerta)  –   Cava Pescina A q.370 (Arrivati sopra la cava, c’è un cavo d’acciaio utile come corrimano nel tratto più esposto che ci guida depositandoci alla bancata alta delimitata dalla ringhiera, la costeggiamo passando sotto l’anfratto fino raggiungere la marmifera dove chiudiamo l’anello)   –  Bivio q.320  –  Marmifera q.245  -  Arrivo q.218 

NOTE

        LUNGHEZZA: 7,3 km

        DIFFICOLTA: EE/F-

DISLIVELLO TOTALE: 840 m

QUOTA MASSIMA: 1039 m

Sentieri

Itinerario da fare obbligatoriamente alla domenica e nei giorni festivi quando l’attività mineraria non è attiva.

La gita malgrado si svolga a bassa quota, è completamente fuori sentiero, in un ambiente selvaggio e privo di tracce o indicazioni, è riferita solo a grandi conoscitori delle Alpi Apuane e dotati di GPS.

Tecnicamente la parte più impegnativa è la salita al Puntone della Crestola, passaggi vari max.1+ su cresta esposta e ripide placche sommitali.

Grande difficoltà di orientamento le riscontriamo negli aggiramenti obbligatori sul versante occidentale sia del Puntone della Crestola che del monte Pesaro nei quali non è possibile continuare in cresta (precipizi insuperabili). Entrambi gli aggiramenti li facciamo a vista e per intuito, non sappiamo se abbiamo scelto la soluzione migliore forse perché allo stato attuale non c’è. La vegetazione è fitta, soprattutto nell’immediata discesa dalla panchina di roccia del monte Pesaro i cespugli di erica arborea sono impenetrabili, non riusciamo individuare una soluzione migliore, quindi decidiamo di “penetrarli” con estremo disagio (Forse la gita potrebbe migliorare se fatta nel periodo gennaio/febbraio quando la vegetazione diventa più scarna, GPS obbligatorio).

Il crinale della Faggia Grande che percorriamo in discesa nel ritorno, è facilmente camminabile fino alla quota di 809 metri (omino di sassi), ad oltranza comincia gradualmente a ricoprirsi di vegetazione raggiungendo il culmine tra i 650 m e i 530 m (fitta distesa di cespugli di erica arborea)

Rifugi-Bivacchi

Assenti 

Fonti

Assenti

Tracce GPS

 

TEMPI RILEVATI NETTI (ore)

Partenza

0,00

Cima q.777

2,13

Marmifera q.245 

0,03

Monte Pesaro

2,30

Bivio q.320 

0,11

Panchina di roccia

2,33

Cava Pescina A

0,20

Forcella q.792

3,15

Bivio q.420 

0,25

Quota 1039

3,50

Cava Pescina B

0,28

Omino di sassi q.809

4,18

Piazzale q.465

0,31

Cava q.530

5,12

Bivio q.504

0,39

Paletto di ferro

5,25

Cava q.520

0,42

Cava Pescina A

5,45

Monte Crestola

0,50

Bivio q.320 

/

Puntone della Crestola

1,30

Marmifera q.245 

/

Quota 690

1,50

Arrivo

6,00

Forcella NE P. Crestola

2,05

 

 

 


Partenza q.218 (Al bivio della stradina che incontriamo dopo avere superato le poche case di Pulcinacchia, evitiamo di andare dritto sulla via Boccanaglia, in loco ci sono dei capanni in lamiera e una torretta dell’Enel, iniziamo salendo a destra la stradina per le cave della Crestola) 

  Marmifera q.245 (La stradina asfaltata si esaurisce, ora si continua sulla marmifera sempre in costante salita probabilmente chiusa da catena) 

   Bivio q.320 (Bivio della marmifera: seguiamo quella che curva a gomito a sinistra in salita, tralasciamo di andare dritto dove c’è un edificio color rosa dietro il quale vediamo una torretta dell’Enel)

Sotto vediamo il nostro punto di partenza

Cava Pescina A q.370 (Sulla sinistra c’è la piccola cava n°13 Pescina A dalla quale faremo ritorno, quindi continuiamo a mantenere la marmifera in salita) 

Il maestoso muro di blocchi che delimita la marmifera

 

   Bivio q.420 (L’ampia marmifera si biforca, seguiamo quella che si mantiene alta, successivamente anche quella più bassa si riporta sulla nostra, entrambe sono chiuse da una sbarra) 

Cava Pescina B q.430 (La marmifera curva e ci appare la grande cava Pescina B) 

  Cava Pescina B q.430 (La marmifera curva e ci appare la grande cava Pescina B, senza attraversarla lasciamo la marmifera principale e saliamo quella a sinistra all’indietro che si porta sopra l’area dei lavori di cava)

Vista panoramica sulla cava Pescina B

Attraversiamo delle bancate abbandonate

Bivio q.504 (La marmifera ormai in completo stato di abbandono ora si mantiene a mezzacosta, dobbiamo individuarne una a sinistra all’indietro poco visibile perché su fondo erboso, sempre per lo stesso motivo appena sopra tende a sparire, invece svolta a destra ormai ridotta a sentiero erboso che transita di fatto sopra la marmifera appena lasciata) 


  Cava q.520 (Il sentiero erboso arriva a un antico saggio di cava collocato appena sotto la vetta del monte Crestola, qualsiasi indicazione è assente. Risaliamo il ripido bordo sinistro della cava con attenzione ma senza particolari difficoltà, in alto traspare il punto di uscita sul crinale) 

Risaliamo il ripido bordo sinistro della cava

Monte Crestola q.551

Monte Crestola q.551 (Arrivati sulla sella del crinale, con una breve disgressione a destra ci portiamo sull’elementare promontorio del monte Crestola privo d’indicazioni, quindi torniamo indietro e manteniamo il facile crinale in direzione del vistoso Puntone della Crestola)

 

 

Sul crinale che dal monte Crestola ci direziona verso il Puntone della Crestola

Sul crinale che dal monte Crestola ci direziona verso il Puntone della Crestola

Camminiamo senza problemi arrivando sotto l’inquietante versante SO del Puntone della Crestola dove la cresta s’impenna vertiginosamente, nella parte iniziale si presenta come un’affilata cresta di roccia

Camminiamo senza problemi arrivando sotto l’inquietante versante SO del Puntone della Crestola dove la cresta s’impenna vertiginosamente, nella parte iniziale si presenta come un’affilata cresta di roccia

 

La cresta SO del Puntone della Crestola

La cresta SO del Puntone della Crestola: si presenta in discreta esposizione sul lato occidentale, mentre quello orientale precipita verticalmente di alcune centinaia di metri

La cresta SO del Puntone della Crestola

La cresta SO del Puntone della Crestola

La cresta SO del Puntone della Crestola

La cresta SO del Puntone della Crestola


Il ripidissimo pendio di placche che termina sulla vetta, lo arrampichiamo tenendoci sul filo del bordo destro che offre maggiori prese

Il ripidissimo pendio di placche che termina sulla vetta, lo arrampichiamo tenendoci sul filo del bordo destro che offre maggiori prese

Il ripidissimo pendio di placche, lo arrampichiamo tenendoci sul filo del bordo destro che offre maggiori prese, vietato scivolare !!

Puntone della Crestola q.751

Dal Puntone della Crestola ridiscendiamo con estrema attenzione le ripidissime placche per alcuni metri, poi decidiamo di virare a destra verso il bordo opposto a quello salito oltre il quale ci appare un ripido scivolo/pendio di placche e zolle di paleo che ci facilitano notevolmente la discesa.

Allontanandoci di fatto dal crinale della Crestola dal quale siamo arrivati, ora l’obiettivo è quello di aggirare il Puntone della Crestola nel suo versante occidentale, quindi insistiamo a calare a vista con direzione ovest


Quota 690: È un punto imprecisato che riteniamo opportuno per iniziare l’aggiramento del Puntone della Crestola. Stavamo scendendo con direzione O il margine di un lungo costone …

…. e ora dovendo modificare la direzione verso NE siamo costretti a disarrampicarlo pochi metri con grande disagio aiutandoci con gli arbusti ….

… quindi continuiamo a vista e per intuito mantenendo quest’ultima direzione. 

Continuiamo l’aggiramento sempre procedendo a vista e per intuito fino a risalire per riguadagnare la cresta nella forcella sotto il versante NE del Puntone della Crestola

Forcella NE q.720 (Impressionante la vista del verticale spigolo roccioso che culmina in vetta!!)

Completato l’aggiramento del Puntone della Crestola e riguadagnata la cresta al raggiungimento della Forcella NE, ora la seguiamo verso il monte Pesaro


Dalla Forcella NE q.720 risaliamo la facile cresta verso il monte Pesaro

Cima q.777: Risalendo dalla forcella NE del Puntone della Crestola arriviamo velocemente al punto alto …

… ora la cresta si abbassa leggermente diventando discretamente aerea

… ora la cresta si abbassa leggermente diventando discretamente aerea

Tratto aereo di cresta

Panorama sulle cave di Lorano nel fondovalle

 

Superato il tratto aereo, la cresta riprende a salire ampliandosi consentendoci di rimanere distanziati dall’onnipresente precipizio alla nostra destra. 

Arrivo al monte Pesaro

Dal monte Pesaro il proseguo della cresta si assottiglia notevolmente ed è parzialmente coperta dalla vegetazione, dopo pochi istanti dobbiamo disarrampicare un salto di circa 2 metri di 2° 

Panchina di roccia q.858 (Disarrampicato il salto, avanziamo sulla cresta e scopriamo una conformazione rocciosa sul bordo del precipizio che la natura ha modellato a forma di panchina)

Analogamente al Puntone della Crestola, anche in questo caso siamo costretti a un aggiramento per potere proseguire, non lo vediamo, ma ad oltranza sappiamo che la cresta coperta da cespugli e arbusti andrebbe gradualmente ma inesorabilmente a precipitare. Decidiamo di scendere il pendio a sinistra sotto la panchina di roccia ….

 

… purtroppo dopo poco ci si interpone una distesa di alti e fitti cespugli di erica arborea, non c’è traccia o punti di riferimento, non è possibile valutare il passaggio migliore se esiste …

… quindi penetriamo con estremo disagio nella vegetazione guidati esclusivamente dal GPS

In uno spazio aperto sui 760 metri di quota, cominciamo a cambiare direzione per completare l’aggiramento del versante occidentale del monte Pesaro, viriamo a destra NE rientrando nel sottobosco che non dà punti di riferimento ma ora il passaggio tra gli alberi è molto agevole e lo risaliamo per riportarci sulla cresta  

In uno spazio aperto sui 760 metri di quota, cominciamo a cambiare direzione per completare l’aggiramento del versante occidentale del monte Pesaro, viriamo a destra NE rientrando nel sottobosco che non dà punti di riferimento ma ora il passaggio tra gli alberi è molto agevole e lo risaliamo per riportarci sulla cresta  

Forcella q.792 (Abbiamo guadagnato la forcella sotto il versante NO del monte Pesaro. Senza difficoltà riprendiamo a percorrere la cresta di placche e zolle di paleo continuando a salire, uscendo definitivamente dal sottobosco e voltandoci indietro ora è possibile ammirare la verticalità del monte Pesaro che siamo stati costretti ad aggirare) 

 

Risaliamo la cresta di placche e zolle di paleo in direzione del monte Uccelliera

Risaliamo la cresta di placche e zolle di paleo in direzione del monte Uccelliera

Retrospettiva verso le cime salite

Risaliamo la cresta di placche e zolle di paleo in direzione del monte Uccelliera

  Quota 1039 (Risaliamo faticosamente l’ampia cresta costeggiando alla nostra destra l’onnipresente precipizio, fino arrivare al punto quotato 1040 metri dalla mappa IGM o 1038,9 metri dalla CTR Toscana dove la cresta si divide. Ora la cresta principale che stavamo percorrendo, caratterizzata da ampie placche rocciose e paleo è interrotta da una macchia di vegetazione e continua il suo sviluppo ascendente verso il monte Uccelliera, noi la lasciamo e scendiamo a sinistra iniziando il verde e panoramico crinale della Faggia Grande senza alcuna indicazione, direzione SO)

 

Retrospettiva del punto quotato 1039 metri visto dal crinale della Faggia Grande appena intrapreso

Scendiamo il crinale della Faggia Grande

Omino di sassi q.809 (Grande omino di sassi nel punto quotato 809 metri dalla mappa CTR Toscana) 

Sui 650 metri di quota purtroppo una vasta e fitta distesa di cespugli di erica arborea ostruisce il proseguo ricordandoci la discesa del monte Pesaro, è giocoforza penetrarla fino uscirne 100 metri più in basso

Cava q.530 (Antica cava rappresentata da una conca di pietrisco nel terreno) 

Dalla Cava q.530 ad oltranza c’è un salto creato da un muro di sassi, quindi andiamo a sinistra puntando alla marmifera risalita in mattinata che vediamo in lontananza, poi curvando a gomito a destra torniamo indietro …

 

…. passando sotto l’alto muro di sassi e il ravaneto.

Paletto di ferro q.460: Ci appare un isolato paletto di ferro alto circa un metro piantato nella roccia …

… sulla destra a poca distanza notiamo anche una lunga e sottile tubazione stesa sul terreno che prendiamo come riferimento per il nostro proseguo quando l’antica traccia diventa incerta

Arrivati sopra la cava Pescina A, c’è un cavo d’acciaio utile come corrimano nel tratto più esposto …

…. che ci guida depositandoci alla bancata alta delimitata dalla ringhiera, la costeggiamo …

… passando sotto l’anfratto fino raggiungere la marmifera dove chiudiamo l’anello.